Lo sparo nell’occhio: da “Le voyage dans la Lune” a “Donnie Darko”

Dalla passione di Richard Kelly per la fantascienza non poteva che nascere un tributo che puzza di piombo ed è sporco di sangue: sto parlando dello sparo nell’occhio destro di Frank, coniglio smascherato,operato da Donnie Darko. Ma che ricorda e cosa potrebbe significare?

https://youtu.be/Crgf42x9z5U

1902, pianeta Terra, il sesto quadro del primo film di fantascienza della storia del cinema, Le voyage dans la Lunemostra il noto allunaggio dell’immaginario fantastico, prima che questo avvenga davvero nel luglio del 1969.
L’indimenticabile fotogramma posiziona al centro della scena una luna antropomorfa, un volto che non conosciamo ma familiare nei tratti somatici alla nostra razza che ha pensato bene di sparare una navicella nell’occhio del satellite. Come un colpo di pistola fumante proveniente dalla nostra atmosfera, i colonizzatori feriscono la Luna piantandole un’astronave a forma di proiettile nel globo oculare destro. Il dolore della colonizzazione e dell’imperialismo galattico sono rappresentati in un unico grande gesto confluito in un’immagine simbolica in cui gli esseri umani si dimostrano ancora una volta invasori, questa volta assetati di conoscenza.

Ho notato come Richard Kelly, un secolo dopo, abbia trasferito questo simbolico gesto e quell’iconica ferita in uno dei suoi film. Sto parlando di Donnie Darko pellicola che non ha chiavi di lettura ufficiali ma solo molteplici dovute alle elucubrazioni del pubblico che a distanza di anni continua a cercarne il vero significato, ammesso che sia solo uno. Sono convinta ce ne siano molti, sparsi e frantumati come i pensieri del giovane protagonista. Che non si tratti solo di allucinazioni prodotte dalla mente di un ragazzo instabile è chiaro grazie all’introduzione del libro di Roberta Sparrow La filosofia dei viaggi nel tempo e alle teorie che è possibile formulare a seconda dei dati e degli indizi attraverso questo viaggio temporale che si apre all’interno della società americana ricca di contraddizioni e ipocrisie. Siamo in uno squarcio periferico alla fine degli anni‘80 e il motore di un aereo ha distrutto la camera di Donnie Darko.

Noi però vogliamo soffermarci su un fotogramma, il momento esatto in cui si preme il grilletto e si dà vita al morto manipolato, colui che accompagna il nostro antieroe attraverso l’universo parallelo.
Donald per compiere quello che sembra essere il suo destino, uccide il giovane Frank, prima che questo diventi lo spettro/allucinazione che lo tormenta nell’universo tangente. Gli spara un proiettile nell’occhio destro, con la pistola del padre reperita tramite un wormhole di acqua, uno degli elementi indicati nel libro della scienziata. La faccia del ragazzo colpevole di aver investito Gretchen viene così deturpata, dimezzata nello sguardo, proprio come la Luna, di cui la maschera grigia da leporide grottesco,nelle visioni di Donnie, riflette anche il colore cinereo.

I due squarci provocati, quello insanguinato nel cranio e quello sismico del satellite, si pongono sullo stesso piano immaginato. Entrambi diventano i portali attraverso cui è possibile il viaggio dell’uomo, da un lato un percorso sacrificale, dall’altro un itinerario necessario per comprendere meglio quel corpo celeste cui si tendono le mani da secoli. Ciò che li unisce è il bene comune dell’esistenza umana che così può salvarsi ed evolversi attraverso il tempo e lo spazio.
Proprio come il viaggio nell’universo smentisce l’unicità terrestre, così Donnie sbugiarda l’ideale di perfezione fittizia e maligna che sembra lucidare il contesto in cui vive. Si fa messia e salvatore di un mondo che a stento lo riconosce attivando il suo percorso con il metallo, che è anche il materiale usato per introdursi in una nuova orbita attraverso un cosmo che non vuole dirci chi siamo.
Dal solco buio e oscuro di una ferita rappresa viene estratta così la luce che irradia percorsi individuali e collettivi; del resto distruggere fa parte del processo creativo, non c’è riscatto senza sacrificio, non c’è scoperta senza potenza dominatrice.
La navicella/proiettile che infastidisce la Luna sembra e quindi precorre la capsula di salvataggio con la quale Armstrong e gli altri riuscirono a tornare indenni sulla terra; ancora una volta torna il tema della salvezza.

Che l’umanità nonostante tutto sia destinata a sopravvivere?

 

“Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,

Silenziosa luna?”

(Canto notturno di un pastore errante per l’Asia, Giacomo Leopardi)

 

Maria Cristiana Grimaldi

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