Primo PianoSociale

25 settembre, Italia, non tornare indietro!

Il 25 settembre 2022, L’Italia sarà chiamata a votare ancora una volta, elezioni straordinarie.

Draghi?                          

Fatto fuori appena arrivato il primo odore di PNRR.

Ad oggi, la coalizione di destra, in Italia, è quasi al cinquanta percento del consenso e Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni alla guida, si aggira intorno a venticinque percento.

La prima donna presidente del Consiglio, io, me la sarei immaginata diversa e Giorgia Meloni non corrisponde a quella fantasia femminista che da tempo mi culla.

Oggi mi piacerebbe darvi qualche spunto di riflessione in più su coloro, o meglio, colei che sembra essere favorita, perché entro il venticinque dovremo pensare bene a cosa vogliamo davvero per il nostro Paese.

Non abbiamo ancora un programma preciso che indichi le intenzioni di FdI, ma facendo un lavoro di tipo argomentativo, possiamo raccogliere una serie di dati nel tempo, esporli e confutarli con un’antitesi.

Le conclusioni, come sempre, sono degli elettori, ma preferisco i fatti alle parole scambiate senza fonti.

Proviamo a immaginare:

INCLUSIONE e DIRITTI CIVILI

“Io sono GIORGIA

Sono una madre

Sono cristiana”

Ve lo ricordate il tormentone?

Quello non era esattamente un tormentone, ma più un prequel di ciò che nel tempo si è scandagliato.

Nelle regioni in cui l’amministrazione è in mano a Fratelli d’Italia, faticati diritti come quello di abortire sono un tarlo e un argomento caldo.

Basti ricordarsi del Piemonte, con la controversa questione che coinvolgeva l’assessore Maurizio Marrone.

Le ultimissime vedono una Meloni che taglia corto asserendo che FdI non desideri nessuna modifica della preziosa 194, quindi, tesi e antitesi.

Un partito la cui ideologia e le cui alleanze hanno comunque sempre difeso il cosiddetto “diritto alla vita” e una donna, proprio la favorita Meloni, che a ridosso delle elezioni parla delle vicende in USA e chiarisce una personale posizione sulla 194.

Permettetemi, però, di aggiungere che io mi ricordo di quando l’allora Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, nel lontano 2009, partecipava al convegno Arcigay.

La comunità LGBTQ+ e Giorgia Meloni non sono quanto di più vicino si possa immaginare, il partito si dichiara sempre e comunque per la “famiglia naturale”, come spesso specificato dalla Meloni stessa, contro le adozioni da parte di coppie omogenitoriali.

Mi dispiace per la signora che sotto casa mia tempo fa diceva alle amiche: «Io non sono contro i gay, ma i bambini devono stare con una mamma e un papà», ma questa si chiama omofobia e ciò non toglie che io abbia spesso ascoltato anche parole simili da persone appartenenti alla comunità LGBTQ+.

Tesi e antitesi, conclusioni personali a cui solo tu puoi dare un valore netto.

MODELLI da NON SEGUIRE

In vista del venticinque, le mie orecchie sentono di un programma riguardante la politica estera sul modello Draghi, che ricordiamolo, nonostante qualsiasi opinione, rimane un economista e un accademico con esperienze quantomeno di natura professionale ad alto livello.

IMMIGRAZIONE e  SICUREZZA, poi, sono i cavalli di battaglia delle politiche meloniane e, in generale, della Destra.

Nonostante probabilmente il personaggio più discusso sui temi sia sempre stato Matteo Salvini, in questo caso la visione della donna del venticinque percento è da molti percepita come ineluttabile.

Scrive la Meloni: “Le politiche immigrazioniste hanno gettato nel caos la Nazione. Da tempo Fratelli d’Italia propone il blocco navale, una missione europea in accordo con le autorità nordafricane per impedire partenze verso l’Italia e morti in mare. Difendere i confini significa difendere l’Italia“.

A sostegno delle sue tesi, parla di sostituzione etnica, sottolineando il quantitativo di italiani che nel 2015 si sono allontanati dalla Nazione e il relativo sbarco di immigrati nello stesso anno.

Strizza l’occhio, smentisce, ritratta e cattura l’attenzione di elettori complottisti.

Ma abbiamo mai pensato che il motivo per cui molti italiani scappano non sia propriamente perché al loro posto, negli stessi posti di lavoro, nelle stesse situazioni, possano inserirsi persone che scappano dal proprio paese natale per sfuggire a morte e povertà?

Ci abbiamo mai pensato?

Chi scappa dall’Italia, da cosa scappa?

Non dalla guerra, fortunatamente, ma chi scappa, scappa davvero perché una persona di differente etnia possa immediatamente insediarsi e sostituirla nella società?

A me sembra, più che altro, che intorno a me, che vivo a Napoli, uno dei problemi maggiori sia l’assenza di uno Stato che possa tutelare fattivamente chi desidera lavorare e poter, che so, accumulare contributi che non ci rendano un peso sociale e familiare in vecchiaia.

A me sembra che nessun ragazzo nero abbia rubato il posto di lavoro dei miei amici che sono scappati o al Nord o all’estero, a me sembra che quel ragazzo nero, ora, sia sotto la stazione di Piazza Garibaldi e che magari chieda l’elemosina, che sì, rubi per fame.

A me sembra di averlo visto cercare lavoro perché al suo paese era laureato e aveva delle competenze da poter sfruttare, mi sembra, poi, di averlo visto tentare anche di tornare da chi ama, perché nessuno, e qui non c’è bisogno di tesi o antitesi, sceglie di stare senza chi ama se non crede che chi ama possa beneficiare di quella assenza.

Dimmi, ora, la tua sicurezza dipende davvero da quanto un agente di Polizia ha potere di minacciare di percosse o di mettere in atto le percosse stesse sul prossimo?

La Legge del 2017, Governo Gentiloni, a tema tortura, ha sempre scontentano FdI e la stessa Meloni ha sempre ritenuto che il lavoro degli agenti di Polizia possa essere mortificato da questa legge.

Davvero, abbiamo bisogno di picchiare un picchiatore per ottenere giustizia?

Vogliamo essere questa società?

Come sempre, a voi la riflessione

NIENTE cannetta per distogliere i pensieri dal CALDO da CRISI CLIMATICA.

In un’unica parola: proibizionismo e speranza di non retrocessione.

“La droga fa male” e fin qui ogni mamma e papà ci hanno istruito, ma se la droga è legale, lo Stato guadagna, la criminalità perde incassi e, qui è solo speculazione (ndr), probabilmente senza il gusto della proibizione, la libido dello sballo scema.

Il venticinque certo potreste decidere che è meglio fumarsi una canna illegalmente che dare la possibilità al Governo di farcela fumare legalmente, siete voi che scegliete per voi stessi e non avreste torto a sperare di migliorare la società evitando di rendere cose come la marijuana legali.

Ma, antitesi, uccello del malaugurio et similia, ci avete fatto caso che fino ad ora non è cambiato molto e che su Netflix siamo pieni di serie tv che parlano di cartelli della droga?

A voi la riflessione, pensateci con un bicchiere di gin e una sigaretta in mano.

Il venticinque cosa puoi fare?

Puoi andare a votare.

Non esiste politica perfetta, non esiste Governo senza marcio, siamo umani, nasciamo per definirci nel tempo.

E tu, come ti definisci?

Benedetta De Nicola

Benedetta De Nicola

La biografia breve è talmente breve che posso solo dirvi che mi chiamo Benedetta De Nicola e interpreto la parte principale nel film drammatico “Volevo studiare, ma ho fondato La Testata”.
Back to top button