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Di spalle a questo mondo di Wanda Marasco

In un’epoca dove la storia spesso si perde tra le pieghe delle cronache e le voci di chi non ha avuto il privilegio di raccontarla, “Di spalle a questo mondo” di Wanda Marasco emerge come una testimonianza di rara intensità. Vincitore del Premio Campiello 2025, il romanzo non è solo una ricostruzione storica, ma un atto di rivisitazione del passato, un tentativo di dare voce a chi, come Palasciano e sua moglie, è stato in silenzio, ma non inerte.

Il libro ruota attorno alla figura del protagonista, Ferdinando Palasciano, uomo di grande intelligenza e sensibilità, ma soprattutto di una forza rara nel voler mettere in discussione il proprio tempo. Un uomo che si ritrova catapultato in una realtà sempre più difficile da comprendere, dove la società, pur avanzando, sembra girare sempre più lontana dalla sua idea di giustizia e umanità. Palasciano, infatti, non è solo un personaggio del passato, ma una sorta di “civile inquieto”, quasi profetico, la cui vita e le cui azioni si intrecciano indissolubilmente con quelle di sua moglie, una figura centrale ma mai realmente protagonista nel panorama storico ufficiale.

La narrazione, che alterna le voci del marito e della moglie, traccia un quadro di relazioni complesse, dove il sentimento e la razionalità, l’amore e la dedizione si fondono in un equilibrio fragilissimo. La penna di Palasciano non si limita a raccontare fatti, ma si fa strumento di una riflessione più profonda sulla condizione dell’essere umano, sull’ineluttabilità della storia e sulle contraddizioni del progresso. C’è qualcosa di magico e inquietante nel modo in cui riesce a trasporre il lettore non solo nel contesto storico della sua vita, ma soprattutto nell’anima dei protagonisti. La narrazione di Ferdinando, infatti, riesce a distillare una sorta di malinconia sottile, quella che solo chi ha visto il mondo mutare senza poter fermarlo può conoscere.

La figura della moglie, mai dimenticata ma sempre “di spalle”, come suggerisce il titolo, diventa emblema di una condizione femminile che ha resistito senza mai alzare la voce, ma che ha avuto un’influenza ben più grande di quanto la storia le abbia mai riconosciuto. La sua è una forza silenziosa, una capacità di vedere senza farsi vedere, di amare senza prevaricare. Palasciano, nel raccontarla, le attribuisce una voce che resta comunque nascosta, ma è pur sempre una presenza fondamentale, una sfida alla tradizione che ha relegato le donne a ruoli marginali e silenziosi.

Il libro, tra il personale e il collettivo, si erge da monumento della memoria storica. Non è solo la biografia di un uomo e di una donna, ma il ritratto di un’epoca che, nonostante tutto, ha continuato a spingersi avanti. Il linguaggio di Palasciano è ricco, evocativo e denso di un simbolismo che fa eco alle radici più profonde della nostra cultura, ma è anche capace di spaziare in quella dimensione universale che non ha confini né temporali né geografici.

Il Premio Campiello 2025 ha premiato non solo la bellezza di una scrittura che si fa memoria, ma anche la capacità di Palasciano di saper guardare la storia “di spalle”, cogliendone le ombre e le luci che spesso sfuggono agli occhi più attenti ma meno curiosi. La sua opera si inserisce in quel filone di narrativa storica che non si accontenta di raccontare, ma vuole interrogare il passato per meglio comprendere il presente.

La realtà

Ferdinando Palasciano (1798-1867) è stato un importante medico e patriota italiano, noto per il suo impegno sociale e politico durante il Risorgimento. È celebre per le sue idee progressiste e per il suo ruolo nella riforma sanitaria, contribuendo all’istituzione del sistema ospedaliero e alle innovazioni nel campo della medicina. Palasciano fu anche una figura di spicco nel movimento per l’Unità d’Italia, collaborando con altre personalità di rilievo dell’epoca. Oltre alla sua carriera professionale, è ricordato per la sua partecipazione attiva nelle lotte politiche del tempo, tra cui l’aspirazione a un’Italia unificata e libera dal dominio straniero.

Il suo nome è legato anche alla riforma delle istituzioni sanitarie e al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, in particolare nelle zone più povere e mal servite del paese. Nella realtà storica, la sua figura è stata spesso oscurata dalle grandi personalità risorgimentali, ma il suo contributo alla medicina e alla società è considerato fondamentale per lo sviluppo dell’Italia moderna.

Lucia Russo

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Immagine generata con IA

Lucia Russo

Lucia. Amante della luce per destino: nomen omen. Tuttavia crede che per arrivare a quella luce ci sia bisogno del caos e della contraddizione, scrutarsi dentro, accettarsi e avere una profonda fiducia in sé stessi. Il rimedio a tutto il resto: una buona porzione di parmigiana di melanzane.
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