La medicina narrativa

La Medicina Narrativa è un innovativo strumento di indagine utile per indagare la complessità dell’individuo.
Il suo scopo è quello di migliorare la qualità del servizio sanitario.
Ma come?
Stabilire un rapporto tra operatore sanitario e paziente consente di giungere a una piena conoscenza del proprio stato di malattia, delle possibili cure dei loro vantaggi e dei loro limiti.
Ciascun metodo di questa disciplina si basa sull’ascolto attivo del paziente e sull’approfondita analisi dei racconti circa il proprio vissuto.
L’ascolto della storia personale proposto dalla Medicina Narrativa non è quindi differente dalla raccolta anamnestica attiva di un regolare percorso diagnostico – terapeutico.
Fondamentale in tale processo di ascolto è l’empatia.
Lo psicologo Goleman nel suo libro Intelligenza emotiva definisce la competenza emotiva come:
“la capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quello degli altri, di motivare noi stessi e di gestire positivamente le nostre emozioni, tanto interiormente, quanto nelle relazioni sociali.”
Presso l’ Università di Parma, il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti e la sua equipe hanno individuato i neuroni specchio; si tratta di moto: neuroni che si attivano sia quando si compie una azione finalizzata, sia quando si osserva qualcuno compiere movimenti simili.
Da questa scoperta ne deriva che il cervello attiva le medesime strutture neuronali sia quando si prova “personalmente” una emozione, sia quando sono gli altri a “viverla” o “compierla”.
Conoscere il paziente e la sua storia consente al medico di confrontarsi con lui ponendosi in tal modo sul suo medesimo piano conoscitivo.
Il neurologo americano Oliver Sacks all’ interno dei suoi numerosi scritti ribadiva sempre che dietro ogni paziente ci fosse prima di ogni tutto una persona e che persino la malattia mentale non poteva indurre alla perdita totale del sé.
Scriveva in Musicofilia:
” Per quanto uno possa essere gravemente debilitato e compromesso non si è mai davvero Senza niente, una tabula rasa”.
Per Sacks era fondamentale ascoltare le storie dei suoi pazienti e ricavarne da esse tutte le informazioni possibili, che anche se non prettamente utili sul piano medico, donavano al paziente la possibilità di sentirsi una persona.
Oggi più che mai investire sulla persona è il futuro della salute e la Medicina Narrativa già a partire dalla fine del secolo scorso ha tracciato una nuova strada che deve essere percorsa, deve essere messa in atto.
“Nasciamo uguali, ma l’ uguaglianza cessa dopo cinque minuti: dipende dalla ruvidezza del panno in cui siamo avvolti, dal colore della stanza in cui ci mettono, dalla qualità del latte che beviamo e dalla gentilezza della donna che ci prende in braccio”
affermava il regista americano Joseph Mankiewicz.
Garantire a ciascuno lo stesso diritto di accesso e disponibilità anche alla sanità nel rispetto della propria persona è un obiettivo che il governo, le istituzioni e la società devono poter raggiungere.
Investire sulla persona è il futuro della salute e la Medicina Narrativa già a partire dalla fine del secolo scorso ha tracciato una nuova strada che deve essere percorsa, deve essere messa in atto.
Marika A. Carolla
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