La guerra di Kathryn Bigelow

Chi dice che i registi sono buoni per tutte le stagioni? In questa rubrica mensile delineerò dodici profili per dodici registi, assegnandone tre ad ogni stagione.

«Credo che il segreto della regia sia la collaborazione.»

Kathryn Bigelow

Il terzo profilo primaverile è quello di Kathryn Bigelow.

BIO. Kathryn Bigelow nasce in California nel 1951. Dopo aver intrapreso gli studi d’arte, negli anni Settanta si trasferisce a New York e nel 1978 gira il suo primo cortometraggio, Set-Up. Si laurea alla Columbia’s Film School un anno dopo e, nel 1983, gira il suo primo lungometraggio: The Loveless. È da qui che inizia la sua scalata dalle produzioni indipendenti per arrivare ai grandi produttori statunitensi.

STILE. La sua carriera è segnata dal cinema indipendente. È questo tipo di produzione e di rapporto col cinema che ha formato il suo grande senso dello stile visivo e della caratterizzazione dei personaggi e della costruzione della storia che le hanno permesso di rendere i suoi film spesso atipici e originali rispetto al genere che li classifica.

IL FILM. The Hurt Locker rappresenta un autentico momento storico nella storia del cinema americano. È stato il film che per la prima volta ha consacrato una donna come vincitrice dell’Oscar per la miglior regia. Non il solito film sulla guerra, ma un film dentro la guerra, che parte da un presupposto: la guerra è una droga. A parlare, ancor più che le parole, sono le immagini, attraverso cui la regista esprime appieno la condizione di tanti soldati americani che hanno visto irrimediabilmente la propria vita segnata dal conflitto in Iraq. Ad essere omaggiata è stata la capacità avanguardista della Bigelow, che ha saputo in qualche modo portare il cinema indipendente in un film da Oscar.

Federico Mangione
Disegno di Alberto De Vito Piscicelli

 

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