Arte & CulturaPrimo Piano

Cassetta Reloaded: il vintage che resiste nel 2026 

Ma davvero ci voleva la quarta stagione di Stranger Things per riportare Kate Bush in vetta alle classifiche e rimettere le musicassette sotto i riflettori? Evidentemente no, eppure la nostalgia ha trovato nuova vita: nel 2026 c’è ancora chi riavvolge il nastro tra scaffali di dischi, mercatini vintage e edizioni limitate di artisti pop.   

Non per errore. Non per retromania. Ma per scelta.

Mentre la musica scorre invisibile tra streaming, algoritmi e ascolti distratti, il supporto analogico torna a occupare spazio reale. Un oggetto tecnicamente superato che, paradossalmente, dice molto sul presente, forse più di molte tecnologie considerate “nuove”.

Il ritorno della cassetta non è solo un revival estetico. È un sintomo.

In un presente iperconnesso che consuma tutto troppo in fretta, il vintage diventa una forma di resistenza culturale: mercatini che pullulano, negozi di dischi che riaprono, nastri ristampati, tirature limitate, collezionismo giovane. Non perché il passato fosse migliore, ma perché oggi il futuro appare spesso privo di consistenza.

Stranger Things l’ha riportata nell’immaginario collettivo globale, trasformandola in icona pop per una generazione che non l’ha mai davvero vissuta. Mixed by Erry ne racconta invece il lato più concreto e politico: il film narra la storia vera di Enrico Frattasio, detto Erry, un dj napoletano che alla fine degli anni Settanta riuscì ad arricchirsi registrando e vendendo cassette contraffatte. Una Napoli in cui il nastro magnetico non era nostalgia, ma ingegno, circolazione delle idee, comunità. Dietro quelle cassette c’era un’economia parallela, un desiderio di accesso e una creatività nata dai limiti. Ed è forse proprio questo che continua ad attrarre.

La cassetta non promette perfezione, ma presenza. Non accesso illimitato, ma scelta.
Non velocità, ma tempo.

E così, mentre il progresso corre in avanti, continuiamo a guardare indietro. Non per tornare, ma per capire cosa abbiamo perso lungo la strada.

Il nastro che ha cambiato l’ascolto

L’invenzione delle musicassette risale al 1962, quando l’ingegnere olandese Lou Ottens, della Philips, ebbe l’intuizione di adattare la registrazione su nastro magnetico a un formato più piccolo e funzionale. La “Compact Cassette” fu presentata il 30 agosto 1963 a Berlino, in un evento di settore: l’accoglienza fu tiepida e nessuno la considerò subito una rivoluzione per la fruizione musicale. Le cose cambiarono nel 1979, quando Sony lanciò in Giappone il Walkman, rendendo l’ascolto “mobile” accessibile e diffuso. In pochi anni, il lettore portatile avrebbe conquistato il mondo, aprendo la strada alla musica sempre con sé, fino all’era dei lettori MP3 e degli smartphone.

Numeri che raccontano una rinascita

Dopo il vinile, anche il mercato delle cassette ha registrato una crescita significativa. Secondo i dati della British Phonographic Industry (BPI), nel 2024 nel Regno Unito le vendite hanno superato le 136.000 unità, con un’impennata del 205% nel primo trimestre del 2025, arrivando a 63.288 unità.

Negli Stati Uniti, nel 2023, ne sono state vendute circa 430.000, trainate anche dall’interesse di artisti come Taylor Swift e Olivia Rodrigo.

Numeri ancora marginali rispetto allo streaming, ma sufficienti a raccontare un segnale culturale preciso.

Una nostalgia generazionale che diventa tendenza

Perché le cassette tornano oggi? La risposta passa da una serie di fattori culturali che si sovrappongono, tra immaginario pop, pratiche di ascolto, revival musicassette e nuove forme di consumo.

  • Revival nostalgici mainstream
    Serie come Stranger Things e franchise come Guardians of the Galaxy hanno riportato in auge l’immaginario anni ’80 e ’90, ricollegando il formato analogico all’idea di scoperta, intimità e condivisione.
  • Retro e cultura pop
    Artisti come Taylor Swift, Harry Styles, Olivia Rodrigo e Billie Eilish hanno incluso il nastro tra le edizioni fisiche dei loro album, trasformandolo in oggetto da collezione. Negli ultimi anni sono uscite edizioni speciali di Harry Styles e degli Arctic Monkeys, e anche anniversari celebri, come il quarantennale di The Number of the Beast degli Iron Maiden, sono stati l’occasione per ristampe su cassetta.
  • Dimensione tattile dell’ascolto
    Inserire una cassetta, sfogliare una j-card, scegliere tra lato A e lato B restituisce alla musica una fisicità che lo streaming non può offrire. Per molti giovani non è nostalgia, ma scoperta.
  • Estetica lo-fi e ritualità
    Il fruscio del nastro, la compressione naturale, l’imperfezione sonora diventano un valore. Un’estetica che dialoga bene con punk, indie o vaporwave e rende l’ascolto un gesto attivo, non passivo.
  • Retro che dialoga con la tecnologia
    Oggi il formato convive con lettori ibridi che uniscono design vintage e funzioni moderne come il Bluetooth, dimostrando che l’analogico può abitare il presente senza rinnegare la contemporaneità.

