Il coraggio di essere donna – Seconda parte

di Veronica Nastri

“[…] Per la libertà che le avete negato,

Per la bocca che le avete tappato,

Per le ali che le avete tagliato,

Per tutto questo: in piedi, Signori, davanti ad una donna.”

                                                                                                  attribuita a William Shakespeare

Ecco… finalmente fecero il mio nome, ero nella sala d’attesa un secondo prima, ed un secondo dopo mi trovavo su di un palco, pronta a realizzare il mio sogno. Come avevo sempre immaginato in quelle lunghe notti passate sveglia a pensare, mi trovavo a recitare un pezzo della mia attrice preferita, provato e riprovato di nascosto da tutti. Ma si sa… il paese è piccolo, la gente mormora; mio padre era uscito dalla fabbrica con un permesso ed era lì, ai piedi del palco che mi urlava di scendere, sentii le lacrime salire su, sgorgare giù dalle mie guance e bagnarmi il vestito che avevo cucito appositamente per l’occasione. Il mio sogno era infranto e non avevo idea di ciò che mi avrebbe aspettata. È così la vita, difficile per una donna, lo è sempre stata; lo era per una ragazzina di 16 anni e lo è per la me di oggi, 37 anni appena compiuti ma ancora tanti sogni da realizzare, eppure nulla mi rendeva simile a mia madre. Cancellare il passato non è facile, ricordo ancora le urla di mio padre e il pianto infinito di mia mamma, certi lividi non svaniscono neanche con il tempo…

A nemmeno un mese di distanza ricevemmo a casa la visita di una nobile famiglia, non ero cosciente di ciò che stava per accadere, sentivo soltanto mia madre ripetere a bassa voce: “Ecco la tua fortuna, non finirai come me”, infatti sono finita molto peggio. Quello che divenne mio marito era un uomo di 45 anni, capelli e barba già non avevano più un colore vivido, consumati dai segni del tempo; a prima vista appariva una persona docile, ma i segni sul mio corpo dimostravano esattamente il contrario. Per anni ho cercato una via d’uscita, la mia sola colpa era non poter avere figli, il suo sogno era avere un primogenito. Chiusa in casa, servita come una regina, ma in una gabbia dorata; i miei occhi, ormai, erano spenti, ma dentro di me sentivo ancora una tiepida voce che mi diceva di combattere. IO L’HO FATTO! Ora sono qui, dopo tanti anni, di nuovo su di un palco, ma lontano da casa… in Francia, con me solo una piccola borsa e tanti sogni.

È questa la mia vera fortuna, la libertà di essere donna.

(Per tornare alla prima parte clicca qui)

Il racconto che vi presentiamo è ispirato all’evento “Smettete di farci la festa”, organizzato in occasione della Giornata Internazionale della Donna che ha visto come protagonista la rete di stakeholder attiva sul territorio dell’Ambito Territoriale N30 – Torre Annunziata.

Con la partecipazione di Consorzio Proodos, Consorzio Co.Re, Catena Rosa, Centro per le famiglie e Centro Antiviolenza Eirene, in collaborazione con l’Ambito Territoriale N30 e il Comune di Torre Annunziata  una mattinata impegnata tematicamente sulla figura femminile.

Due i momenti di condivisione cui abbiamo partecipato: un corteo di sensibilizzazione e un incontro di riflessione che hanno visto la partecipazione delle scuole del territorio di Torre Annunziata.

 

 

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