La Global Sumud Flotilla salpa verso Gaza

È partita la Global Sumud Flotilla, la più vasta iniziativa civile internazionale salpata per rompere il blocco navale di Gaza.
Alle ore 15:00 di oggi, la flotta della Global Sumud Flotilla è salpata da Barcellona, secondo quanto riportato da Ansa. Decine di imbarcazioni con a bordo oltre 300 attivisti, tra cui medici, artisti, avvocati e figure pubbliche, hanno lasciato il molo: a celebrare la partenza migliaia di sostenitori intonando slogan come Free Palestine e Boycott Israel. “La questione riguarda come le persone vengono deliberatamente private dei mezzi di sussistenza più elementari e come il mondo possa tacere”, ha dichiarato l’attivista Greta Thunberg, anch’essa su una delle imbarcazioni.
Cos’è la Global Sumud Flotilla
Nata nella seconda metà del 2025 Global Sumud Flotilla (Sumud – صمود, ṣumūd – termine arabo per esprimere resistenza) è un’iniziativa umanitaria non violenta, risultato dell’unione di diversi movimenti pro Palestina, Freedom Flotilla Coalition, Global Movement to Gaza, Mahjreb Sumud Flotilla e Sumud Nusantara. Completamente indipendente dalle istituzioni e da partiti politici ha al suo interno cittadini comuni uniti per la lotta alla dignità umana.
“Quando il mondo resta in silenzio, noi salpiamo #sailtogaza”
44 sono i paesi impegnati a salpare per Gaza nella più grande missione marittima per rompere l’assedio illegale di Israele: ‘ogni imbarcazione rappresenta una comunità e il rifiuto di rimanere in silenzio di fronte al genocidio’.

Una rotta marittima verso la libertà
La scelta di inviare aiuti umanitari via mare e non via terra è stata ben ponderata: l’occupazione israeliana ha imposto un assedio totale che ha isolato Gaza dal mondo esterno; le vie di comunicazioni via terra sono completamente bloccate e su di esse vi è maggiore controllo da parte delle forze di occupazione. Ponderata è anche la scelta di non usare imbarcazioni grandi, maggiormente soggette a pressioni burocratiche: ogni imbarcazione è supervisionata da una delegazione aiutata dal supporto legale, nautico e logistico della Global Sumud Flotilla.
Ognuna di queste imbarcazioni, di piccole e medie dimensioni come la Madleen, è protetta dal diritto marittimo; inoltre, l’occupazione israeliana costituisce una violazione delle Convenzioni di Ginevra, trattati internazionali che proteggono le associazioni umanitarie che prestano il servizio in territorio di guerra.
A Gaza è in atto una carestia: sono oltre 63.000 le persone morte dall’inizio del conflitto e circa 400 sono le morti attribuibili a malnutrizione o fame. Il rapporto dell’aprile 2025 delle Nazioni Unite segnala come dal 2 marzo nessun aiuto o bene commerciale è stato autorizzato a entrare a Gaza. Le scorte alimentari sono esaurite e gli aiuti umanitari, quali cibo, medicine e carburante, sono ostacolati da bombardamenti, attacchi agli operatori sul campo e blocchi ai valichi.
Secondo il World Food Programme e Unicef la situazione ha raggiunto livelli catastrofici e il Integrated Food Security Phase Classification ha certificato che il 100% della popolazione vive in condizioni di grave insicurezza alimentare, con circa il 32% in fase 5 (catastrofica) prevista entro fine settembre 2025.
Noi cosa possiamo fare?
È possibile candidarsi come partecipante a un delegazione di imbarcazioni, come membro dell’equipaggio se si posseggono esperienze, donare imbarcazioni e aiuti.
“Ogni mano conta, che tu sia in mare o a terra”
Qui è possibile effettuare donazioni in denaro. Qui è possibile candidarsi come membro dell’equipaggio. L’arrivo a Gaza è previsto per metà settembre. È possibile seguire in tempo reale la Global Sumud Flotilla tracciando la nave Handala, dotata di un sistema di tracciamento avanzato sviluppato in collaborazione con Forensic Architecture.
Antonietta Della Femina
Leggi anche: Zerocalcare: coerenza politica e impegno per la Palestina