Cinque film ispirati a drammatiche storie vere

Certe volte la realtà supera la fantasia, soprattutto quando si parla di fatti tragici.
Proprio per questo motivo, spesso la cronaca nera e i fatti giudiziari sono stati fonte di ispirazione per il mondo cinematografico, con molti registi che hanno deciso di incentrare le proprie opere su casi drammatici e reali.
Proprio a questo proposito, lo scorso 12 febbraio è sbarcato al cinema “La gioia”, un film in cui Valeria Golino interpreta un’insegnante piemontese truffata ed ingannata da un suo studente. Il fatto di cronaca da cui parte questa storia è quello di Gloria Rosboch, insegnante di francese che viveva con gli anziani genitori in provincia di Torino. Nel gennaio del 2016 scomparve senza lasciare tracce, mentre un mese dopo il suo corpo venne ritrovato tragicamente senza vita in un pozzo. In poco tempo gli inquirenti riuscirono a ricostruire la dinamica della sua scomparsa: la donna, infatti, aveva stretto un legame profondo con un suo ex studente, Gabriele Defilippi. Nel giro di qualche mese, il ragazzo l’aveva convinta ad investire quasi 190 mila euro in una società fittizia, promettendole una vita insieme a lui lontano dall’Italia. Quando Gloria si era finalmente accorta di essere stata ingannata, però, Gabriele aveva assoldato un complice, arrivando a strangolarla. Nel 2017 Gabriele Defilippi è stato condannato a 30 anni di carcere, mentre il suo complice a 19.
Un’altra produzione italiana ispirata ad una drammatica storia vera è “Familia”, film scelto per rappresentare il nostro paese agli ultimi Premi Oscar. Pur non essendo entrata nella lista delle candidature ufficiali, la pellicola ha vinto diversi premi nazionali (tra cui i prestigiosi David di Donatello e Nastri d’argento). La sceneggiatura si basa sull’autobiografia di Luigi Celeste, un ragazzo che a 23 anni ha ucciso suo padre per difendere sua madre e i suoi fratelli dalle continue violenze domestiche. Nel febbraio del 2008, infatti, al termine dell’ennesima lite, in cui il padre minacciò di morte tutta la sua famiglia, Luigi gli sparò con una pistola che aveva acquistato proprio per difendersi. Nel suo libro “Non sarà sempre così”, che ha appunto ispirato il film “Familia”, Luigi racconta ciò che l’ha portato a questo drammatico gesto, partendo dalla sua infanzia costellata dalle angherie da parte del padre. Oggi, dopo aver scontato una pena di 9 anni in carcere, lavora all’estero come consulente informatico.
Spostandosi all’estero, Hollywood ha realizzato tantissimi film ispirati a vicende giudiziarie reali. In questa lunghissima lista c’è anche “Tonya”, produzione del 2017 con protagonista Margot Robbie. La trama si ispira ad uno degli scandali sportivi più famosi al mondo, che ha coinvolto la pattinatrice statunitense Tonya Harding. Nel gennaio 1994, ad un mese dai Giochi olimpici invernali, la pattinatrice americana Nancy Kerrigan fu infatti colpita al ginocchio con un manganello da un uomo. Le indagini dimostrarono che l’aggressore era stato ingaggiato proprio da Tonya Harding, sua collega, per impedirle di partecipare alle Olimpiadi. Nonostante l’aggressione, tuttavia, Nancy Kerrigan si riprese in tempo per le gare olimpiche, conquistando addirittura la medaglia d’argento. Tonya, invece, perse le gare olimpiche e, poco dopo, la sua responsabilità nell’aggressione della collega fu confermata. Ciò portò la federazione statunitense di pattinaggio a bandirla a vita da tutte le competizioni sportive.
Brie Larson ha vinto il Premio Oscar come Miglior attrice protagonista per la sua toccante interpretazione in “Room”, film del 2015 ispirato ad uno dei casi di cronaca più sconcertanti di sempre. Nell’aprile del 2008 tutto il mondo rimase infatti scioccato dalla storia di Elisabeth, una donna austriaca che è stata rinchiusa per 24 anni in un bunker costruito dal suo stesso padre, Josef Fritzl. L’uomo aveva denunciato la scomparsa della figlia nel 1984, facendo credere a tutti di non avere più notizie della giovane. Per oltre vent’anni, in realtà, Elisabeth fu costretta a vivere nel seminterrato di casa sua, arrivando addirittura ad avere diversi figli. La sua storia, che ha inorridito il mondo intero, ha ispirato diverse opere, tra cui “Stanza, letto, armadio, specchio”, toccante romanzo da cui è tratto appunto “Room”.
Se siamo in vena di film premiati agli Oscar, non possiamo non citare “Erin Brockovich – Forte come la verità”, pellicola del 2000 che ha valso a Julia Roberts l’Oscar alla migliore attrice, oltre a numerosi altri premi (tra cui il Golden Globe e il BAFTA). La storia si incentra sulla coraggiosa figura di Erin Brockovich, una segretaria legale americana che, nel 1993, ha fatto causa alla società energetica Pacific Gas and Electric. Durante l’archiviazione di vecchi documenti, infatti, Erin scovò alcune pratiche in cui si parlava di misteriose morti nella sua contea. Iniziando ad indagare, la donna scoprì che l’acqua corrente di quella contea era stata contaminata da un liquido estremamente tossico, provocando malattie molto gravi. La società energetica responsabile di tale contaminazione, inoltre, stava cercando di insabbiare l’intera vicenda. Mettendo insieme i pezzi, Erin raccolse le firme di 600 abitanti della cittadina interessata, facendo causa alla società ed ottenendo un risarcimento di ben 333 milioni di dollari.
Stefania Berdei
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