Come liberarsi della vecchia impicciona del primo piano e di quelle come lei

Mezzogiorno di fuoco a Milano ovest: sole a picco, sguardo torvo e concentrato, manca solo la colt nel cinturone ma, nel mio caso, è un misero biberon caricato a latte. E lì, davanti a me, c’è lei: la Vecchia.

 

Eccomi lì, a farmi la vasca giornaliera all’ombra della Madonnina, nella speranza che il piccolo Pavarotti si addormenti.

Alla fine… cede! Mi hai sfidato? E io ti ho battuto!

Ora continua a camminare. Vai e non voltarti indietro. Se ti fermi, è finita. La palpebra si riaprirà e la pace nel mondo finirà.

Finisco di esultare (in perfetto silenzio), quando l’occhio, ormai allenato ai pericoli più improbabili, scorge alla fine della via qualcosa che nessun padre, con mille impegni e un neonato al seguito, vorrebbe mai vedere: la vecchia del primo piano!

Nell’aria risuonano le note di Mezzogiorno di fuoco, ma qui non siamo nel Far West, questa è Milano ovest, zona circonvallazione.

La vecchia affretta il passo sulle tre gambe malferme (una è il bastone). Mi ha visto, ma soprattutto ha visto lui, il piccolo torturatore d’orecchie che dorme serafico. Io non sono mai stato un coraggioso, i duelli all’ultimo sangue non fanno per me e allora mi infilo nella prima traversa, evitando lo scontro. Punto per me, vecchia lapide ambulante!

Inchiodo! Controllo e dorme ancora. Respiro di sollievo. Poi alzo lo sguardo e mi concentro sulla persona che stavo quasi per investire col passeggino nella foga di evitare la vecchia. E allora la vedo, proprio davanti a me: un’altra vecchia!

La Vecchia è inevitabile, ineluttabile. La Vecchia è ovunque e mi aspetta paziente.

Ho solo una possibilità: prendere l’iniziativa. “Buongiorno, signora”. Il mio tono è basso. Bassissimo. Indico con gli occhi la cellula dormiente appena sotto di me. Capirà, penso.

La Vecchia non capisce. Il tono è 80 decibel più alto del mio e le sue mani pallide si fiondano sulle guance cicciute del piccolo buddha. Parte la fiera del quanto è bello, quanto è cresciuto, quanto si è allungato e quanto è carino mentre dorme.

Mentre dormiva, forse.

E io so che, una volta che la tempesta rugosa passerà, lui non dormirà più. Frignerà perché ha sonno, questo sì. Ma non dormirà. Mai più.

E allora, rifletto. Una volta me lo svegli tu, la seconda me lo sveglia la tua coscritta del Settecento, una terza e una quarta le carampane della parrocchia e una quinta la vecchia del primo piano che riesce a trovarmi ovunque io mi nasconda. Sbucate come funghi! Un esercito di zombie che mi fa perdere tempo se sono di fretta, sveglia il pupo se dorme, mi riempie di questioni sull’allattamento a cui non so e non voglio rispondere. E tutte che fanno l’inevitabile domanda.

Ma non sempre la stessa, ovviamente, perché sarebbe troppo facile. Uno si prepara una risposta che vada sempre bene e via, passa la paura. E invece no, la domanda è sempre diversa e tu devi essere pronto a rispondere nel modo giusto. Sbagli risposta e sei incastrato per due ore a parlare di pizzi, merletti, guerre mondiali e nipotini di cui non ti frega assolutamente nulla.

Ora, io non ci ho dormito diverse notti, per essere pronto a tutto. Vi risparmio il lavoro e vi svelo cosa fare in questi casi, con alcune risposte preconfezionate che taglieranno le gambe (e il bastone) alla vecchia salma di turno, così che non vi darà più fastidio. Mai più.

E allora ecco come liberarvi dalla vecchia impicciona del primo piano e di quelle come lei.

1- Sii criminale. Quando la vecchia ti placcherà ed esordirà dicendo: “Ma che bel bambino. Come si chiama?”, per questa simpatica defunta la risposta sarà semplice: “Non saprei, signora. L’ho appena rapito”. Poi ti guarderai intorno con fare circospetto in cerca di polizia, FBI e Interpol e via, lascerai la vecchia ruga lì come un’idiota, con lo sguardo fisso sulla tua schiena, nel dubbio se ciò che le hai appena detto possa essere reale. E il dubbio le rimarrà, stanne certo, perché lei non ha nulla da fare tutto il giorno. Si torturerà in coda al supermercato, in chiesa durante la messa, a cena con il marito e appostata, da buona vedetta, alla finestra. Lei penserà a te, incerta se tu sia un burlone o un rapitore di bambini. Ma, nel dubbio, non ti darà più fastidio. Sarà lei a infilarsi nel primo vicolo disponibile al solo vederti.

2- Sii sbadato. Questa variante è da usare a piacimento. Qualunque sia la domanda, qualunque sia la frase d’esordio, la risposta sarà sempre la stessa. Mi raccomando, i tempi sono fondamentali. Alle sue parole, ti volterai sorridendo verso il bambino, ma in un momento diventerai serio, serissimo. Poco dopo, il tuo sguardo sarà allarmato. Guarderai la Vecchia per mostrarle il tuo repentino cambiamento. Vedrai le sue sopracciglia inarcarsi. Vorrà capire. Solo allora sgancerai la bomba: “Ma…questo non è mio figlio!” e scapperai via, verso il parco giochi più vicino. Sarà talmente imbarazzata per il tuo errore da non aver più il coraggio di intrattenersi con te, per paura che la cosa salti fuori in seguito. Risultato: bye-bye vecchia impicciona.

3- Sii strappalacrime. Fuori due, passiamo alla terza. Per questa servirà un trattamento drastico, che la lasci completamente disorientata. Serviranno bombe intelligenti per fermarla. E le lancerai con sadico piacere perché lei dimostrerà di non tenere minimamente in considerazione il tuo ruolo di padre con la domanda: “Ciao bel bambino, dov’è la tua mamma?”. Tu tieni il piccolo frullatore di castagne tutto il santo giorno, giochi, canti, balli, pulisci orifizi e questa chiede della mamma? Che l’intero mondo di Frozen discenda su di te, vecchia strega in rigor mortis! La tua faccia diventerà una ombra gelida che si abbatterà sulla vecchia inferma e la avvolgerà nella tristezza, nella malinconia, nell’oscurità. La tua cinica risposta sarà: “Eh sa, la mamma è morta”. Proseguirai dritto, tirando su col naso e strofinandoti quella finta lacrima che lei sarà convinta di aver visto sul tuo volto affranto. La colpa la distruggerà e da quel giorno ti guarderà sempre e solo da lontano, con un nodo che le stringerà lo stomaco rattrappito e quella preghiera, prima di andare a letto, che vedrà te e il tuo figliolo orfano già assurgere al regno dei cieli.

 

Luca Rinaldi

Disegno di Alessandro Mastroserio