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Che provolone!

L’intolleranza al lattosio è una condizione molto diffusa, specie tra gli adulti, che comporta difficoltà a digerire gli alimenti a base di latte.

Il lattosio è presente in grandi quantità nel latte, specie quello di mucca. È uno zucchero complesso costituito da una molecola di glucosio e una di galattosio tenute assieme da un legame glicosidico, che dev’essere rotto per rendere i due zuccheri semplici fruibili da parte della cellula per alimentare il ciclo di Krebs e produrre energia. Il glucosio infatti è il carburante del nostro organismo e il lattosio ne è un’ottima fonte nel momento in cui c’è carenza di glucosio all’interno della cellula.

Il metabolismo del lattosio è regolato dall’operone lac, un insieme di geni che operano in maniera strettamente coordinata. Quando non è presente lattosio o non è necessaria la sua scissione la cellula produce il lac repressore, una proteina che impedisce la sintesi dell’enzima di modo da non sprecare inutilmente energia. Quando la cellula necessita glucosio per avviare il ciclo di Krebs e quindi produrre energia, viene prodotto l’attivatore CAP, che scalza il repressore e permette la produzione di β-galattosidasi e il conseguente metabolismo del lattosio.

Nei mammiferi il latte è la prima fonte di nutrienti perché favorisce lo sviluppo di tutto l’organismo, motivo per cui c’è un’elevata produzione di enzimi della famiglia delle β-galattosidasi in giovane età. Grandi quantità di latte richiedono grandi quantità di enzima per scindere il lattosio. Completato lo sviluppo, l’assunzione di latte si riduce drasticamente e con essa il metabolismo del lattosio: la lattasi non ha più motivo di essere prodotta, per cui il lattosio che viene assunto è considerato velenoso dall’organismo che non ha più l’enzima per digerirlo, causando i disturbi gastrointestinali ben noti a chi soffre di questa condizione.

L’uomo è l’unico mammifero che consuma prodotti caseari anche in età adulta; la sua natura mammifera però prevede la repressione dell’enzima: la cellula produce una proteina, il repressore, che copre la parte di DNA che codifica per la lattasi, impedendo all’RNA di avviarne la sintesi.

L’intolleranza al lattosio dipende anche dalle abitudini alimentari di un popolo: il 97% degli asiatici ne soffre, infatti i prodotti caseari sono praticamente assenti nella loro dieta; tra gli europei invece tale condizione riguarda all’incirca la metà della popolazione, complice il notevole consumo di formaggi e latticini durante tutto l’arco della vita.

Quindi sviluppare l’intolleranza al lattosio è perfettamente nella norma, anche se dover rinunciare alla pizza con la provola è impossibile… Quindi ogni tanto ce la concediamo consapevoli delle conseguenze cui andremo incontro, ma è troppo buona quindi la mangeremo di nuovo e soffriremo ancora!

Marta Maresca

 

 

La Redazione

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