5 libri da leggere mentre fai colazione

Lo so. Hai fatto la lista dei buoni propositi per il 2026, hai aggiunto l’obiettivo di leggere di più – insieme a mangiare più verdure e fare diecimila passi al giorno – ma non sai da dove partire.
Nell’ultima raccolta dell’Eurostat i dati sono inequivocabili: in Italia si legge poco e male. Paradossalmente, nonostante sia cresciuta la richiesta di libri, sono diminuiti i lettori.
Per questo ci sono io qui a consigliarti 5 titoli brevi da leggere mentre si è seduti al tavolo della cucina a gustare una buona colazione.
Che tu sia già un lettore seriale o che voglia iniziare da qualcosa di veloce e accattivante non puoi assolutamente perderti questi titoli.
Il sogno di Mary Shelley
Potevamo farci mancare un libro gotico in queste fredde mattine invernali? Assolutamente no.
Il sogno di Mary Shelley è un breve racconto che esamina l’ambivalenza e il conflitto interiore.
Ambientato in Francia alla fine del XVII secolo, la storia si concentra su Constance, contessa di Villeneuve, e il suo amore proibito con Gaspar, il conte de Vaudemont.
Dopo aver perso suo padre in uno scontro tra famiglie, Constance si trova davanti a un bivio: rimanere fedele alla famiglia oppure seguire il cuore. Ma la ragione può realmente sovrastare il sentimento?
La descrizione della natura, l’ambientazione romantica e la devozione sono elementi che impreziosiscono fortemente la storia.
Una scissione tra ciò che è giusto e ciò che si vuole. Sembra quasi di leggere Romeo e Giulietta in stile gotico, con una sfumatura sognante degno della penna della scrittrice più amata dell’ottocento.
Memorie di un pazzo di Nikolaj Gogol’
Ormai lo sapete: in ogni mio articolo deve necessariamente esserci un classico russo.
Stavolta è il turno di Memorie di un pazzo di Nikolaj Gogol’, uno dei romanzi più coinvolgenti che vi toccherà corde dell’anima mai smosse prima.
Una discesa turbinosa in una mente che si sta man mano sgretolando, un testo profondamente claustrofobico e vertiginoso.
Il racconto è in pratica un diario in cui il burocrate Aksentij Ivanovič Propiščin mette su carta la propria follia.
Innamorato della figlia del direttore, il protagonista sottrae alla ragazza alcune lettere che è convinto abbia scritto la sua cagnetta Maggie.
Aksentij si convince del disprezzo della sua amata e da lì inizia il deterioramento del suo stato mentale: si proclama monarca del Regno di Spagna, modifica la sua divisa in modo da ricavarne un mantello e chiede la mano della giovane.
Quando l’uomo viene rinchiuso in manicomio è profondamente convinto di essere arrivato alla corte spagnola.
Con Memorie di un pazzo Gogol’ firma uno dei ritratti più crudele della follia all’interno della letteratura ottocentesca. Una delle prime rappresentazioni della schizofrenia secondo lo psichiatra Eric Lewin Altschuler; uno dei più toccanti e amari a parer mio.
Novecento di Alessandro Baricco
Passiamo ora a un libro di nemmeno 65 pagine ma capace di stravolgerti il tempo d’un caffè.
Novecento di Alessandro Baricco è un monologo teatrale di Tim Tooney – narratore – che racconta la vita di Danny Boodman T. D. Lemon Novecento.
L’uomo racchiude l’essenza dell’imbarcazione su cui è nato, vissuto e mai abbandonato: la Virgin.
Danny è un pianista con un talento fuori dalla norma, fu trovato abbandonato sul piano della prima classe da un macchinista il giorno dello sbarco da New York.
Tutta l’esperienza umana del protagonista si limita a quello spazio: egli vive dei desideri e delle passioni altrui, diviso tra il pianoforte e la nave.
Nessuno come lui è capace di trasformare in musica le esperienze umane che di volta in volta gli raccontano i passeggeri della nave.
Novecento è un libro sospeso tra mare e cielo, un racconto etereo capace di farsi spazio nel cuore del lettore e risuonare in sottofondo proprio come il pianoforte di Danny.
La Panne di Dürrenmatt
Pubblicato nel 1956, La Panne di Friedrich Dürrenmatt è uno di quei titoli che ti pentirai di non aver letto prima.
Alfredo Traps, a seguito di un guasto alla macchina, si trova costretto a pernottare presso la dimora di un giudice in pensione che ama inscenare dei casi di tanto in tanto con i suoi amici.
Inutile dire che a vestire i panni dell’imputato sarà proprio il nostro protagonista che verrà costretto a confrontarsi con le proprie responsabilità morali rimaste fino ad allora inconsiderate.
L’autore trasforma un banale contrattempo in una profonda riflessione sulla colpa e sulla giustizia. L’opera ci pone quesiti estremamente attuali: siamo veramente consapevoli delle nostre colpe? E in che misura la società ci consente di sfuggire al giudizio morale?
Lettera di una sconosciuta di Stefan Zweig
Immagina di amare per una vita intera una persona che non sa nemmeno della vostra esistenza. Questo brevissimo libricino non è altro che il contenuto di una lettera che riceve un romanziere viennese il giorno del suo quarantunesimo compleanno.
La lettera non è altro che il testamento della protagonista che alla fine dei suoi giorni ha finalmente trovato il coraggio di dichiararsi all’amore della sua vita.
Infatti, la protagonista è innamorata del romanziere da quando aveva appena tredici anni e da allora questo sentimento non ha fatto altro che condizionare la sua intera esistenza.
Lettera di una sconosciuta di Stefan Zweig tocca temi intimissimi quali il lutto e l’amore non condiviso. Un breve racconto di una precisione chirurgica, capace di condensare in poche righe l’anatomia della passione umana.
Ilenia Carratù
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