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Febbraio, l’arte di amare 

Voglio parlare di amore. Non quello dei cioccolatini o dei cuori a febbraio, ma quello che guida chi crea moda.

Questo amore trasforma idee in tessuti e schizzi in abiti capaci di emozionare. È l’amore che spinge a svegliarsi di notte per perfezionare un dettaglio. È quello che fa girare e rigirare una stoffa fino a sentire che è quella giusta. È quello che fa battere il cuore davanti a una collezione che prende vita.

Febbraio, il mese di San Valentino, è perfetto per riflettere su questo tipo di passione. La recente scomparsa di Valentino Garavani ci ricorda quanto il vero amore per la moda sia eterno. Non è solo estetica, ma anche disciplina, dedizione e capacità di trasformare la bellezza nel desiderio. Ogni rosso Valentino, ogni ricamo e ogni silhouette iconica parla di coraggio creativo e di una visione che continua a ispirare generazioni di stilisti, designer e appassionati. La Fashion Week donna diventa il palcoscenico di questa eredità. Per chi crea, ogni collezione è un atto d’amore. È rischioso, personale eppure universale. Per chi osserva, è il momento in cui la moda dimostra il suo potere di emozionare.  Racconta storie e trasmette sensazioni senza bisogno di parole. Valentino ci ha insegnato che l’eleganza e la cura del dettaglio non sono frivolezze. Sono strumenti per far innamorare chi guarda e chi indossa. Febbraio, quindi, non è solo San Valentino. È un promemoria per chi lavora e vive nel mondo della moda. Ogni cucitura, ogni bozzetto e ogni scelta stilistica è un atto d’amore. È un invito a continuare a creare, a sorprendere, a emozionare. E, come Valentino ci ha ricordato, è questo amore per il dettaglio, per la bellezza, per la visione che resta sempre.

Francesca Lutri

Rubrica Trame Nascoste

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Francesca Lutri

Illustratrice con background in Fashion Design. Le mie illustrazioni si concentrano sulla figura umana e sull’abbigliamento, con uno stile grafico essenziale e un uso predominante del bianco e nero. Lavoro sull’equilibrio tra forma, volume e texture, semplificando i tratti per mettere in evidenza i capi e la personalità del personaggio. La mia formazione nella moda mi permette di rappresentare il vestito come elemento narrativo e strutturale, con attenzione ai dettagli sartoriali e all’identità visiva.
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