IntrattenimentoPrimo PianoSociale

Lovie Awards e il successo dei video di Luca Iavarone

Si è tenuta proprio oggi la premiazione dei Lovie Awards, che hanno visto Luca Iavarone, direttore creativo di Ciaopeople, vincere diversi premi per due suoi video e una menzione per un altro video.

Si tratta della più prestigiosa premiazione a livello europeo.

I Lovie Awards premiano i contenuti con la migliore comunicazione digitale e le eccellenze europee nell’ambito del digital design.

Proprio in quest’ambito, Luca Iavarone, direttore creativo di Ciaopeople, ha prodotto tre video per tre giornali diversi, due dei quali hanno vinto un totale di cinque premi. 

Il video “Il cagnolino parlante” realizzato per il Giornale OHGA, ha vinto ben tre premi: il Silver Lovie nella categoria Weird & Experimental; il People’s Lovie Winner nella categoria Weird & Experimental e il Gold Lovie Winner nella categoria Public Service & Activism. 

Questo video, infatti, è un vero e proprio esperimento sociale volto a sensibilizzare le persone contro l’abbandono degli animali, tema da sempre molto spinoso. In questo video si rivela fondamentale l’intervento dei bambini che, con la loro purezza e innocenza, di certo vedono più in là degli adulti. 

Luisa, una delle protagoniste del video, ha soli tre anni, ma già sa cosa è giusto e cosa è sbagliato, soprattutto se si parla di animali: “i cani non si abbandonano mai, mai, mai”, dando una bella lezione a tutti quegli adulti che, dopo essersi stufati, abbandonano i loro animali in ogni dove. 

Il video raffigura un gruppo di bambini che incontra Billy, un cane “parlante” sul punto di essere abbandonato dal padrone che sta per partire per le vacanze estive. Dopo aver parlato a lungo con Billy, i bambini decidono di agire, convincendo il padrone di Billy a tenerlo con sé, perché Billy è un cane e “i cani fanno parte della famiglia”. 

Come afferma Luca Iavarone, questo non è il primo video rivolto ai bambini; sempre su Ohga, infatti, è stato un successo il video sul Coronavirus spiegato ai bambini. 

«C’è sicuramente il macro-tema dell’abbandono» dice Luca a Ohga, parlando del video, «ma c’è anche una lettura sotterranea che l’elemento infantile agevola, ovvero la possibilità di fare esperienza della meraviglia del mondo». E gli animali rientrano a pieno titolo in questa meraviglia del mondo. 

Girare il video, inoltre, è stata «una vera liberazione», proprio perché è stato girato la scorsa estate, nel periodo in cui pian piano si stava cominciando ad uscire da un tremendo periodo di lockdown. 

L’elemento surreale del cagnolino parlante non rende il video meno significativo o sensato. Il messaggio di fondo è forte, chiaro e diretto. 

Il secondo video, invece, “Gli effetti dei botti sugli animali”, ideato per Kodami, ha vinto due premi: il Bronze Lovie nella categoria Education & Discovery e il People’s Lovie Winner nella categoria Education & Discovery. 

Anche qui il tema è quello degli animali, ma qui si tratta di una questione diversa: l’effetto dei botti sugli animali. Il video in questione, come si legge su Kodami, è diventato una vera e propria pietra miliare del magazine, ma anche della rete, arrivando a più di sei milioni di visualizzazioni

Come si dice su Kodami, però, «Non sono solo i numeri a decretare il valore di un messaggio, ma il messaggio stesso e soprattutto come e quanto viene recepito». 

Non c’è dubbio che anche in questo caso si tratti di un video dal messaggio forte e preciso: si mettono i bambini – ancora una volta c’è l’attenzione al delicato tema dell’infanzia – di fronte alla decisione di non sparare i botti per amore degli animali. 

Un progetto di enorme delicatezza e coraggio viene magistralmente portato a termine da Luca Iavarone, che tocca un tasto estremamente sensibile e dolente, senza però scuotere troppo gli animi dei bambini. Anzi, dal video è emersa proprio dai bambini una profonda saggezza, di gran lunga migliore di quella che caratterizza gli adulti. I bambini del video, infatti, chiacchierano insieme e trovano diversi modi di festeggiare il Capodanno in famiglia senza far del male a nessuno. 

Il terzo video è “Per amore, rinunceresti alla privacy?”, ideato per Fanpage.it. Questo video – che è entrato nella Shortlist e ha ottenuto una menzione – è anch’esso un esperimento sociale di Luca Iavarone, il quale ci parla dei modi in cui cambia la privacy. 

Iavarone si dice felice di essere riuscito, in un periodo tanto difficile come quello della pandemia in cui viviamo, a realizzare un lavoro completo e importante su un tema delicato e fondamentale come quello della privacy. Il video è stato girato nello scorso San Valentino e si basa su un gioco attraverso il quale diverse coppie hanno avuto la possibilità di ragionare su vari temi, tra cui quello della privacy. 

