Resta a casa e lasciati contagiare dalla cultura!

Dallo scorso 9 marzo l’Italia si è trincerata nel silenzio dei suoi confini per affrontare l’emergenza sanitaria che oggi paralizza il mondo intero. Ma la cultura non va in lockdown e si ingegna in campagne di digitalizzazione ad altissima definizione per sopravvivere.

Tre settimane fa cinema, teatri, musei e gallerie d’arte chiudevano i battenti, come roccaforti in rovina in scenari spettrali immerse in un tempo dilatato, senza battiti. Ma ora che tutto tace, mentre le strade si svuotano del chiasso mediterraneo che normalmente le abita, la cultura resiste in una lotta partigiana che non conosce tragedia, tanto potente da squarciare questa quiete insopportabile con il suo antico grido di bellezza, speranza e rinascita. E ci riesce grazie ad un’alleata efficacissima: la tecnologia.

Secondo i colossi dell’arte disseminati tra un continente e l’altro creare nuove forme di dialogo e vie alternative di sperimentazione è una strategia di sopravvivenza necessaria in questa primavera (tragicamente) atipica. Così, in un momento storico tanto delicato, nonostante le misure straordinarie varate dal governo per bloccare il contagio del COVID-19, tour virtuali e percorsi interattivi ad alta definizione sono stati messi a disposizione del cyber-visitatore, nuove forme di racconto e storytelling in diretta che permettono di creare una socialità responsabile e positiva, stando comodamente seduti sul divano di casa. E per usufruirne – per chi non avesse troppa familiarità con i dispositivi digitali – non serve affatto essere maghi della tastiera, visto che è tutto a portata di un semplice click: basta visitare i siti dei musei e aprire i link appositi per catapultarsi tra corridoi tappezzati di colore e meraviglia.

Ma procediamo con ordine: lo stivale è stato il primo paese a scendere in campo virtualmente con James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera, una vera e propria istituzione nel cuore della capitale lombarda. È nel complesso barocco milanese, infatti, che prende forma l’idea di rendere accessibili le storiche collezioni della scuola veneta e fiamminga. La sezione di opere messe a disposizione ne vanta 669, suddivise per periodo storico e rintracciabili tramite mappa o grazie alla comoda indicizzazione per materiale/tecnica, artista o sala. Ogni dipinto è corredato di approfondite didascalie, arricchite da chicche multimediali, curiosità e aneddoti esclusivi sulla realizzazione e il restauro di ogni pezzo. L’altissima definizione garantita consente di zoomare su incredibili dettagli di questi capolavori: in un attimo i vostri salotti saranno impreziositi dall’apparizione in HD di un Hayez, un Caravaggio o un Boccioni. Ed è anche possibile scaricarne le immagini in ottima risoluzione.

Stesso principio per i Musei Vaticani: la bellezza miracolosa delle collezioni pontificie è ora a disposizione di tutti, intrufolandosi tra le pareti domestiche degli italiani reclusi in quarantena. Sette sono i tour virtuali organizzati per godersi le meraviglie di uno dei siti culturali più visitati al mondo, dalla Cappella Sistina al Museo Pio Clementino, dal Museo Chiaramonti al Braccio Nuovo, dalle Stanze di Raffaello alla Cappella Niccolina, fino alla Sala dei Chiaroscuri.

Su PC, smartphone e tablet è possibile sbirciare tutti gli ambienti, entrando quasi fisicamente nei quadri, in una suggestiva illusione ottica in cui a separare arte e spettatore c’è un sottilissimo velo di pixel.

E non potevano mancare all’appello dell’arte nostrana la Galleria degli Uffizi di Firenze – che offre “Ipervisioni” dei capolavori delle mostre virtuali, da Botticelli a Cimabue – e Il Museo Egizio di Torino, che rompe l’isolamento sul web e mostra online le sue sale ristrutturate.

Scavalcando le frontiere nazionali, nella vetrina dell’arte a portata di wi-fi, troviamo l’affollatissimo Louvre, che invita lo spettatore ad avventurarsi tra antica Babilonia, statuaria greca e Rinascimento italiano, condividendo sui social l’esperienza del #LouvresChezVous (e risparmiandoci così anche la pena di file interminabili).

Ad aprire le porte del web troviamo anche il Van Gogh Museum e il Rijksmuseum di Amsterdam – scrigno d’oro dell’arte fiamminga – così come il British Museum e la National Gallery of Art in UK. Per finire, oltreoceano, imperdibile è la spettacolare visita da remoto del sito del Guggenheim e del Met Metropolitan Museum di NYC, che, attraverso “The Met 360° Project”, ci fa tuffare in un viaggio a tutto tondo tra le sue immense sale fotografiche.

E così la pandemia impazza ma l’arte continua a pulsare tra le pareti di casa: diventa occhi e orecchie sul mondo che ci è stato momentaneamente sottratto. Ci mette in ascolto, in dialogo con la bellezza, anche se a distanza di sicurezza.

Francesca Eboli

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