Sociale

“Senza anziani non c’è futuro”: dalla Comunità di Sant’Egidio un appello alla ri-umanizzazione

Sulla pelle degli anziani troppi hanno fatto danni in questi mesi di emergenza sanitaria. La Comunità di Sant’Egidio, preoccupata sul futuro della nostra società, ha lanciato un appello ad una sua ri-umanizzazione per impedire l’affermarsi di modelli di “sanità selettiva”.

Nei mesi complicati che ci siamo trovati ad affrontare, nessuno è rimasto indenne dalla paura e dalla sensazione di smarrimento.

Gli anziani, però, molto di più. Diverse situazioni hanno messo in luce una mancanza di delicatezza e di umanità nei loro confronti, tanto che la Comunità di Sant’Egidio si è detta seriamente preoccupata sul futuro della nostra società.

Di pochi giorni fa è un appello di respiro nazionale ed internazionale, rivolto a cittadini ed istituzioni allo scopo di innescare un cambio di rotta e portare a nuove iniziative sociali e sanitarie a beneficio delle popolazioni anziane.

La pandemia, infatti, non ha messo a rischio gli anziani solo in Italia. In molti paesi si stimano cifre drammatiche sulle morti in case di riposo.

Stando ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa la metà delle vittime di Coronavirus è costituita da anziani che abitavano in care homes. Dalle indagini svolte da inviati del Corriere della Sera emergono numeri spaventosi. Solo in Italia le residenze per anziani sono 4.630. Negli Stati Uniti si è arrivati a considerare che circa il 10% delle vittime del Coronavirus erano anziani residenti nelle case di riposo. In Spagna il conto provvisorio indica che gli anziani deceduti nelle case geriatriche sono circa 13.862. Non è diversa la situazione in Francia dove gli Ehpad rappresentano quasi il 40% della mortalità da Covid-19, o in Gran Bretagna dove si stima che il bilancio delle vittime del virus possa essere di 4.000 persone. Non è da meno la Germania dove l’età media dei morti è di 82 anni.

La Comunità di Sant’Egidio ribadisce con forza la necessità di tenere fede ai principi della parità di trattamento e del diritto universale alle cure, ritenendo assolutamente inaccettabile, da un punto di vista medico, giuridico e religioso, che uno “stato di necessità” legittimi la diminuzione di valore di una vita umana in ragione di una sua più breve aspettativa.

L’appello è ad adottare quelle buone pratiche necessarie a raggiungere tutti con le cure adeguate e ripensare, nei sistemi sanitari, quei modelli di “sanità selettiva” che si stanno facendo strada nell’ultimo periodo. Una sanità “che considera residuale la vita degli anziani. La loro maggiore vulnerabilità, l’avanzare degli anni, le possibili altre patologie di cui sono portatori, giustificherebbero una forma di scelta in favore dei più giovani e dei più sani.”

Tra i primi firmatari, Andrea Riccardi, storico, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Romano Prodi, già Presidente del Consiglio dei ministri e della Commissione UE, Irina Bokova, già Direttrice generale UNESCO, Stefania Giannini, Direttore generale aggiunto UNESCO.

Per aderire all’appello consultare il sito della Comunità di Sant’Egidio .

Rosaria Vincelli

Rosaria Vincelli

Rosaria Vincelli è redattrice freelance, laureata in Giurisprudenza presso la Sapienza di Roma e abilitata alla professione di avvocato. Scrive di politiche sociali, diritti civili, ambiente, tecnologia e innovazione, in ambito nazionale ed europeo. Ad aprile 2020 è iniziata la collaborazione con un’agenzia di comunicazione specializzata in comunicazione politica e aziendale; si occupa della realizzazione dei testi e della gestione dei canali social. Per passione, collabora come addetto stampa con alcune realtà culturali della scena napoletana e romana.

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