Nel caso di questo video, Luca Iavarone sostiene (in un’intervista a FanPage.it) che lui e il suo team si sono spinti oltre «in una riflessione meta-mediale, ragionando dei mezzi su cui noi stessi operiamo: i social e i motori di ricerca». 

Usando San Valentino come pretesto, Iavarone porta la community a empatizzare con le “vittime” del loro scherzo, dando il via ad un’importante analisi sui pro e sui contro dei meccanismi di controllo

In merito a questo enorme successo dei tre video, Luca Iavarone ci comunica: «Abbiamo giocato con il fatto che questo è l’anno dell’Italia, sia agli Europei che all’Eurovision e noi, avendo vinto gli Oscar europei del web, abbiamo mandato questi messaggi». 

Lo speech del team creativo di Ciaopeople: Paola Mirisciotti, Gianluca Cesarano,
Sissi Mattiello e Luca Iavarone da Lovie

«Per me è una cosa straordinaria» dice Luca «riuscire ad arrivare a traguardi del genere, i Lovie sono praticamente gli oscar europei del web e contengono il meglio della creatività e dell’innovazione sul web.

L’anno che è trascorso è stato dal punto di vista della produzione video molto complicato perché non potevamo quasi allestire set e avevamo restrizioni grandi sulle modalità di svolgimento degli esperimenti. Nonostante ciò con il mio team creativo e grazie al supporto di tutta Ciaopeople siamo riusciti in imprese titaniche, continuando a fare comunicazione di massa di buon livello, virali di qualità, senza cedere nulla sui contenuti e sui messaggi che volevamo dare.

La fatica è stata tripla, ma lo sforzo non si deve percepire.
Chi guarda il video dev’essere ignaro delle complessità di scrittura e di realizzazione. Deve goderselo come un sogno (o un incubo, talvolta).

È come nella danza, c’è un enorme lavoro dietro, di anni, ma quando vedi una ballerina hai l’illusione della leggerezza, della facilità, del volo».

Abbiamo chiesto a Iavarone in che modo fosse riuscito a spiegare in maniera semplice un meccanismo complesso, che effettivamente non si vede. Soprattutto con l’abilità di nascondere la parte difficile del lavoro dietro dei prodotti significativi, interessanti e dal messaggio veramente profondo.

«I temi dei video sono frutto di branistorming anche lunghissimi» ci spiega,
«io e il mio team creativo abbiamo idee, intuizioni, che segniamo e che mettiamo in cantiere, così sedimentano fino a trovare forma definitiva soltanto a distanza di anni

Il cagnolino parlante per Ohga era una forma narrativa che era già uscita fuori in un brainstorming di un paio di anni fa. Ma non era ancora giunta a maturazione. E devo dire che tutto il lavoro parallelo che abbiamo fatto sulla privacy, leggendo Snowden e Shoshana Zuboff, ci ha dato la chiave giusta per fare un video che ha come macrotema l’abbandono, ma come narrazione sotterranea anche la smartphone addiction (dei genitori) che mette i figli a contatto con l’esperienza, in questo caso immaginifica, dell’incontro.

Il video sulla privacy per Fanpage, per l’appunto, è il compimento dei nostri approfondimenti sul tema. La questione è seria: da Cambride Analytica in poi il tema è diventato caldo, ma già da decenni si sta mettendo le basi per una virtualizzazione del mondo, che comporta un restringimento delle libertà personali e un ancor più pericoloso condizionamento preventivo degli utenti/cittadini/consumatori.

Ecco, già dalla differenziazione di queste tre figure bisognerebbe partire, mentre ahimé diventano l’una il sinonimo dell’altra.

Cosa vuol dire “consigliato per te al 97%”? Come posso io fare esperienza del mondo, dell’altro, del diverso, se quello che mi viene proposto è già rispondente a me? Si tratta delle molliche che Pollicino lascia sul percorso che diventano filo d’Arianna, condizionando per sempre i suoi passi futuri, e vincolandoli.

Il video sui botti di Capodanno per Kodami è stata invece una sfida incredibile, lanciare il nuovo progetto editoriale con un virale. Fare uno user generated da milioni di views organiche è stata una soddisfazione infinita. E ancora più bello è stato facendolo all’insegna dello spirito su cui si stava fondando Kodami: la relazione. Esserci riusciti, e dare a Kodami già due premi internazionali, con il suo primo video, è essere andati oltre le nostre più rosee aspettative».

Anna Illiano
Fonte copertina sott.net

Vedi anche: Italia 40: mai così tante medaglie! Il resoconto della fenomenale spedizione azzurra

Anna Illiano

Anna Illiano (Napoli, 1998) è laureata in Lingue e Letterature euroamericane e si sta specializzando in editoria e giornalismo presso La Sapienza di Roma. Ha un blog personale “Il Giornale Libero” ed è articolista per il magazine La Testata. Dal 2021 collabora occasionalmente col giornale “il Post Scriptum”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button