Pac-man: l’icona dei videogame

1980: Ti trovi in una sala videogiochi, inserisci la moneta alla scritta “insert Coin” e appare una pallina gialla inseguita da fantasmini, il tutto accompagnato da una musichetta orecchiabile.

Proprio così, sto parlando di Pac-man!

Il re dei videogiochi “arcade”, le cosiddette “macchinette a gettoni”.

Chi non ha mai giocato?

Immagino tutti.

 

Oggi compie 40 anni e vogliamo festeggiarlo come si deve!

Il gioco è stato prodotto dalla Namco il 22 maggio 1980.

L’idea fu del programmatore giapponese Tohru Iwatani.

A cena con amici, prese un pezzo di pizza e notò che la forma restante somigliava ad una bocca aperta.

Dopo diversi mesi, un team di tecnici diede vita al celebre Pac-man.

Geniale vero?

Il videogioco partí dal Giappone e si diffuse rapidamente in tutto il mondo.

Il nome originale era Puckman, dal giapponese “chiudere e aprire la bocca”, ma per la troppa somiglianza con una parolaccia inglese, fu cambiato in Pac-man.

Le regole sono più che conosciute.

Muovi la pallina gialla nel labirinto per farle mangiare i pallini e frutta. Ma attenzione ai fantasmini! Questi escono dal centro dello schermo e riescono a farti perdere le vite a disposizione. Se però mangi uno dei 4 pallini più grandi messi ai lati del labirinto, la situazione si ribalta e puoi inghiottire i fantasmi. Completato il livello, passi al successivo, cercando di accumulare il punteggio più alto possibile.

Ma non è sempre stato così, infatti la storia del software si è evoluta.

Inizialmente i fantasmini si muovevano in modo schematico, il che risultava troppo facile per il giocatore. Successivamente si sono aggiunti movimenti aleatori e personalità per ogni nemico di Pac-man.

Com’è diventato così famoso?

Ecco, prima di tutto per la facilità di gioco: semplici regole e zero pulsanti.

Infatti era dotato di una leva per muovere il protagonista.

Altro motivo sono sicuramente i numerosi livelli a disposizione, fu progettato per durare all’infinito.

Grazie a lui la Namco vendette trecentomila macchinette in tutto il mondo, per non parlare della diffusione del personaggio.

Gadget, pupazzetti, cartoni animati e persino un campionato mondiale.

Insomma, un vero e proprio business!

 

Bene, questa è la storia di un videogioco che ha accompagnato intere generazioni e che ancora oggi viene ricordato.

A proposito, ho una gran voglia di rigiocarci! Anche tu vero?

Allora forza, pronti per una nuova partita!

 

Martina Maiorano

 

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