The land down under

Il blu intenso dell’oceano contrapposto al candore della rena, il vento che increspa le onde, i palazzi bassi e le insegne colorate. I grattacieli sul mare, l’Harbour Bridge che si intravede costantemente, il meat pie che esplode bollente al primo morso.

Sydney è una mescolanza di stili importati dall’Europa e di modernità: lo sky line è caratterizzato dall’inconfondibile sagoma del Harbour Bridge, che nottetempo è costellato di luci talvolta colorate che ne disegnano il profilo. La modernità della città è totalmente contrapposta alla natura selvaggia che contraddistingue quest’enorme isola: l’unica zona abitata è la costa, dove le condizioni climatiche estreme dell’entroterra sono mitigate dall’oceano.
Scesi a Sydney centro, è piacevole tagliare attraverso i Royal Botanic Gardens per arrivare a Circular Quay e persi nei colori dei fiori, non accorgersi dell’Opera House che si para dinanzi, accecante al sole: simbolo inequivocabile della città e della nazione assieme al Harbour Bridge, fu inaugurata nel 1973. La sua struttura, che richiama la forma delle vele, si adatta perfettamente al traffico di battelli e cargo che affollano la baia, sorvegliati silenziosamente dal maestoso ponte.
Girando su se stessi nel tentativo di catturare la visione a 360 gradi si perde la concezione del tempo, ma è sufficiente cominciare a camminare verso l’Harbour Bridge per cambiare visuale, osservando dal basso le forme e i riflessi dei grattacieli al sole.

Completando il giro si arriva a The rocks: la ricostruzione del primo insediamento inglese nella baia è tutto pensato per i turisti e per risultare bene in fotografia: un po’ come passeggiare in un modellino a grandezza naturale.
Per chiudere il semicerchio di Circular Quay ci si arrampica sul Harbour Bridge, capolavoro ingegneristico, tutto un intreccio di cavi e tiranti che, sfidando gli accecanti raggi del sole, si prova a districare. Completato all’inizio degli anni ‘30 per collegare le due sponde della baia, offre una visione inusuale di Circular Quay e dei grattacieli che lo attorniano.
Ad agosto la City2Surf porta migliaia di sportivi e appassionati dal centro di Sydney a Bondi Beach: a partecipare non sono solamente i maratoneti ma tutti gli abitanti delle zone attraversate, che allestiscono barbecue, postazioni dj, distribuiscono acqua agli atleti e decorano le case e i giardini.
Giunti a Bondi Beach è possibile passeggiare lungo un comodo sentiero scavato nella roccia calcarea che costituisce la costa e raggiungere le varie spiagge che si affacciano sull’oceano fino ad arrivare a Coogee Beach.
Qui si può cogliere l’essenza di questo continente osservando il contrasto tra la bianca roccia scolpita dall’erosione e le tonalità di blu dell’oceano e lasciando correre lo sguardo fino all’orizzonte, dove un’ombra allungata, più simile a una nuvola che a un’isola, ricorda che il mondo non finisce ma comincia la Nuova Zelanda.

I viaggi sono viaggi, hai mai visitato il Marocco, l’Albania o la Spagna? Magari potremmo darti qualche spunto, clicca le parole in blu.

Marta Maresca

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