Siamo la setta del Numero Oscuro e tu sei uno di noi

La differenza tra reati denunciati e reati effettivamente commessi? Immagina un iceberg, un piccolo scoglio bianco che spunta in mezzo al mare. E sotto? Cosa c’è? L’enorme base di ghiaccio, invisibile e ben nascosta agli occhi di tutti.

Il Numero Oscuro è tutto intorno a te. Ti sfila il portafogli dal taschino, taglia la catena della tua bicicletta e sgomma via nella notte, hackera il tuo laptop e ruba informazioni sensibili, scarica liquami nelle falde, abusa sessualmente di te, ti picchia senza pietà e, a volte, ti uccide.

Siamo una congrega invisibile, praticamente intoccabile e impossibile da arrestare. Una setta di criminali.

Super-cattivi? Non è così, anzi. Probabilmente tu sei uno di noi e neanche te ne rendi conto. Di sicuro sei una nostra vittima ma, soprattutto, sei un nostro complice.

Già, hai a che fare con il Numero Oscuro, che ti piaccia o no. Perché sei una vittima silenziosa e codarda, a volte rassegnata o semplicemente spaventata, che vive il torto subìto abbassando la testa e cercando solo di dimenticare. Non agisci, non denunci, magari imprechi e ti senti ingiustamente perseguitata, ma ti fermi lì. Noi, i tuoi aguzzini, lo sappiamo che non ti rivolgerai alle autorità, che non parlerai. Sei una vittima omertosa. Sei complice contro te stessa.

Ma chi c’è dietro alla Setta del Numero Oscuro? Ci siamo tutti noi, con le nostre paure, i nostri pregiudizi, la nostra rassegnazione e persino il nostro menefreghismo.

Questo perché il numero oscuro, nella scienza criminologica, non è nient’altro che il totale dei reati mai denunciati o per il quale il responsabile non viene punito e che, per questi motivi, non compaiono nelle statistiche ufficiali, quelle sbandierate da polizia e Ministero degli Interni. É tutto ciò che non rientra ne “il crimine è in diminuzione”, “abbiamo sconfitto la criminalità”, “ora questa città è più sicura”. Già, le cose non sono come ce le dipingono, perché i reati noti non sono altro che la punta di un iceberg che affiora in superficie. Il numero oscuro invece sono le vittime di un serial killer, prima che la polizia apra il suo frigorifero e trovi una serie di teste decapitate, è un anonimo capannone pieno di biciclette rubate, è una fabbrica che riversa sostanze tossiche nei fiumi, con certificazioni ambientali contraffatte e a prova di controlli.

I motivi dell’esistenza del numero oscuro sono tanti. Se ti rubano la bicicletta vai forse a far denuncia? No, perché è un reato talmente insignificante che la polizia difficilmente indagherebbe. Perderesti il tuo tempo per una denuncia che verrebbe semplicemente messa in fondo alla pila delle incombenze? Eppure, sempre di reato parliamo. Senza contare le tante vittime di stupro e violenza domestica che non hanno il coraggio o si vergognano di denunciare il proprio aggressore. Pensiamo ai bambini abusati o a donne succubi di un compagno violento che spesso fanno di tutto per minimizzare il problema.

Niente denuncia non significa che il reato non ci sia stato, significa solo che il reato rimarrà nell’ombra, si perderà nel silenzio – assenso di chi l’ha subito e, di conseguenza, non comparirà in nessuna statistica.

L’indice di occultamento è il rapporto tra i reati denunciati (e quindi ufficializzati) e quelli realmente commessi, e può ovviamente variare a seconda della tipologia di reato. E allora eccovi una piccola classifica dei reati, per scoprire quali sono i criminali occulti più attivi e quali agiscono invece “alla luce del sole”.

Sulla punta dell’iceberg abbiamo gli atti terroristici, reati che non presentano numero oscuro in quanto, ovviamente, risultano tutti noti data la visibilità che ne deriva in termini di vittime, distruzione e clamore sociale.

Seguono i furti di veicoli (quelli assicurati). Questi fanno parte della schiera di reati nota alle forze dell’ordine, tenuto conto che almeno l’80% di tali furti vengono denunciati dal proprietario per potersi rivalere sull’assicurazione.

Poco più in basso, ma ancora ben visibili sopra il livello del mare, ci sono gli omicidi che, data la difficoltà a tenerli nascosti e la probabilità che le autorità svolgano indagini più accurate, hanno un bassissimo indice di occultamento.

Per gli omicidi seriali il discorso può però variare. In questo caso, infatti, il numero oscuro potrebbe essere anche più basso rispetto ai normali omicidi perché, considerata la serialità, sarà più facile scoprirne il responsabile collegando i delitti. Nel caso però di serie omicidiarie interrotte (accade quando il serial killer finisce in carcere per altri reati o muore) vale il ragionamento opposto, perché questi omicidi irrisolti, non ancora collegati tra loro, finiranno per accrescere il numero oscuro a causa del mancato ritrovamento del responsabile. Un caso particolare di delitto seriale, in cui il numero oscuro è molto elevato, riguarda i cosiddetti Angeli della morte, categoria di seriali solitamente composta da operatori sanitari che compiono i loro delitti in ospedali e case di cura, uccidendo persone già in fin di vita. Qui sarà difficile riconoscere la presenza di un reato, scambiandolo per morte naturale.

Scendendo sotto il livello del mare, il nostro iceberg ci proporrà invece una variegata gamma di reati: diffamazioni, truffe, corruzione, ricatti, rapimenti, racket mafiosi, reati finanziari, reati ambientali, tentati furti e tentate rapine, stupri e violenze domestiche. I motivi delle mancate denunce saranno, in questi casi, i più vari: paura di ritorsioni o vendette, vergogna, non voler rivivere il trauma, non voler dare troppa visibilità all’accaduto, non voler rivelare di essere a propria volta criminali.

Alla base dell’iceberg, infine, con un indice di occultamento che raggiunge quasi l’80% dei casi, troviamo invece i computer crime. Con l’avvento di internet la criminalità informatica ha fatto passi da gigante ed essendo relativamente pochi gli hacker in circolazione la possibilità di nascondere il proprio reato risulta altissima, tanto che spesso la vittima non sa neanche di essere tale e non farà alcuna denuncia.

Insomma, la specialità della Setta del Numero Oscuro è dare una visione deformata della realtà criminosa.

 

Luca Rinaldi

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