Cosa dirti, Berserk? You’ll be great!

Ho avuto il piacere di conoscere Donato personalmente, ma non durante la solita chiacchierata giornalista-intervistato davanti ad un caffè e qualche biscotto, bensì prima come collega e poi come amico e sono più che onorata di poter scrivere di un ragazzo gentile, simpatico e anche galante (cosa che non guasta mai).

Nonostante la vita ci abbia poi messo su binari diversi, la mia stima per lui non è scemata ed ora che la sua carriera musicale sta spiccando il volo, sono più che felice di poter essere tra coloro che lo guarderanno salire in alto.

 

Donato Antonio Funiciello nasce nel 1996 a Caserta, una città che a livello artistico offre molto se si sa dove cercare e muove i primi passi sotto i riflettori nel 2015 con il singolo Berserk, un mixtape con sonorità che richiamano il rock e il rap hardcore.

Inizia subito a girare la Campania con i suoi concerti e poi si sposta altrove, valicando le Alpi e aprendo numerosi concerti tra cui quelli di NTO’, Young Signorino, Nicksick e molti altri e adesso tocca a lui prendersi la scena.

E lo fa con il nuovo singolo Cosa dirti, il primo estratto di un lavoro di restyling musicale iniziato nel 2019.

Il brano si incentra sul tema del dolore angosciante e invalidante che molto spesso affligge le persone e le trascina in un baratro dal quale sembra impossibile uscire.

Tutto questo porta ad una non-vita alla quale il soggetto, in una sorta di apnea, sembra abituarsi e a non cercare una via di fuga

“Ci vuole tanto ad essere bravi in qualcosa

Cerco i pezzi di me siamo Carcosa

Lo sguardo mio intrappolato nel quadro di Goya

 

Non ho ancora capito com’è

Io davvero non sto bene cosa dirti

È un po’ che sto coi miei casini

È un po’ che sento questi stilli

Quelli così non sono mai felici”

 

Ad un certo punto, però, come in una sorta di Epifania Joyciana, il protagonista riemerge dall’abisso di dolore in cui lui stesso si è tuffato e decide di trarre il meglio dal peggio e di compiere un processo creativo che porterà non sollo alla “cognizione del dolore” ma alla trasformazione di quest’ultimo in una forma d’arte

 

“ La musica è di tutti, però infondo è per pochi

Se non rispondo, se non rispondo è perché non ascolto i morti

Sto bene con i miei suoni distorti

Scrivo per chi c’ha ancora i sogni”

 

Anche il videoclip del brano è permeato dalle stesse atmosfere cupe del testo, dove Berserk anche se circondato da una folla di giovani coetanei in un noto locale della movida Casertana, trova la sua unica vera compagnia nell’effetto obliante dell’alcool.

 

Maria Rosaria Corsino

Foto di Felice Mondo

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