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In Bielorussia con la mente e col cuore

Bielorussia teatro di proteste.

Bielorussia teatro di brogli elettorali.

Bielorussia teatro di violenze su cittadini innocenti.

Bielorussia teatro di dittatura.

Tutti devono sapere, perché tutti devono protestare con la mente e col cuore insieme alle decine di migliaia di ragazzi e lavoratori che si oppongono a un sistema politico corrotto in Bielorussia.

Il 9 agosto ci sono state le elezioni presidenziali. Candidati principali: Lukashenko, già al potere da 26 anni e Tikhanovskaya, una ragazza determinata a difendere la democrazia.

I risultati? Lukashenko vince le elezioni con l’80%.

Ma com’è possibile? Si chiedevano tutti, l’opposizione aveva riscosso molto successo, Tikhanovskaya aveva infiammato gli animi del popolo, dei cittadini, che finalmente vedevano in lei una degna rappresentante del loro volere.

La risposta, quindi, è semplice: le elezioni sono state manipolate.

Immediatamente quegli animi infiammati si sono uniti in quella che è stata definita “la più grande manifestazione antigovernativa in Bielorussia negli ultimi 20 anni”.

Le proteste divampano in tutto il paese, specialmente a Minsk, la capitale.

La reazione di Lukashenko è violenta, ordina arresti di massa, centinaia di cittadini sono in carcere e di molti non si hanno più notizie, per non parlare dell’intervento diretto delle forze dell’ordine sul posto: proiettili di gomma e aggressioni.

Ma il popolo non demorde, vuole l’annullamento delle elezioni.

Ed è stata proprio quella forza, quella determinazione ad attirare l’attenzione dell’Unione Europea, che ha finalmente espresso solidarietà con i manifestanti non riconoscendo i risultati delle elezioni e annunciando sanzioni contro i responsabili delle violenze.

La democrazia è un ideale che la Bielorussia persegue, per cui i cittadini hanno lottato e continuano a lottare. La Bielorussia è la dimostrazione della potenza della libertà, dell’impatto che può avere su un popolo, una nazione, ma anche e soprattutto sul mondo intero. Mondo che guarda inerme da uno schermo, che legge sui giornali, mentre uomini e donne vengono feriti a morte, vengono chiusi in celle putride per un ideale che viviamo e consideriamo quotidianità.

Ma sono proprio gli occhi intenti a leggere e a osservare, a vedere cosa succede qualche chilometro più in là ad essere fondamentali per liberare la Bielorussia dalla dittatura, sono fondamentali per liberare noi stessi da pregiudizi e idee inculcateci da individui che perseguono tutto tranne pura e semplice democrazia.

Quindi mentre Tikhanovskaya è costretta a lasciare il paese, mentre sempre più persone si uniscono per protestare, lasciano il lavoro, riescono a mandare una nazione in stand-by, noi dobbiamo continuare a leggere e vedere e pensare e lottare.

Perché siamo tutti in Bielorussia con la mente e col cuore.

 

Angela Guardascione

 

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Immagine da “L’Internazionale”

La Redazione

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