Cybercondria: googlo sintomi, internet mi dà per spacciato!

Quando hai un disturbo fisico e dai il via alla compulsiva ricerca davanti allo schermo luminoso perdendoti negli abissi delle diagnosi più catastrofiche.

Unisci l’“ipocondria” al “cyber” e il risultato sarà l’ossessiva ansia per il proprio stato di salute che spinge il 5% della popolazione mondiale a ricercare le cause di disturbi anche lievi sul web, auto–diagnosticandosi malattie senza alcun fondamento scientifico.

È stato inoltre notato come la tendenza degli utenti che navigano sul web inserendo i sintomi in un motore di ricerca sia quella di prendere in considerazione sempre le ipotesi più gravi, tralasciando quelle più blande che placherebbero ogni allarmismo.

Internet ha dunque la capacità di amplificare al massimo le preoccupazioni degli ipocondriaci, suggestionati da articoli approssimativi che veicolano false notizie e semplificano pericolosamente la problematicità della diagnosi, indagine da effettuarsi ad personam e con esperti del settore.

 

 

 

 

 

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