Vagabondaggio nell’aldilà: il viaggio astrale

di Rebecca Grosso

Tra chi non riesce a dare una risposta alla domanda “mare o montagna?” e chi si affanna ad arraffare l’ultima offerta per la meta più esclusiva dell’anno, si colloca una categoria di viaggiatori che non si accontenta della dimensione fisica del nostro pianeta, ma sceglie di esplorare il Mondo Astrale. Così, nella penombra dei travel-addicted si nascondono tutti coloro che, almeno una volta nella vita, hanno sperimentato un viaggio astrale.

Il fenomeno del viaggio astrale può essere indicato adoperando svariati termini; spesso se ne parla utilizzando la denominazione OBE o OOBE, acronimi dall’inglese di Out Of Body Experience, quella di bilocazione astrale oppure, forse la più inquietante, di piccola morte.
I numerosi appellativi riflettono le diverse interpretazioni che si possono avere della stessa esperienza, vissuta in maniera differente in base alle credenze dell’individuo in questione. Pertanto, non esiste un’unica definizione delle caratteristiche del cosiddetto viaggio astrale, perché la suscettibilità del singolo, la sua religione e le teorie che sostiene danno, di volta in volta, un’accezione particolare allo stesso evento, che si trasforma e si modella sulla coscienza di chi lo sperimenta. Ciò comporta una grande confusione circa la vera essenza di questo fenomeno, con la conseguente diffusione di una grave disinformazione a riguardo.
Pertanto, ciò che noi faremo sarà cercare di individuare le caratteristiche comuni delle diverse teorie al fine di poterci fare un’opinione generale di ciò di cui si sta parlando, per arrivare all’idea di base che fa da supporto, senza esserne influenzata, a tutte le interpretazioni che se ne possono dare.

Partiamo dall’analisi di alcuni dei termini prima citati.
Il viaggio astrale è, come dice la parola stessa, un’esperienza paragonabile a un viaggio, vissuta nel piano astrale. La parola “astrale” potrebbe trarci in inganno, suggerendoci immediatamente l’immagine degli astri, delle stelle, e quindi qualcosa che abbia a che fare con i corpi celesti, ma non è così. Per dimensione astrale si intende un grado di coscienza che va oltre i cinque sensi dell’essere umano, un universo intangibile che non può essere percepito dall’uomo in uno stato normale di veglia.
Ciò che nella pratica accade durante un viaggio astrale ci viene suggerito dall’acronimo OOBE, letteralmente un’esperienza al di fuori del corpo, un fenomeno extracorporeo durante il quale l’individuo percepisce coscientemente di uscire dal proprio corpo fisico.

La sensazione è quella di riuscire a proiettare la propria coscienza al di fuori dei confini fisici dell’organismo, acquisendo la capacità di muoversi, fluttuare, nelle vicinanze del proprio corpo, ancora addormentato, che può essere ora osservato da un punto di vista esterno (autoscopìa).

Risulta facilmente intuibile, quindi, come un avvenimento del genere possa venire inteso come un’anticipazione di quello che succede alle persone in punto di morte, con il presunto distacco dell’anima dal corpo; è per questo motivo che si parla anche di piccola morte, come se i viaggi astrali non fossero che un assaggio di quell’ultimo viaggio sola andata in cui ci avventureremo, collocandosi tra le esperienze ai confini della morte (NDE).

La maggior parte delle persone sperimenta le esperienze extracorporee senza essere informate a riguardo; ne consegue una totale mancanza di controllo dell’OOBE, che viene così subìta senza alcuna cognizione, quando invece acquisirne una certa dimestichezza permette di sfruttarla al meglio e di viverla con più serenità.
Esistono persone con una certa predisposizione a trovarsi catapultate in fenomeni del genere, che si manifestano più spesso del normale, ma chiunque può farne esperienza anche naturalmente.

Conoscere è la chiave per vivere serenamente ogni fenomeno apparentemente oscuro o pericoloso. Nella maggior parte dei casi, l’OOBE viene interrotta immediatamente dallo stesso individuo che, spaventato da un’esperienza sconosciuta mai provata prima, si sveglia di soprassalto con il timore che possa succedere nuovamente. La paura che immediatamente pervade il soggetto che si trova per la prima volta in un viaggio astrale è quella di rischiare di morire. Questo è dovuto alle forti sensazioni che si provano nel veder proiettare al di fuori del corpo la propria coscienza, sottoforma di ciò che potremmo figurare come anima, un’immagine simile a quella della nostra persona, ma più leggera, flebile, inconsistente; il cosiddetto corpo astrale che si muove nella dimensione parallela.
I viaggiatori astrali abituali, coloro che hanno imparato a manipolare le proprie esperienze extracorporee diventandone i protagonisti effettivi, testimoniano spesso di avvertire, nel momento della transizione della coscienza dal corpo all’esterno, una forte vibrazione pervaderli, o talvolta una forza invisibile trascinarli risucchiarliin un punto lontano. Da quel momento si acquisisce la capacità di muoversi a proprio piacimento nella stanza dove ci si è addormentati, riuscendo anche a vedere il proprio corpo dormire. Con la pratica, si può imparare a perfezionare sempre di più i propri viaggi astrali, sviluppando l’abilità di vagare per altre stanze della propria casa o addirittura di uscire per “passeggiare” altrove!

L’OOBE ha una durata estremamente breve, sebbene il tempo sembri allungarsi all’infinito quando si è immersi nel fenomeno, e al risveglio non si avverte alcuna ripercussione sull’organismo: tutto perfettamente normale, come con i classici sogni. Tra i diversi tipi di sogni, quelli più vicini alle caratteristiche dei viaggi astrali sono i sogni lucidi, tant’è che molti sostengono che le OOBE non siano altro che sogni lucidi particolarmente vividi.

Non esiste un’unica tecnica per indurci a fare esperienza dei viaggi astrali; ognuno ha un proprio metodo che si differenzia per i diversi modi personali di rilassarsi. Il punto focale della transizione della coscienza sta proprio in questo: il graduale rilassamento corporeo. Esso può essere raggiunto isolandosi dalle fonti di distrazione, come rumori vari o la luce proveniente dall’esterno, assumendo la posizione supina e concentrandosi sull’intento di fare un viaggio astrale. A questo punto, cerchiamo di visualizzare mentalmente il nostro corpo disteso; ponendo l’attenzione di volta in volta su una parte precisa di esso, dovremmo pian piano riuscire ad immaginare come la coscienza potrebbe muoversi e, lasciandoci incantare da questa visione, improvvisamente uscirne.

 

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