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Reverse shopping. Il caso Decathlon

Economia circolare, reverse shopping, permuta, Decathlon, Nolhtaced… ma andiamo per gradi, di cosa stiamo parlando? L’utilizzo illecito di termini anglofoni ci confonde continuamente e sempre più maggiormente. 

È di qualche settimana fa l’improvvisa decisione di Decathlon Belgio di cambiare sul web ed in suoi 3 punti vendita (Namur, Gent e Everre) l’insegna: senza alcun preavviso il marchio Decathlon è scomparso, ed è stato rimpiazzato dal marchio Nolhtaced, che altro non è che un’inversione delle lettere del nome. 

Una scelta/strategia che si è posta come fine ultimo la sensibilizzazione dei consumatori nei confronti della rivendita a Decathlon di articoli che possono essere venduti direttamente o riparati e poi rimessi sul mercato. 

“L’obiettivo è riutilizzare quante più apparecchiature possibili per ridurre l’impatto sul nostro ambiente ed evitare sprechi. La gamma di prodotti di seconda mano di Decathlon consentirà inoltre ai consumatori meno fortunati di acquistare attrezzature sportive di qualità ad un prezzo inferiore”. – così ha dichiarato Joeri Moons, country sustainability leader di Decathlon Belgio – “Bisogna incoraggiare il più possibile al riutilizzo dei prodotti e a rimanere responsabili durante il loro intero ciclo di vita”.

Riuso, è questa la vera parola chiave; e Decathlon non è nuova a questo genere di iniziative: Decathlon 2hand è la piattaforma Decathlon che dà la possibilità di vendere e acquistare l’usato sportivo attraverso gli eventi Trocathlon della propria zona. 

Il marchio francese di articoli sportivi raccoglie materiali, anche non acquistati nelle catene, in cambio di buoni con validità di 2 anni: dei suoi primi 40mila articoli raccolti fino ad ora nell’anno 2022, ne ha rimessi oltre l’80% sul mercato e ha dato in cambio 593.220 euro di buoni. 

Proteggere e difendere il pianeta è nell’interesse di ognuno di noi. Bisogna reimparare ad aggiustare e a riciclare bene. 

Il rapporto “No time to waste” pubblicato da Bank of America Merrill Lynch afferma che la produzione complessiva di rifiuti nel mondo ammonta ogni anno a circa 11 miliardi di tonnellate, di cui il 75% viene destinato a discariche o a inceneritore, mentre solo il 25% è riciclato o riutilizzato. 

“È fondamentale sfruttare tutte le parti della nostra attività, al di là delle nostre operazioni dirette, al fine di accelerare la transizione verso un’economia globale a zero emissioni”, ha affermato Anne Finucane, vicepresidente di Bank of America

È necessario che tutti facciano la propria parte, ed anche una goccia nell’oceano può cambiare fa la differenza. 

Il caro vita, il caro bollette, il continuo stress a cui veniamo sottoposti mette a dura prova la nostra salute. 

Quindi quale miglior occasione? Ne gioverà il portafogli e il nostro benessere psicofisico. 

A fond la forme

Antonietta Della Femina

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