Land Army: l’esercito delle donne di cui non eravate a conoscenza

Quando un uomo col fucile incontra una donna col forcone, l’uomo col fucile è un uomo morto.

Sul continente infuria la Seconda Guerra Mondiale. Gli uomini, quelli in grado di combattere, sono al fronte. A casa, nell’Inghilterra del 1942, rimangono le donne a mandare avanti le fabbriche, a curare i rimpatriati feriti e a occuparsi dei campi da coltivare. Queste ultime, in particolare, formano un’armata silenziosa ma efficiente, una milizia inarrestabile, infaticabile: loro sono la cosiddetta British Land Army, l’esercito civile di terra.

Ma sul suolo inglese, in quegli anni, la presenza maschile non è del tutto scomparsa. Le forze alleate, nella loro “pacifica invasione” sono sbarcate in massa: aviatori, marinai, soldati. Americani giovani, chiassosi e danarosi, in cerca di uno svago qualunque che faccia loro dimenticare per qualche momento le pericolose missioni al di là della Manica. E allora l’incontro-scontro è inevitabile: uomini e donne, inglesi e americani, povertà e ricchezza, amore e odio. È uno scontro di culture, una lotta di sessi, una collisione tra chi la guerra ce l’ha praticamente in casa e chi la combatte sapendo i propri cari lontani ma al sicuro. È un incontro tra giovani uomini e giovani donne, cresciuti troppo velocemente e a cui la vita ha spesso tolto più di quanto ha dato. Devono convivere, le inglesi e gli americani, e lo fanno.

Land Army. L’esercito di terra è un romanzo sulla vita di tutti i giorni, uno stralcio di quotidianità in un tempo e in un luogo difficili da vivere. È la storia di Elizabeth, che presta braccia e sudore alla Land Army lavorando in una fattoria con altre sei ragazze. È la storia di Daniel, aviatore statunitense di stanza nella base aerea confinante. E, inevitabilmente, è una storia d’amore, di amicizie, di traumi e sofferenze, di crudeltà e di umanità.

Si tratta del romanzo d’esordio di Michela Moriggi, scrittrice romana, evidentemente un’appassionata conoscitrice della materia in questione, che ha fatto di una decisamente accurata ricerca storica il punto di partenza dal quale costruire la sua narrazione. E allora, in Land Army, tra le righe del racconto, si scoprono tanti dettagli e aneddoti interessanti sulla vita quotidiana di quell’epoca, fatta di stenti e compromessi, ma anche di voglia di vivere e divertirsi, nonostante tutto. Leggendolo imparerete gli stratagemmi utilizzati dalle ragazze del tempo per farsi belle in assenza o penuria di rossetti, eyeliner, mascara, ombretti, fard e calze di nylon, vivrete un’esperienza iper-realistica ad alta quota, su un bombardiere americano, mitragliati dal fuoco nemico, ballerete con un affascinante soldato in uniforme sulle note blues di At last di Etta James o vi scatenerete in pista con i toni più swing di In the mood di Glenn Miller, vi prenderete cura di una simpatica scrofa che proprio non posso fare a meno di citare, vi districherete tra i loschi affari del mercato nero e vi troverete faccia a faccia con un poliziotto intenzionato a farvi sputare il più difficile dei rospi. Grazie alle sette ragazze del romanzo vivrete l’amore, la lontananza, l’attesa, la paura, la gioia, la pietà, la rassegnazione, il tradimento.

Si tratta di una piccola chicca (oddio, forse ‘piccola’ è la parola sbagliata considerata la dimensione del tomo) trovata spulciando, ormai un anno fa, i piani alti delle classifiche di Amazon. Divorata dal sottoscritto in poco meno di una settimana, nonostante il punto di vista decisamente al femminile della narrazione e la mia personale predilezione per tutt’altro genere letterario. Colpisce in ogni caso lo stile dell’autrice, una lotta continua ma efficace tra le ricche e dettagliate descrizioni di paesaggi ed emozioni e i dialoghi dei protagonisti, semplici come la quotidianità che trattano, ma mai fini a se stessi.

Cosa mi ricorda questo romanzo? Lo collocherei a metà strada tra la rustica coralità dei Malavoglia e la rappresentazione dei sentimenti calata nella Storia tipica del più classico dei Ken Follett, il tutto condito con affascinanti dettagli di vita vissuta che solo i nostri nonni ormai potrebbero ricordare.

 

Luca Rinaldi

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