Curiosamente, sono proprio le generazioni più giovani a guidare questa riscoperta: quasi il 59% degli ascoltatori tra i 18 e i 24 anni dichiara di consumare musica su supporti fisici. Un formato tecnicamente inferiore diventa così simbolo di ritualità, identità e autenticità.

Chi acquista cassette oggi?

La riscoperta del nastro non riguarda solo artisti indipendenti o nicchie da collezionisti: anche le case discografiche hanno iniziato a prenderne nota. Se per i vinili esiste il Record Store Day, dal 2012 c’è anche il Cassette Store Day, nato a Londra e oggi celebrato in tutto il mondo.

A trainare il mercato sono soprattutto gli under 35, alla ricerca di un’esperienza di ascolto più intensa rispetto allo streaming. Secondo una ricerca di Key Production, il 5% dei giovani acquista cassette magnetiche, percentuale che sale al 10% tra i 18-24 anni e al 13% tra i 25-34.

Se smartphone e piattaforme digitali garantiscono comodità, cresce anche il numero di chi preferisce curiosare tra mercatini e negozi alla ricerca di vecchi nastri BASF o TDK ferro-cromo, attratto dal gesto, dal rituale e da un suono caldo e imperfetto. La crescita delle vendite fisiche nel Regno Unito (+1,4% nel 2024) conferma questa tendenza.

Negozi di dischi, mercatini e collezionismo: il vintage che spopola

Il ritorno delle cassette non vive solo online o nei dati aggregati: si traduce in scene reali. Negozi indipendenti di dischi, mercatini vintage e marketplace digitali registrano un aumento di interesse per nastri nuovi, rari o ristampe di classici.

In molti casi il fenomeno assume una dimensione DIY: artisti indie e piccole etichette pubblicano musica in edizione limitata su nastro, con packaging curato e artwork esclusivi, come se il supporto fosse parte integrante dell’opera. Marketplace di nicchia mostrano listini in crescita, con alcune cassette da collezione vendute a cifre di gran lunga superiori al prezzo originale.

Anche i negozi indipendenti ampliano l’offerta accanto ai vinili, intercettando pubblici diversi. In alcuni locali e bar di musica d’ascolto, nastri e dischi diventano parte dell’arredo, contribuendo a creare spazi in cui la musica non è solo sottofondo, ma atmosfera.

Il futuro è davvero solo digitale?

Le cassette occupano oggi una porzione minima del mercato — appena lo 0,2-0,3% delle vendite di album nel Regno Unito nel 2024 — ma continuano a circolare perché intercettano un vuoto lasciato dall’ascolto digitale. Non competono con lo streaming, non lo imitano, non lo negano. Esistono altrove: in un tempo più lento, in un rapporto meno trasparente con la tecnologia, in un’idea di musica che richiede attenzione. È in questa frizione che il formato resta vivo. Non è nostalgia né feticismo analogico, ma una forma minima di disallineamento: un modo per rimettere l’ascolto fuori dal flusso continuo. Premere play, rewind e stop.

Roberta Aurelio

Immagine generata con AI

Leggi Anche: Bookcassette: la magia della lettura incontra il vintage delle musicassette

Roberta Aurelio

Roberta Aurelio – Comunica, scrive e respira cultura. Giornalista pubblicista (in progress), appassionata di storie fuori fuoco, concerti sudati e manifesti sbiaditi. Colleziona vinili, parole e istanti analogici. Ama i dettagli e la luce giusta. Rifiuta ingiustizie e condanna i soprusi. Quando scrive, intreccia pensiero critico e sensibilità poetica. Vive a Napoli, con lo sguardo altrove.
Pulsante per tornare all'inizio
Panoramica privacy

Questa Applicazione utilizza Strumenti di Tracciamento per consentire semplici interazioni e attivare funzionalità che permettono agli Utenti di accedere a determinate risorse del Servizio e semplificano la comunicazione con il Titolare del sito Web.