“Una storia d’impossibilità”: il Sud del mondo s’incontra a teatro

Il teatro nasce dall’incontro di persone, idee, culture. Lo spettacolo “Una storia d’impossibilità” che ha debuttato al ntS’ – Nuovo Teatro Sanità – è frutto del lavoro di artisti italiani ed argentini che il progetto di drammaturgia contemporanea Beyond the sud ha messo insieme e adesso porta in giro per il sud del mondo.

Entrando nel Nuovo Teatro Sanità, nel cuore della città di Napoli, subito ci si accorge che la vivacità che domina il quartiere è la stessa che anima anche la chiesetta dell’Immacolata ora sede del teatro.

“Da quando il progetto ntS’ ha preso vita, l’obiettivo – spiega il direttore artistico Mario Gelardi – è sempre stato quello di restare legati al territorio napoletano, ma con uno sguardo all’estero”.

Fino ad ora la promessa sembra mantenuta; già lo scorso anno la stagione Circle ha fatto ben comprendere l’aspirazione del teatro all’internazionalità che, con Beyond the sud, all’interno del quale si inserisce il lavoro Una storia d’impossibilità, conferma e rafforza il suo intento.

Beyond the sud è un progetto di drammaturgia contemporanea che mette insieme diverse realtà del Sud del mondo per creare una rete fra Europa e America Latina. L’attività di ricerca in giro tra Italia, Argentina e Brasile, durata circa un anno, ha dato vita a due gruppi di lavoro nati dalla selezione di producer, drammaturghi e registi ad opera dei partner coinvolti – Teatro della Città di Catania, Teatro Libero di Palermo, Scena Verticale a Castrovillari, Teatro Koreja a Lecce.

A Gelardi il compito di seguire gli autori che, come lui stesso chiarisce, sono stati selezionati secondo un criterio di fattibilità dei progetti in vista della realizzazione e sulla base di un’ipotesi di combinazione degli artisti.

Una storia d’impossibilità è il risultato del testo scritto dal drammaturgo napoletano Fabio Pisano, la regia dell’argentina Agostina Luz Lopez e la direzione della producer romana Alice Ferranti.

Il gruppo così composto, insieme agli attori Claudio Boschi, Barbara Giordano e Fabrizio Martorelli, ha abitato per un mese il teatro napoletano; dal loro confronto è scaturito lo spettacolo che ha debuttato al Sanità.

“E’ già una sfida dirigere un’opera che non è nella tua lingua, senza alcuna conoscenza dell’italiano – racconta la Lopez – in più questo testo è molto incentrato sulle parole, sul linguaggio; il lavoro di gruppo è stato decisamente importante, mi ha acceso la luce su significati che linguisticamente non erano così ovvi”.

Una storia d’impossibilità racconta di una giovane coppia formata da Uno e Moglie e di Zero, il migliore amico di lui. Il problema che viene portato in scena è la sterilità di Uno, la soluzione proposta è far concepire il figlio a Zero; decisione che inevitabilmente sgretola gli equilibri ed il rapporto tra i tre personaggi.

È palpabile tutta la tristezza e l’inafferrabilità che si portano dietro gli eventi che, frutto di decisioni prese, finiscono fuori controllo.

Tutti gli elementi della messa in scena, dai gessetti con cui Uno scrive su ogni superficie, la lavagna che racconta i sogni di un ragazzo, fino al linguaggio usato per esporre i fatti, lasciano trapelare il desiderio di un futuro possibile che cozza con l’impossibilità persino di raccontare la storia stessa.

La scena è dominata dall’ineluttabilità: la forza del desiderio che si scontra con la crudezza della realtà. Il linguaggio e le azioni volutamente schiacciate sono un mezzo per rendere tangibile un agire che impotente fallisce. Le brevi ed improvvise incursioni musicali, pur nella loro estraneità, rappresentano l’elemento più prossimo alle emozioni di Uno, Moglie e Zero.

Lo spettacolo Una storia d’impossibilità, insieme alla seconda produzione di Beyond the sud, E la nave va di Diogo Liberano, regia di Carmelo Alù, sarà in Argentina al Cultural San Martín, al Teatro Libero di Palermo il 18 ottobre, al Piccolo Teatro della Città di Catania il 19 e 20 ottobre, al Teatro Koreja di Lecce, il primo dei due sarà a Cosenza il 19 novembre per il progetto di Scena Verticale.

 

Rosaria Vincelli