Cammina cammina: vicino ò puort

di Federica Auricchio

 

Le lezioni sono finite ormai e mi dirigo alla fermata del bus. Aurora è al bar con le amiche, la saluto da lontano. Alla mia piccola routine quotidiana ho aggiunto questa tappa.

Alla fermata un papà tiene in una mano il suo bambino, ingessato alla gamba e nell’altra delle borse. Arriva il pullman e chiede all’autista se può mettere la pedana per far salire suo figlio.

Non ce l’hanno, ovviamente, ogni volta la stessa storia: la pedana o non c’è o non la sanno usare.

Il padre si carica il bambino in braccio, una signora gli regge le stampelle e le borse, e salgono.

Ho perso il conto di quante cose storte ho visto da stamattina.

Sono stanco.

Nc’oppa l’evera ca addore,

se ne scennene e’ culure

e cammina o vicchiariello

sotta a luna.

Quante vote s’è fermato,

pe’ parlà cu qualcheruno

e nun c’è sta mai nisciuno

che se ferma po’ sentì.

Mi piace assai stare qui e aspettare il tempo che passi, guardando il luccichio del mare.

E cammina, cammina vicino ò puorto

e rirenno pensa a’ morte

se venisse mò fosse cchiù cuntento

tanto io parlo e nisciuno me sent…

Penso a quello che ogni giorno fanno Aurora e molti altri ragazzi che ogni giorno osservo; finché esisteranno persone così al mondo c’è ancora speranza.

Guardando ‘o mare penso a Maria

ca’ mo nun ce sta cchiù.

So sulo tre anni e ce penso tutte ‘e sere

passo o’ tiempo e nun me pare o vero.

Aurora aveva aiutato anche la mia Maria.

Dal primo giorno di università non l’ha mai fatta sentire diversa.

Per la prima volta la mia piccina si era inserita.

Non aveva bisogno di me.

Da quel giorno tutti i giorni portarono avanti una battaglia comune per l’inclusione.

Maria non ce l’ha fatta, è volata via.

E cammina, cammina vicino ò puorto

e chiagnenno aspetta a’ morte

sotta a’ luna nun parla nisciuno

sotta a’ luna nisciuno vo’ sentì.

 

Sento una mano delicata sulla mia spalla.

Mi giro e Aurora mi appare piena di lacrime.

“Manca tanto anche a me”.

Si siede alla mia sinistra.

“Finché combatterai per la vostra battaglia lei sarà sempre viva”.

“Sarà viva finché lo sarò anche io, promesso”.

Disegno di Marotta Alberto

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