Il 14 febbraio un corteo a Napoli per la difesa degli spazi di libertà

Il 14 febbraio 2026 ci sarà un corteo a Napoli contro gli sgomberi, la guerra e la repressione, un corteo in difesa degli spazi di libertà, a seguito ai recenti attacchi a Officina 99 e a tanti altri spazi sociali che sono stati ingiustamente toccati.
Il 14 febbraio 2026 ci sarà un corteo in difesa degli spazi di libertà, che partirà alle ore 15:00 da Piazza Garibaldi.
Sarà un corteo che va contro sgomberi, guerra e repressione, a seguito dei recenti attacchi a realtà quali Officina 99, al GRIDAS, a Insurgencia, al Carlo Giuliani, al Civico 7, al CPRS, allo Spazio Occupato Banchi Nuovi e agli altri spazi sociali.
Un corteo che va contro ad un governo che ha tolleranza zero verso le realtà autogestite, che ha già sgomberato Leoncavallo e Askatasuna, e che sta mettendo a rischio numerose realtà su tutto il suolo italiano. Come si può leggere anche in un post sui social di Officina 99: “è vendetta contro il Movimento che, in Italia e nel mondo, è sceso in piazza a sostegno del popolo palestinese.”.


Da decenni gli spazi occupati e autogestiti sono luoghi necessari in cui si offre una vasta gamma di supporto verso chiunque ne abbia bisogno: doposcuola, palestre popolari, mense e ambulatori autogestiti. Ma anche attività culturali quali concerti, cineforum, presentazioni di libri e laboratori creativi. Senza mancare iniziative politiche contro ogni forma di oppressione di classe, genere e provenienza.
Sono spazi in cui nessuna persona viene esclusa, in cui chiunque ha la necessità può essere aiutato.
Spazi che il governo Meloni ci vuole togliere, mentre sostiene un’economia di guerra e contribuisce attivamente al genocidio in Palestina, contribuendo alle politiche belliche dell’Unione Europea e della NATO.
Un governo, quello di Meloni, che approva manovre che smantellano ciò che rimane dello stato sociale. Approva politiche che vanno a colpire intere comunità, non solo spazi fisici, riaffermando così “un’idea di “sicurezza urbana” che produce segregazione e gerarchie”.
I crimini che stanno commettendo fanno parte di un disegno politico complessivo di emergenza permanente, levando l’attenzione su problemi reali di tutto il territorio italiano: sanità, casa, scuola, lavoro, reddito, ambiente, servizi sociali.
E così persone senza fissa dimora, occupanti di case, disoccupati, migranti, sex workers, militanti politici vengono considerate ingombranti.
Quindi quale miglior modo per farsi sentire se non un corteo?
“Le loro minacce sono, ieri come oggi, un detonatore per rilanciare dal basso una nuova stagione di lotte: contro gli sgomberi, per l’autogestione, per il diritto alla città. L’attacco agli spazi sociali è un attacco diretto ai diritti fondamentali!”
-Info Aut, informazione di parte.
Irene Ippolito
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