Le streghe di zemeckis, galeotta fu quella mano

-“Le streghe” di Zemeckis tratto dal romanzo di Roald Dahl, offende le persone con menomazioni,  rappresentando le streghe con sole tre dita. Zem, dovrebbero ritirare il tuo film.

– Aspetta un attimo. Il regista non si può prendere tutta la responsabilità. C’è uno sceneggiatore che ha scritto la storia; truccatori ed effettisti che hanno realizzato quelle dita.

– E tu chi sei?

– E c’è un produttore, che per comodità immaginiamo come un signore eccentrico e con un grosso sigaro, che avrà detto:”Questa cosa

delle tre dita mi piace. Ecco i soldi per il film!”

– E quindi? Se tu hai un difetto fisico e un’attrice bella, famosa, senza un’ idea dei tuoi problemi,  desse un’immagine negativa di quelli come te, tu che faresti?

– Ma nessuno vuole dare un’idea sbagliata di nessuno. E’ un meccanismo narrativo. Prendi i personaggi dei miti. Sono metafore degli stati dello spirito o della vita stessa. Zeus era il potere, Atena la saggezza

– Sei sicuro di quello che dici?

– Certo, ascoltati Galimberti. Ulisse è bello e fisicato perché incarna dei principi sani, mentre uno che incarna un principio negativo è sproporzionato e con un occhio. Non è che che Omero odiasse le persone deformi. Probabilmente a quel tempo a forza di lavorare campi tutti erano deformi di schiena. Un motivo in più per considerare la perfezione fisica come una metafora, un’ideale

– Non cambio idea.

– Non voglio farti per forza cambiare idea, dico solo che certi principi della narrativa hanno senso. Li ritrovi in Lady Mac Beth, nella strega di Biancaneve, in Voldemort e mica la Rowling discrimina i pelati

– Non loro

– Altra storia

– Triste

– Molto. E voi invece, come la pensate?

 

Alessandro Mastroserio

 

 

Vedi anche La caccia alle streghe