Papa Francesco alias “The New Pope”

Una volta mia nonna ha detto:

“Secondo me le persone omosessuali possono adottare bambini, perché no?”

Mia nonna ha 84 anni.

“Però il matrimonio davanti a Dio, non mi sento di essere d’accordo”.

Così ci siamo confrontate e, dopo una discussione attenta e meticolosa, si è resa conto che il matrimonio è un’istituzione non religiosa e che la nostra cultura prettamente cattolico-cristiana ci porta a visualizzare il matrimonio come rito in chiesa, con fiori ed abiti bianchi, ma che, effettivamente, ciò che facciamo è unirci davanti alla legge dello Stato.

Mia nonna è da ammirare, perché sfata il mito del tempo e, nonostante l’epoca, anzi, le epoche che ha vissuto, lei ci ha dimostrato che limitare la libertà altrui è questione di chiusura becera, non di età.

Come mia nonna, anche la nonna del mio migliore amico lo ha capito.

Mi ricordo quando mi spiegava che non riusciva a vedere nulla di male in due persone dello stesso sesso che si amano e vogliono sposarsi e che per smorzare il dissentire di altri commensali più scettici, agitando le mani, diceva:

– IO AMO I GAY!-.

Forse questo folklore ci fa sorridere, ma oggi, 21 ottobre 2020, le nonne hanno vinto.

Alla Festa del Cinema di Roma, precisamente durante l’apertura di un documentario realizzato da Evgeny Afineevsky, Papa Francesco ha detto:

“Sono favorevole alle unioni civili, le persone omosessuali hanno diritto a una famiglia.

Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia.

Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo.

Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili.

In questo modo, gli omosessuali godrebbero di una copertura legale”.

 

Già vedo Simone Pillon che sviene in preda a una crisi di panico.

 

 

Ogni domenica, milioni di persone accendono la televisione e ascoltano il Papa dire l’Angelus.
Mi immagino, ora, tutti quei padri, quelle madri e quei nonni che hanno sempre visto quel determinato figlio come “strano”, diverso.
Quel figlio che un giorno si è alzato e lo ha detto:- Mamma, papà, sono gay-.
Mi immagino loro che, senza comprendere, si sono immaginati quel figlio bruciato dalle fiamme, senza futuro e senza una famiglia.
L’Italia è uno stato laico, ciò significa che il fatto che Papa Francesco abbia detto “Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili”, dovrebbe contare meno di ciò che conta, per il semplice motivo che il Papa non dovrebbe avere peso politico.
Condizionale.
Quello che però viviamo è differente.
Ogni domenica, milioni di persone accenderanno la televisione e ascolteranno Papa Francesco dire l’Angelus. Tra quelle persone ci sarà un padre, una madre o un figlio ripudiato.
Tra quelle persone, tra quegli uomini, ci sarà uno che si ricorderà che Papa Francesco si è pronunciato a favore delle unioni tra persone dello stesso sesso e si ricorderà che quel figlio che aveva già visto morire solo, tra le fiamme, non è la peggior malattia del mondo e che, forse, e dico forse, dio gli ha dato l’autorizzazione ad amare. 
Mi sembra inverosimile in una società avanzata dovermi immedesimare in una situazione del genere, una situazione che ho visto decine di volte e che riporta sempre lo stesso schema: la discriminazione della diversità, in questo specifico caso, sessuale.
Eppure, sono qui, a riscrivere per la seconda volta un articolo che avevo reso molto più didascalico e a cambiare me stessa, con voi.
Ogni domenica mattina, finché esisteremo, la chiesa non potrà rinnegare che un Papa, un capo religioso e politico, si è dichiarato a favore dell’amore e dei diritti, perché, sì, parliamo di diritti civili, ma soprattutto parliamo di diritti umani.
E quindi, oggi è un buon giorno per questo mondo un po’ bislacco, perché se il massimo esponente di una religione monoteista che ha condannato nei secoli dei secoli l’omosessualità, servendosene per accostarla al peccato e impaurendo il prossimo, se il Papa si è esposto con la frase:- Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia-, allora anche tutto il resto del mondo può diventare più umano ed iniziare seriamente ad amare il prossimo.
Insomma, oggi siamo capitati una puntata di “The New Pope”* e non ce n’eravamo accorti, non è stupendo?  
Benedetta De Nicola
*ndr in “The New Pope” si discute moltissimo il tema omosessualità e chiesa cattolica, si consiglia la visione della serie