Il cantore dell’eccezionalità – Sisters of Mercy di Leonard Cohen

Capitano a volte eventi rari come le super-lune, innamorarsi o risolvere un problema tramite una segreteria universitaria. È chiaro come l’eccezionalità sia una grande fonte di ispirazione: per esempio, Leonard Cohen scrisse “Sisters of Mercy” in una notte in cui pensò di poter realizzare la fantasia di un menage a trois con due sorelle. È andata più o meno così: durante un tour in Canada negli anni ’60, Cohen è sorpreso da una gelata sulla strada di ritorno verso il suo albergo. È a piedi e sta congelando, quando due sorelle gli offrono riparo nel portone dove avevano trovato rifugio. Passano il resto della tempesta a ridere e chiacchierare, e quando il tempo rischiara, un Cohen pieno di belle speranze le invita a dormire in albergo, nella sua stanza. Loro accettano e ben presto diventa chiaro che l’invito è stato preso alla lettera: le due sorelle si addormentano sul letto e Leonard, deluso, se ne torna fuori ad ammirare uno spicchio di luna che si riflette sulla strada ghiacciata. E di tutta questa fantasia sprecata ne fa “Sisters of Mercy”, scritta tutta in una notte.

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