Arte & CulturaPrimo Piano

I misteri nella Piramide di Cheope

Tutti che parlano delle sette meraviglie del mondo (con tanto di autoelogio “l’ottava meraviglia del mondo sono io”), ma quanti le conoscono davvero?

Innanzitutto, bisogna fare una distinzione tra quelle antiche, ossia le strutture e le opere architettoniche, storiche e artistiche che i Greci e i Romani considerarono le più belle di tutta l’umanità e quelle moderne, ossia le opere selezionate mediante concorso dei siti organizzato da una società svizzera a scopo di lucro, la “New Open Word Corporation”.

Ma soprattutto: sapevate che la piramide di Cheope è la più antica tra le sette meraviglie del mondo (antico) e l’unica ad essere ancora intatta, nonostante gli innumerevoli saccheggi? E pensare che stiamo parlando del 2560 a.C.

Che le piramidi esercitino da sempre un fascino inspiegabile è cosa risaputa, specialmente se parliamo della più grande di tutte, un vero e proprio portento dell’ingegneria e della matematica: la piramide di Kufu, meglio conosciuta come piramide di Cheope, appunto, costruita nella necropoli di Giza.

Con i suoi 138,8 metri d’altezza (inizialmente 146,6 metri, poi ridottasi a causa di fenomeni atmosferici) è così chiamata in omaggio al faraone Cheope, secondo faraone della quarta dinastia dell’Antico Egitto.

Inoltre, è situata al centro esatto della massa terrestre, collocata all’incrocio tra il meridiano e il parallelo.

Le sue pareti non sono lisce, ma convesse e corrispondono al valore in gradi della curvatura terrestre, e ciò permette di migliorarne la stabilità.

Tutto quindi curato alla perfezione, con una precisione disarmante!

In un primo momento, era ricoperta da pietre bianche levigate, ma a causa di un terremoto avvenuto nel XIV secolo, questo rivestimento crollò (ma venne utilizzato per la costruzione di edifici nel Cairo).

Ma iniziamo il nostro tour!

Ci troviamo di fronte un corridoio con basso soffitto e proseguendo ci imbattiamo in una camera rozzamente intagliata con un grande sarcofago al centro; non abbiamo notizie chiare sulla suddetta camera, ma alcuni studiosi ritengono che fosse stata costruita prima della piramide stessa.

A diciotto metri dall’ingresso, spunta un altro corridoio e in cima, c’è il cuore della piramide: la Grande Galleria. Prima di salire però, si trova un altro piccolo corridoio che porta nella Stanza della Regina, all’interno della quale sono presenti due condotti: uno sbarrato da una porta e l’altro ostruito da una sbarra. Per saperne di più, venne fatto un esperimento, inserendo un fumogeno in un condotto: il fumo fu in parte rigettato fuori dal condotto e in parte risucchiato al suo interno e ciò porterebbe alla scoperta di passaggi nascosti nella stanza. Perché si chiami Stanza della Regina però rimane un mistero, in quanto nessuna regina fu sepolta con il faraone.

La Grande Galleria si estende dalla camera della Regina a quella del Re.

La stanza del Re è larga 10,46 metri da est a ovest e 5,23 da nord a sud, con 5,81 metri di altezza e, a differenza di quella della Regina rivestita da pietra di calcare, questa è ricoperta da granito nero di Assuan. All’estremità occidentale c’è il sarcofago. Anche in questo caso, sono presenti degli strani cunicoli e molti furono i tentativi fatti per esplorare tali condotti.  Nel 1993, un robot avanzò per circa 63 metri nel tunnel a sud scoprendo una piccola porta di pietra fissata con perni metallici e, poiché non c’è nessun’altro metallo nella piramide, si presume fossero maniglie o chiavi. Nel 2002, vi entrò un altro robot con fotocamera flessibile in grado di vedere anche gli angoli e sono stati scoperti geroglifici scritti in rosso e linee.

L’egittologo Spence ipotizza che la Camera della Regina possa aver contenuto una statua “Ka” del faraone per spiegare l’esistenza di questi pozzi che avrebbero potuto consentire allo spirito “Ka” di passare alla vita ultraterrena.

Hawass, direttore della Djedi project, afferma che in nessun’altra piramide è nota per l’esistenza di questi cunicoli e che la Stanza del Re potrebbe essere una stanza fittizia, dato che per gli antichi Egizi la cosa più importante era nascondere la camera sepolcrale. Una storia narra infatti che il mago Djedi incontrò Cheope, il quale era alla ricerca del dio Thot per scoprire appunto il segreto per nascondere la sua piramide.

Altre curiosità:

  • La piramide di Cheope fu la più altra costruzione, prima della nascita della guglia centrale della cattedrale di Lincoln, in Inghilterra;
  • Ci sono voluti 2.300.000 blocchi di pietra tra i 900 e i 300 kg;
  • All’interno, la temperatura è di 20° C, rispetto al calore del deserto;
  • Le tre piramidi del complesso di Giza sono allineate a formare la costellazione di Orione che veniva associato al Dio della resurrezione Osiris;
  • Le piramidi non furono costruite da schiavi, ma da artigiani qualificati ed operai stipendiati;
  • La stanza del re è dunque spoglia e vuota di decorazione e per accedervi, si devono superare stretti corridoi e gallerie piccolissime.

Insomma: che il mistero sia con noi!

Alessandra Liccardi
Fonte copertina diregiovani.it

Vedi anche: Il malocchio a Napoli

Alessandra Liccardi

Alessandra Liccardi nasce a Napoli il 19 ottobre del 1995. Laureata in Lettere Moderne alla Federico II e laureanda in Filologia Moderna, ha la passione per i libri, che legge molto velocemente e la musica, infatti ha frequentato una scuola di canto e danze caraibiche. Svolge attività fisica regolarmente perché le piace stare in forma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button