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Nun te preoccupà guagliò, ce sta o’ mare fore

Chi ha visto la serie Mare Fuori, ha letto il titolo cantando.

Chi non ha ancora avuto il piacere di guardarla, magari si convincerà dopo aver letto quest’articolo.

Di film, serie, miniserie e quant’altro su Napoli e la criminalità organizzata ce ne sono tantissimi, ma questo prodotto Rai focalizza la sua attenzione sulla vita di minorenni che, nella maggior parte dei casi, si trovano nell’Istituto Penitenziario Minorile per essere legati a famiglie camorriste o per aver sbagliato senza nemmeno volerlo.

Ciò che colpisce e che piace è l’immediatezza del parlato, la franchezza dei temi scelti e la presenza di ragazzi che si possono incontrare quotidianamente, i quali incarnano diversi aspetti problematici della realtà.

Famoso è l’epiteto “o’ chiattill”, con cui viene soprannominato uno dei protagonisti: Filippo Ferrari, giovane milanese, di ottima famiglia, futuro promesso della musica, che dopo una serata da sballo in cui assume sostanze stupefacenti, completamente sbronzo, scaraventa giù da una piattaforma alta un suo compagno, causandone la morte, tutto per una storia da postare su Instagram, per far aumentare i followers.

Stavo per scrivere tutta la trama, lo ammetto, ma non voglio e non solo per evitare qualsiasi tipo di spoiler.

Nell’istituto, c’è chi cerca di insegnare a questi ragazzi qualcosa di diverso, chi si affeziona particolarmente a loro, chi cerca di punirli per il loro bene e chi invece si lascia corrompere per paura.

Se qualche animo romantico se lo stesse domandando, sì: nascono delle storie, come quella tra la zingara Naditza e Filippo, accumunati dalla stessa passione per il pianoforte, ma personalmente, la vera ship, secondo me, è quella tra lo stesso Filippo con Carmine: i due vengono portati all’istituto lo stesso giorno, si trovano a condividere la stessa cella e il loro legame si rafforza soprattutto per far fronte ai pericoli e alle minacce che devono subire dagli altri ragazzi, capeggiati da Ciro.

Entrambi hanno lottato per non omologarsi a quel mondo, soprattutto Carmine, che viene sottoposto ad una pesante pressione da parte della sua famiglia a comportarsi come uno di loro, cosa che invece non è disposto a fare, anzi, il suo sogno sarebbe stato quello di aprire un negozio di parrucchiere insieme alla sua fidanzata Nina, mentre Filippo, più inesperto, si caccerà spesso e volentieri nei guai, ma il suo amico sarà sempre pronto ad aiutarlo, anche a costo di rimetterci, cosa che però sarà ricambiata.

Forse è per la loro purezza che il comandante li ha particolarmente a cuore e si trova spesso a scontrarsi con la direttrice Paola, che i ragazzi prendono in giro chiamandola “punto e virgola”, per il suo essere zoppa e supportata da un bastone; la donna, infatti, preferisce il pugno duro, ma nell’ultima puntata, si troverà di fronte ad una situazione di pericolo in cui mostrerà tutte le sue fragilità, mentre Massimo, il comandante appunto, darà una dura lezione a tutti i suoi ragazzi, dopo aver dato prova di una grande umanità.

Da fuori, si vede il mare di Napoli, che fa da sfondo a tutte le vicende, anche a quelle ambientate fuori dal carcere. Un esempio: la scena bollente tra Edoardo, “o poet’” con Teresa, in cui i due accantonano per un momento la loro vita, lui quello di un giovane spacciatore che ha già una fidanzata da cui aspetta un figlio e lei quello di una giovane studentessa che insegna ai detenuti l’arte, e si lasciano andare alla passione, cullati dal mare di Napoli.

Così come Edoardo è bravo a scrivere poesie, al punto da partecipare ad un concorso, lo stesso attore che lo interpreta, il venticinquenne Matteo Paolillo, ha la passione per la musica e per la scrittura ed infatti la sigla è stata composta anche grazie alla sua collaborazione, come si intuisce nell’ultima puntata.

E proprio l’ultima puntata mi ha tenuta sulle spine e con il fiato sospeso per tutta la sua durata, grazie alla suspance e ai colpi di scena.

Insomma: credo che Mare Fuori sia un prodotto ottimamente riuscito, che si distingue per la sua semplicità e che colpisce dritto al cuore.

Inoltre, lancia anche un messaggio per tutte le persone che si trovano ad affrontare un periodo buio o forse dà una speranza, uno spiraglio di luce con cui poter guardare il futuro.

“Domani, non è troppo tardi se mi aspetti fuori!”

 

 

Non ci resta altro che aspettare la seconda stagione.

E ricordatevi: il mare fuori c’è per tutti!

 

Alessandra Liccardi

Vedi anche: Il genio di Picasso

La Redazione

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