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Io penso positivo

Questo non vuole essere un abracadabra ma un percorso di crescita personale che si fonda sulla conoscenza di noi stessi al fine di affinare quel tran tran caldo e avvolgente.

Ho pensato tran tran ho scritto tran tran. Oggi penso cose nuove. Cose che potrebbero cambiare il corso delle cose. Oggi faccio passi più lunghi e più sicuri e no, non ho paura.

E allora: ci sono fasi in cui non si reagisce, ma è proprio questo il momento giusto per riportare alla memoria i risultati di un tempo e considerare che, in futuro, una volta superato l’impedimento, si ritornerà, senza dubbio alcuno, a lavorare con zelo e massima concentrazione.

Oggidì, accelerazione e competizione sono iperpressanti; siamo immersi nell’ipervelocità e nel turbine dei continui cambiamenti, non c’è tempo per dare voce alle emozioni sane, non c’è tempo per elaborarle e per trasformare l’inquietudine in creatività e l’energia in fare. In questa bolla il tran tran crea una base solida.

Creare delle buone abitudini, a proposito di risultati, significa conoscere a fondo noi stessi; quelle che sono le motivazioni e quelli che sono i desideri compresi per realizzarci, e senza sentirne troppo il peso. Ogni abitudine si compone di uno stimolo, routine e premio e può essere riprogrammata a nostro piacimento. Non si tratta quindi di privazione fine a se stessa, ma di crescita attiva che richiede onestà ed impegno per migliorarsi ogni giorno.

Riprodurre unazione, un movimento, una rassicurazione, vuol dire trovare il proprio passo nella vita, il proprio respiro, antidoto all’inquietudine.

Rifaccio il letto ogni mattina. Ho rifatto il letto stamattina. Ovvio no? Comprensibile. Un’azione semplice, che, può essere, perché no, l’abitudine per il successo più semplice del mondo. Fortuna e fama non c’entrano. Questo innesca una reazione a catena di virtuose abitudini.

Ma non basta. Quello delle lenzuola lo cambierei alle buone abitudini in casa.

Potrei, visto che è anche lunedì, giorno in cui per antonomasia si comincia a fare le cose, cominciare a… Altrimenti potrei… O anche potrei…

Oggi farò tutto in tempo, e se ne rimarrà, di tempo, forse andrò al mare.

I periodi di tempo sono qualcosa di strano e di contraddittorio, riguardo allo spirito. Sarebbe ragionevole supporre che un periodo di vita abitudinaria e priva di avvenimenti debba sembrare interminabile. Dovrebbe essere così, eppure così non è. Proprio i periodi noiosi e senza avvenimenti sono privi di durata. Un tempo spruzzato d’interesse, ferito da una tragedia, spaccato in due dalla gioia: questo è il tempo che sembra lungo al ricordo. E a pensarci su, è giusto. Dove non ci sono avvenimenti, non ci sono pali a cui appendere la durata. Dal nulla al nulla non vi è tempo di sorta.

Da La valle dell’Eden di John Steinbeck

E niente. Mi piaceva

Francesca Scotto di Carlo

Vedi anche: A letto insieme, fighting against monday

Francesca Scotto di Carlo

Ventinove anni, napoletana. Di sé dice di essere un «cumulonembi», testarda, indistruttibile, assertiva. Scrittrice, umanista, attivista, è una di quelle persone con la voglia di cambiare il mondo, un passo alla volta.
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