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Anatomia della sitcom: da Ross Geller a Ted Mosby è un attimo

Risate in sottofondo come se foste in platea, freddure che strappano sempre un sorriso e personaggi ai quali non si può fare a meno di affezionarsi: metti questi tre ingredienti in un mixer e shakera fin quando non avrai ottenuto la consistenza giusta per un’ennesima sitcom che sarai felice di guardare in binge watching fino alla fine delle sue dieci stagioni.

La situation comedy affonda le sue origini negli anni ’20, nascendo come trasmissione radiofonica.
Con i decenni si è evoluta, è cambiata, ed è arrivata nelle nostre case e sui nostri schermi, facendoci compagnia nei giorni più monotoni.
Davanti ad una ciotola di pop-corn con amici o una vaschetta di gelato in solitudine dopo un cuore spezzato, il gusto della risata e della leggerezza svolge sempre il suo magico effetto terapeutico.

E cosa succede quando un determinato format ottiene fama (e denaro)?
Esattamente! Si prende lo scheletro principale e vi  si cuciono sopra a misura nuovi luoghi, nuovi protagonisti e nuove situazioni che alla fine così nuove, per quanto possiamo chiudere un occhio e strizzare l’altro, non sembrano.

Piccoli clichè che tendono a ripetersi senza nemmeno dare però troppo fastidio, e che forse ci fanno anche accogliere più di buon grado una serie uscente, darle una possibilità e, perché no, posizionarla nella TOP 5 dell’anno.


Non è un caso che la prima sitcom di impronta contemporanea, FRIENDS (se sei interessato, questo articolo potrebbe fare al caso tuo), abbia fornito la materia prima per modellare tutte le serie che l’hanno seguita.
Pioniera nel suo genere, è entrata ed entra ancora oggi nei cuori dei millennials più nostalgici attaccati ai loro anni ’90 e a quel vintage che non muore mai.

Ma scommetto che, per chi come me ha vissuto la generazione successiva, se si parlasse di un gruppo di amici che tende a riunirsi sempre nel solito bar, alla mente balzerebbe una serie ben diversa.
How I met your mother (brutalmente tradotto in italiano con “E alla fine arriva mamma”, ma perché?) è una sitcom del 2005 amata, vista e ri-vista dai telespettatori.
Ed essendo stata plasmata sulle basi di FRIENDS et similia, segue quei famigerati clichè ai quali non possiamo proprio dire di no.


ATTENZIONE: saranno fatti piccoli spoiler generici, fermatevi prima che sia troppo tardi. Siete stati avvisati.

In FRIENDS ed HIMYM cambia la narrazione (nella seconda abbiamo l’espediente del racconto in prima persona), ma più o meno ritroviamo gli stessi tratti caratteriali nei protagonisti.

Ross e Ted sono i classici bravi ragazzi, imbranati e alla ricerca dell’anima gemella, con una conseguente e micidiale sfiga in amore, costellata da matrimoni saltati o annullati e relazioni più o meno inconcludenti. Condividono l’iniziale impossibilità dell’ottenere le attenzioni della donna dei loro sogni che, puntualmente, per buona parte della serie, li vedrà solo come dei teneri amiconi.
E come dare loro torto, visti quegli occhioni da cucciolo bastonato che tanto li hanno fatti odiare da chi avrebbe voluto vederli avere un po’ più di polso in molteplici situazioni.

Rachel e Robin, entrambe ultime arrivate nei rispettivi gruppi, rappresentano il classico “interesse amoroso bello ed impossibile”. Sebbene diametralmente opposte nel carattere, il tira e molla fra loro e i due personaggi sopracitati le accomuna e diviene uno dei punti cardine delle serie, tant’è che all’improvviso ci si chiede quando questo patema d’animo finirà definitivamente, nel bene e nel male, con buona pace per le varie parti.
Scusate, riporto solo le voci di una spettatrice media.

Chandler e Monica, Marshall e Lily: coloro che, invece, ci hanno fatto desiderare una relazione d’amore sana e come si deve.
Mentre i primi si scoprono innamorati più avanti, i secondi stanno insieme da una vita, si conoscono nei minimi particolari e diventano quasi diabetici in alcuni punti, seppur in modo carino, per quanto possibile nella lotta contro le carie ai denti.
Fra alti e bassi, queste due coppie, unite successivamente nel sacro vincolo del matrimonio, sono deliziose.
Che gli vuoi dire di più?

Ed infine, ma non ultime per importanza, le “spalle comiche”, gli amici eccentrici che seguono, seppur in modo diverso, una crescita personale notevole.
Joey e Phoebe per FRIENDS e Barney per HIMYM sono infatti quel prototipo di personaggio a cui non puoi non voler bene per le piccole – grandi – stranezze, le battute che diventano tormentoni e l’ironia un po’ sprovveduta.
Barney, in particolar modo, subisce un cambiamento drastico necessario a farlo evolvere e, inaspettatamente per i compagni, migliorare.

Somiglianze, quindi, ne abbiamo?
Certo. Ma questi due gruppi di ragazzi ci hanno fatto sentire parte della loro combriccola per molte stagioni e molti anni, e questo non sarebbe successo se non ci fossero stati proprio quegli stessi schemi ripetuti in cui possiamo immedesimarci.
Ed un’ultima cosa, seppur impopolare nella nostra società, la si deve dire: per quanto bistrattati, essere definiti al giorno d’oggi un Ted o un Ross, oltre ad una rarità, è un pregio.

Ilaria Aversa

Vedi anche: Vita semper vincit: La poetica del dettaglio nelle opere di Marcello Aversa

Ilaria Aversa

Classe 1996, Ilaria Aversa nasce a Sorrento in un lunedì di giugno. Fortemente convinta che la pasta sia il suo unico credo, si è laureata in Storia dell'Arte, dimostrando di sapersi concentrare ed impegnare seriamente, ogni tanto. Ama prendersi poco sul serio, infatti la sua massima più ricorrente è "Almeno sono simpatica". O, almeno, lo spera.

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