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Napoli, Teatro Sannazaro in ginocchio dopo un incendio

All’alba un incendio ha colpito il Teatro Sannazaro, fiore all’occhiello di Napoli. Non ci sono vittime, ma l’edificio ha subito gravi danni strutturali e il crollo della cupola. 

Il Teatro Sannazaro, storico presidio culturale nel cuore di Napoli, in via Chiaia, nelle prime ore del mattino di oggi 17 febbraio ha subito un incendio di vaste proporzioni che ha coinvolto gran parte della struttura. L’allarme è scattato poco dopo le cinque e nonostante l’intervento di diverse squadre dei Vigili del fuoco, sono state impiegate diverse ore per le operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza dell’edificio, la cui cupola è crollata.

I danni al teatro e il crollo della cupola hanno compromesso la platea e parte del palcoscenico ha messo a rischio la stabilità dell’intero complesso. Nonostante la densa colonna di fumo nero non sono stati registrati feriti gravi, né vittime; alcune persone sono rimaste lievemente intossicate dal fumo e sono state trasportate in ospedale per accertamenti.

Il commento del sindaco Gaetano Manfredi

“Esprimo grande dolore a nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la Città di Napoli per quest’evento così doloroso per la famiglia Sansone, gli artisti e la cultura napoletana. Siamo pronti a sostenere in qualsiasi modalità concreta, insieme alla Regione, la rinascita del Teatro Sannazzaro: non li lasceremo soli. E ci stiamo adoperando per le famiglie evacuate nelle vicinanze”, ha dichiarato il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

L’incendio del Teatro Sannazaro ha spazzato via un pezzo di storia e dell’identità della città partenopea. Le cause del rogo sono al momento sconosciute: la procura ha aperto inchiesta e i Vigili del fuoco insieme alle autorità competenti stanno effettuando i rilievi per chiarire l’origine delle fiamme.

Il Teatro Sannazaro e le sue cadute

Inaugurato nel 1847, il Teatro Sannazaro ha rappresentato fin da subito la commedia napoletana, ospitando sul suo palcoscenico autori e compagnie di fama internazionale, tra cui la “Compagnia Teatro Umoristico I De Filippo”. Il teatro nel corso del secolo scorso durante le due guerre mondiali ha attraversato momenti molto difficili e ha subito danni a causa dei bombardamenti che colpirono a Napoli.

Nei due dopo guerra ha vissuto periodi di chiusura e di declino economico fino a risorgere, a partire dagli anni ‘70 con programmazioni che hanno fatto conciliare il teatro classico con quello delle sperimentazioni artistiche. É stato riaperto ufficialmente il 12 novembre del 1971 con la “prima” di Annella di Portacapuana di Gennaro D’Avino nella riduzione di Michele Prisco, in scena la Compagnia Stabile Napoletana con Luisa Conte, Ugo D’Alessio, Pietro De Vico e tanti giovani attori napoletani tra cui Nicola Di Pinto e Tommaso Bianco.

Il Teatro Sannazaro oggi

“Un Teatro per la città, dallo schietto carattere popolare, attento al teatro di tradizione da recuperare, cercando di legarlo alla scrittura di giovani autori”… Da sempre il Teatro Sannazaro ha avuto ben chiara quale fosse la sua vocazione: quella di unire il teatro di tradizione con l’armonia moderna. Con questo incendio va via un po’ di Napoli, ma anche questa volta proprio come una fenice Napoli e la sua cultura rinasceranno dalle ceneri.

Lo scrittore Maurizio de Giovanni, presidente del Premio Napoli, si è reso “disponibile da subito a qualsiasi iniziativa sia utile all’immediato ripristino del teatro”, anche attraverso l’idea di una serie di rappresentazioni da fare negli altri teatri della città, “il cui ricavato vada integralmente evoluto a questa finalità”. Nell’attesa che le istituzioni compiano il proprio dovere, auguriamo al Teatro Sannazaro e alla direttrice artistica Lara Sansone di poter presto tornare a tracciare impronte nella storia del teatro napoletano e internazionale.

Antonietta Della Femina

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Antonietta Della Femina

Classe ’95; laureata in scienze giuridiche, è giornalista pubblicista. Ha imparato prima a leggere e scrivere e poi a parlare. Alcuni i riconoscimenti e le pubblicazioni, anche internazionali. Ripete a sé e al mondo: “meglio un uccello libero, che un re prigioniero”. L’arte è la sua fuga dal mondo.
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