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Speakeasy: i bar più “proibiti” d’Italia

America, anni ’20.

Il proibizionismo vietava la vendita di alcolici, ma non riuscì a vietare la voglia di bere. Nacquero così gli speakeasy, lussuosi cocktail bar notturni, supersegreti, ai quali era possibile accedere solo conoscendo la parola d’ordine. Ma la storia degli speakeasy non si è esaurita… dopo un secolo sono ancora in voga e nascosti sottoterra nelle nostre città!

Nel Nuovo Mondo degli anni ’20 il proibizionismo vietava il consumo di alcolici, ma questo non impedì a moltissimi bar e saloon di continuare a lavorare di nascosto. Nacquero quindi gli speakeasy e i blind pig, locali nei quali era possibile consumare alcolici a dispetto delle norme imposte dal governo.

Gli speakeasy avevano una clientela super selezionata: l’ambiente lussuosissimo chiedeva che gli uomini indossassero giacca e cravatta, mentre le donne l’abito da sera e venivano loro serviti cocktails super ricercati. Ovviamente era possibile accedervi solo pronunciando la parola d’ordine.

Un po’ diversa è la storia dei blind pig. Bar meno ricercati dei primi, nascevano per poter accontentare le esigenze del ceto meno abbiente; lì era infatti possibile consumare esclusivamente birra e liquori.

Sebbene sia passato ormai un secolo la storia degli speakeasy non si è esaurita, anzi, nonostante molti non ne siano a conoscenza, continuano a esistere nelle nostre città, nascosti sottoterra.

I requisiti per accedervi? Conoscere la parola d’ordine e ovviamente “shhhh, speakesy!”, parlare sottovoce. Accomunati da un arredamento vintage e da luce soffusa anche in Italia è possibile accedere a questi bar super segreti ed essere catapultati indietro di un centinaio di anni (anche se, la situazione è più attuale che mai!).

Napoli

Dal 2015 è operativo L’Antiquario, ricercato speakeasy i cui bartender sono rigorosamente vestiti in giacca bianca. Il loro abbigliamento ricorda i camici bianchi di chimici e scienziati che armeggiano con provette, ampolle e distillatori per trovare le cure ai mali del mondo. I bartender non cureranno i mali del mondo, ma i nostri per una serata certamente sì. Le loro miscele creano cocktails di altissima qualità in un ambiente retrò dalle luci soffuse nascoste dietro un’imperscrutabile vetrina.

Genova

Tra i vicoli della città, sotto un’hamburgeria si nasconde il Malkovich. Aperto dal 2016, all’inizio era possibile accedervi solo se qualcuno vi avesse fatto distrattamente scivolare una chiave in tasca. In un secondo momento bisognava essere a conoscenza di un numero di telefono. Dopo aver fatto uno squillo si riceveva un sms: conteneva la parola d’ordine, il lasciapassare per accedere al locale. Ormai i tempi si sono evoluti e oggi basta consultare la pagina Facebook dello speakeasy bar. Rispondendo a un indovinello si può conoscere la parola d’ordine, che cambia ogni mese, sempre a tema cinematografico. L’hamburgeria di Genova nasconde una porta di legno che dà su una scalinata. Non vedrete mai qualcuno uscire da quella porta… Come mai? Perché come nei migliori speakeasy americani, la porta d’uscita è diversa da quella d’entrata, allontanando così ogni sospetto.

Roma

Il Jerry Thomas è un circolo privato che nasce a Roma nel 2010. È stato il primo secret bar italiano, così curato nei dettagli da entrare per ben cinque volte nella classifica dei “50 World Best Bar”. Il Jerry Thomas è un locale esclusivissimo, in cui il tesseramento è obbligatorio e a cui si può accedere esclusivamente su prenotazione. Nel momento in cui ci si prenota, solo telefonicamente, non è necessario conoscere la parola d’ordine, che sarà invece la condizione necessaria per accedere allo speakeasy una volta sul posto. La parola d’ordine è nascosta nella homepage del sito del Jerry Thomas e la si ottiene rispondendo a una domanda. Bisogna essere costantemente aggiornati… la parola d’ordine cambia di continuo!

Modena

Regola numero uno: il bartender ha sempre ragione.
Regola numero due: se il bartender ha torto, vedi la regola numero uno.
Questa è la prima schermata che leggeremo accedendo al sito del Cotton Club, esclusivo speakeasy di Modena, cui è possibile accedere solo se in possesso della tessera ARCI.

Milano

“Segui il coniglio nella sua tana” così si presenta la homepage del White Rabbit, segretissimo speakeasy di Milano. Come scoprire la parola d’ordine? Dopo aver inserito la propria mail sul sito del White Rabbit si riceverà una mail con un indovinello… risolvendolo si avrà la keyword. Altra particolarità dello speakeasy? I cocktails proposti portano tutti i nomi di famosi gangster italo-americani.

Udine

Nascosto nel retro di un ristorante a Udine si trova Mr. Simon. Nel pressi del bagno del locale c’è una porta con un citofono in cui digitare un codice segreto per entrare. È possibile accedervi telefonando per prenotare e durante la chiamata si riceverà il codice segreto, che cambia ogni giorno! L’ambiente è accogliente e super privato, Mr. Simon infatti accoglie solo 25 persone per ogni serata. Se vedete qualcuno alzarsi per andare in bagno per non tornare più… o si è sentito male, o ha trovato l’accesso a questo esclusivissimo speakeasy!

Francesca Caianiello

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Francesca Caianiello

Francesca Caianiello nasce a Napoli nel 1995. Perennemente alla ricerca di un antidoto al suo male di vivere, cerca di sopravvivere dedicandosi alle cose belle: la letteratura e il vino. Filologa e docente d'italiano, per La Testata è giornalista nonché mente e volto di video di approfondimento su curiosità letterarie.
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