L’invenzione dello yeti

A partire dal 1884 diversi ricercatori e generali occidentali iniziarono ad avvistare grandi impronte misteriose nelle zone tibetane.

Tra i racconti delle popolazioni locali vi era la leggenda di un misterioso uomo-orso chiamato ye-teh (letteralmente “quella cosa lì” nel linguaggio sherpa), una creatura che viveva vagabondando in mezzo alle nevi.

Il mito di quest’essere misterioso iniziò ad intrigare sempre più gli europei fino ad arrivare ad influenzarne il pensiero; iniziò quindi a sdoganarsi il mito di una sorta di anello mancante dell’evoluzione darwiniana, una creatura umanoide e al contempo mostruosa; stava nascendo la leggenda dello yeti.

Il Tibet all’epoca era immaginato come una terra fuori dal tempo e dallo spazio dove pareva che creature del genere potessero realmente continuare ad esistere.
Negli anni Cinquanta del ‘900 lo yeti era diventato talmente mainstream in Occidente da creare dei veri e propri miti ex-novo che venivano successivamente rimbalzati in Tibet e resi veri tramite presunte scoperte e studi.

Così la ricerca dello yeti diventò a tutti gli effetti un mito dell’età moderna a cui ancora continuiamo a dare adito.

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