365 Days: quando il trash italo-polacco diventa fenomeno mondiale

Quando il soft porn polacco e quello italiano si incontrano non puoi che dire a te stesso “ma cosa ho appena visto?”.

Ma non puoi negare di averlo guardato tutto, fino ai titoli di coda.

Sì, stiamo parlando di 365 Days.

Per alcuni il film più caldo del momento, per altri l’ennesima pellicola trash di cui non avevamo bisogno. Ma come si dice? Nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli.

E di 365 Days si parla ovunque, protagonista indiscusso della Top ten di Netflix.

Vediamo insieme di cosa si tratta.

Il film è l’adattamento cinematografico  del romanzo scritto da Blanka Lipińska ma, come Cinquanta sfumature, è soltanto il primo capitolo di una trilogia.

La vicenda si svolge in Sicilia, durante la vacanza di Laura, insieme al suo ragazzo Martín e a due amici. Laura non è più soddisfatta dal rapporto con Martín, le cui attenzioni nei confronti della donna sono quasi nulle, così si getta a capofitto nel suo lavoro di manager di hotel, che svolge con forza e audacia.

Durante la sua vacanza, viene rapita dal bello e tenebroso Massimo, o meglio Don Massimo, giovane capo di una potente famiglia mafiosa.

Vi starete chiedendo il perché; cinque anni prima, lo sparo di un fucile ha tolto la vita al padre di Massimo. Il giovane siciliano, nel momento in cui il suo cuore stava quasi per cedere a causa delle ferite anche a lui inferte, ha visto un bellissimo volto: quello di Laura. Da allora Massimo si ripromette di ritrovare la donna e appende in casa sua un ritratto della misteriosa donna.

Già fin qui, i livelli di trash toccano le stelle, ma andiamo avanti.

Massimo, una volta trovata la donna, la rinchiude nella sua villa maestosa e le dà un anno di tempo (i 365 giorni del titolo) per farla innamorare di lui. Fino a quando non sarà lei a volerlo, lui non oserà toccarla.

Inutile dirvi quali siano i capisaldi su cui la pellicola poggia: sequestro di persona, addominali in vista, manette, un finale a sorpresa che lascia presagire un continuo; il tutto condito da amplessi selvaggi.

Negli ultimi giorni, i social sono in subbuglio per le scene di sesso apparentemente “reali”, ma Michele Morrone ha chiarito che tra i due giovani protagonisti non c’è stato alcun rapporto e che si deve tutto alla magia del cinema.

Insomma, se pensavamo di aver toccato l’apice del trash con l’audace intervista di Anastasia Steele “«vorrei sapere di più su di lei» […] «non c’è molto da sapere su di me»” o con la camera del piacere di Christian Grey… In realtà non era altro che la punta di un iceberg.

Sì, sembra proprio che il signor Grey e i suoi frustini siano stati spodestati e che, al loro posto, le fan del soft porn abbiano optato per una bellezza virile e tutta italiana.

Inoltre, il personaggio di Anastasia, timido e accondiscendente, è stato del tutto ribaltato, proponendo un modello di donna audace e provocatrice.

Girovagando sul web ho letto centinaia di post, meme e commenti di ragazze, molto spesso americane, follemente invaghite dell’attore nostrano.

“I want an Italian mafia boyfriend” (da alcuni commenti) è il tipo di contenuto che riecheggia sul web, senza contare i video di ragazze che costringono le loro dolci metà a guardare insieme 365 Days, affinché i giovani novellini apprendano al meglio l’arte della seduzione.

Quindi, che dire lettori… “ti sei persa bambolina?”.

 

Catia Bufano

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