L’Upupa

Quando il Signore la creò, l’upupa era un uccellino normale. Non aveva nulla di particolare, tanto meno il ciuffo di penne sul capo che la fa riconoscere al primo impatto. Aveva si piume abbondanti e lunghe, così come lungo aveva il becco, ma tutto era molto contenuto e poco appariscente.

Al mattino presto l’upupa si posava sugli alberi davanti alle case e nei cortili per guardare la gente che si preparava ad affrontare la giornata. Era molto curiosa, invadente e spesso anche maleducata. Arrivava a posarsi sui davanzali o sugli stipiti delle finestre per spiare gli amanti in tenere effusioni. Un giorno scoprì la storia d’amore tra un giovane cacciatore e una pastorella. Pascolava le sue capre nelle assolate conche dell’alta montagna. Alla sera tornava in paese nelle braccia del suo cacciatore. L’upupa li spiava dalla finestra ed era anche un po’ gelosa di quell’amore pulito e gentile. Un giorno il cacciatore s’accorse della guardona. S’accorse perché il sole, che ormai se ne andava a dormire dietro la schiena del monte, aveva lasciato nell’aria una pennellata di luce rosso fuoco. Appena l’upupa si posò sull’angolo della finestra, la sua ombra venne proiettata sulla parete interna della casa e il cacciatore la scoprì. All’inizio pensò se ne andasse subito e continuò ad abbracciare e sbaciucchiare la sua bella. Ma quando capì che l’invadente upupa li spiava, pensò di giocarle uno scherzetto. La sera dopo, al calar del sole, nascose lo schioppo sotto la panca sulla quale distribuiva effusioni alla pastorella, e aprì la finestra. Ed eccola la maleducata. Dopo qualche minuto l’ombra dell’upupa si proiettò sul muro. Il giovane, lesto come un gatto, afferrò il fucile e ZAC, in un lampo fu sul davanzale e puntò le canne sul naso anzi sul becco dell’upupa. «Ora ti ammazzo» gridò. Per il terrore alla povera upupa si rizzarono i capelli sul capo. Il giovane non le sparò, voleva soltanto spaventarla. Ma da quella sera tutte le upupe quando prendono paura alzano le penne del capo come una cresta di gallo.

Mauro Corona, Storie del bosco antico

 

Disegno di Francesco Marinelli

 

 

 

 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi