Parlamento europeo, obiettivi più ambiziosi contro il climate change

L’Unione europea da tempo chiede che gli Stati membri collaborino, attraverso i loro programmi, alla riduzione delle emissioni di CO2. Ora il Parlamento europeo suggerisce obiettivi più ambiziosi affinché, entro il 2050, si raggiunga la neutralità climatica.

Negli ultimi anni le Istituzioni e le Associazioni di movimento stanno facendo davvero un grande lavoro di sensibilizzazione e informazione su temi come giustizia e sostenibilità ambientale.

Già nel 2011, l’Unione europea ha adottato a Göteborg la Strategia per lo sviluppo sostenibile, un piano di lungo periodo per il coordinamento delle politiche ai fini di uno sviluppo sostenibile a livello economico, sociale e ambientale.

Nel 2015, poi, dopo un periodo di trattative, si è giunti all’adozione da parte dell’ONU dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che impegna tutti i Paesi del mondo ad attuare misure volte alla sostenibilità ambientale e sociale.

Nel 2019 il Consiglio europeo ha approvato l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e in seguito, nel marzo 2020, la Commissione europea ha presentato una proposta normativa dell’Ue riguardante proprio la sua realizzazione.

Dal canto suo, il Parlamento europeo ha sempre spinto per una legislazione europea più ambiziosa in materia ambientale, chiedendo obiettivi intermedi per il 2030 e il 2040. Il 28 novembre 2019 ha dichiarato l’emergenza climatica.

Attualmente l’obiettivo è di ridurre le emissioni dell’Ue del 40% entro il 2030, rispetto ai livelli registrati nel 1990. La Commissione europea ha proposto un innalzamento al 55%.

A inizio ottobre il Parlamento ha aumentato ulteriormente il tetto, proponendo una riduzione delle emissioni del 60% entro il 2030, aggiungendo che l’incremento degli obiettivi nazionali deve essere equo ed efficiente in termini di costi.

Con 392 voti favorevoli, 161 contrari e 142 astensioni, il Parlamento ha adottato il suo mandato negoziale sulla legge europea sul clima: lo scopo è trasformare le indicazioni, fin qui mere promesse politiche, in obblighi vincolanti, per preparare cittadini, imprese e Istituzioni alle trasformazioni essenziali a raggiungere il traguardo prefissato.

Questo vorrebbe dire più certezze, non solo a livello giuridico e programmatico, ma anche per la predisposizione di finanziamenti.

Il prossimo passo, con deadline nel mese di maggio 2023, consiste nella realizzazione da parte della Commissione europea di una tabella di marcia recante disposizioni in merito alle modalità per raggiungere l’obiettivo neutralità entro il 2050. Lo scopo è limitare l’innalzamento della temperatura del Pianeta, così come previsto nell’accordo di Parigi.

Tempestive le sollecitazioni del Parlamento, sempre più convinto della necessità di agire in fretta, alzando la posta.

Così, i deputati, in vista dei negoziati con i Paesi UE, dopo che il Consiglio avrà concordato una posizione comune, avanzano una serie di proposte. In primis suggeriscono di istituire un Consiglio europeo per i cambiamenti climatici (ECCC), identificandolo in un organismo scientifico indipendente costituito ad hoc per valutare i progressi compiuti.

Spingono affinché venga introdotto un obiettivo intermedio per il 2040, per essere certi che l’Ue stia andando nella giusta direzione.

Infine, i deputati ritengono che l’UE e gli Stati membri debbano gradualmente non concedere più sovvenzioni dirette e indirette ai combustibili fossili entro il 31 dicembre 2025 e, semmai, sostenere la green economy.

Per realizzare obiettivi così ambiziosi e interrompere questo sistema distruttivo, sono necessari interventi politici seri. Per quanto anche le scelte dei consumatori producano effetti, queste non hanno la forza di innescare un cambiamento strutturale.

Pertanto, spetta agli amministratori delegati e ai politici investire in fonti rinnovabili, nel trasporto pubblico, nell’agricoltura biologica e a basso impatto ambientale. È compito loro tracciare per la nostra società la strada della sostenibilità.

 

Rosaria Vincelli

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