L’ora delle preoccupazioni, una buona pratica dalla Finlandia

Non un appuntamento nel calendario scolastico, ma una vera e propria pratica per onorare, riconoscere e capire le proprie preoccupazioni.
La Finlandia, da sempre nota per l’elevata qualità dell’istruzione e il forte impegno verso la salute mentale, si distingue per la cosiddetta “ora delle preoccupazioni”, un momento al quale i finlandesi sono abituati fin da piccoli.
Origini e contesto
Non solo intelligenza emotiva ed educazione socio-affettiva, la Finlandia non si limita all’acquisizione di contenuti scolastici: sebbene non sia una legge, né esista una procedura standardizzata in tutte le scuole, l’ora delle preoccupazioni emerge come un momento inevitabile dove ogni persona può riflettere sui propri pensieri, anche più intimi, in un ambiente comprensivo e non giudicante.
In questa pratica, circoscritta a un periodo di tempo prestabilito gli studenti e in alcune varianti anche gli adulti, sono invitati a identificare ciò che li preoccupa, senza censura sia in forma scritta che verbale, a dare un nome alle emozioni e a esplorare strategie per comprendere e poi in un secondo luogo gestire le preoccupazioni.
Non una pratica che si limita a sfogare o esternare il disagio: vengono insegnate competenze di autoregolazione attraverso la distinzione tra preoccupazioni gestibili e preoccupazioni incontrollabili.
Questo esercizio di distinzione aiuta a comprendere la cosiddetta sofferenza inutile e a ridurla e a concentrare le energie su ciò che è davvero importante e su quelle preoccupazioni che realmente potrebbero influenzare la quotidianità.
Cosa dice la psicologia?
In un’epoca di ansia, stress e sovraccarico emotivo l’ora delle preoccupazioni e la pratica in sé e per sé si palesa come un atteggiamento cardine utile alla psicologia cognitivo-comportamentale. La negazione delle emozioni o la loro soppressione aumenta l’ansia e l’irritabilità; quindi, il dar spazio alle emozioni e l’identificazione propria delle emozioni e il contenuto delle preoccupazioni attiva processi cognitivi legati alla rielaborazione, aiutando l’utente e il suo educatore, nel caso di studenti, a percepire le preoccupazioni da una prospettiva più distaccata e a sviluppare una consapevolezza di quelli che possono essere schemi di pensiero disfunzionali.
Come si svolge l’ora delle preoccupazioni?
Non esiste una regola universale; alcune linee guida introducono la pratica con un momento di accoglienza in cui si viene a creare un ambiente di rispetto e senza giudizio. Segue la terapia vera e propria con l’espressione libera da parte degli utenti delle loro preoccupazioni e la riflessione guidata e la distinzione tra controllabile e incontrollabile. Il tutto si chiude con un momento di ricalibrazione: si fa un respiro profondo e si concentrano i propri pensieri su momenti positivi e su degli obiettivi concreti.
Benefici e limiti
Le scuole e le aziende che adottano questa tipologia di pratica riportano dati che fanno ben sperare: gli utenti mostrano una maggiore consapevolezza emotiva e una diminuzione dell’ansia diffusa. Tra i compagni di classe e colleghi si viene a creare un clima relazionale più empatico e si sviluppano maggiori abilità sociali e di problem solving.
Al tempo stesso è sciocco pensare che l’ora delle preoccupazioni possa essere una soluzione magica: questa pratica non può e non deve essere banalizzata a un semplice sfogo; la formazione stessa degli educatori è importante affinché l’ansia non venga banalizzata e nel caso di situazioni più complesse, si consigli l’integrazione di altri servizi psicologici.
Questo approccio e in generale l’approccio che la Finlandia tutta ha nei confronti della salute mentale è profondamente radicata in una cultura da sempre all’avanguardia per la sua visione umanistica e scientifica della psicologia. L’ora delle preoccupazioni rappresenta un passo importante verso la cosiddetta cultura dell’interiorità, dove si riconoscono e si esplorano le emozioni, senza sentirsi giudicati o a disagio.
Antonietta Della Femina
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