“Insieme in Paradiso”: l’amore platonico di Giuliano de Medici e Simonetta Vespucci

di Alessia Miranda

Da qualche settimana è terminata la seconda stagione della serie televisiva cult anglo-americana I Medici e tante sono state le ragioni che hanno permesso a questa serie tv di conquistare l’affetto dei telespettatori.
Sicuramente, una di queste è la meravigliosa quanto struggente storia d’amore tra Giuliano de Medici, fratello di Lorenzo il Magnifico, e Simonetta Vespucci, che ha, letteralmente, smosso anche i cuori più restii.

Ne I Medici quello tra questi due personaggi è un amore sentito e consumato, promesso e proibito, urlato e taciuto allo stesso tempo.
È un amore fatto di sguardi, di corpi che bruciano insieme in maniera furtiva, di attimi fin troppo brevi e di parole sospese, perché Simonetta appartiene già ad un altro, a un marito che, come da consuetudine, le è stato imposto, e l’ebbrezza di provare amore per qualcun’altro non può permettersela.

E invece lei la prova comunque.

Lo stesso accade anche con l’aitante Giuliano de Medici, il tipico cavaliere senza macchia e senza paura, coraggioso, sfrontato e totalmente estraneo all’amore.
Il tipico uomo tutto d’un pezzo che poi finisce per spezzarsi di fronte due occhi celesti che lo guardano per caso. Due occhi che gli fanno capire di non voler essere guardato più da nessun’altra in vita sua. Si trova di fronte un viso angelico che, inaspettatamente, gli fa credere che qualcosa di così bello e di così grande possa succedere anche a lui.
Ed ecco che in poco tempo Giuliano smussa i suoi lati caratteriali più ispidi per migliorare sempre di più, mentre Simonetta si lascia sedurre dal fare sicuro e sfacciato del giovane Medici, così diverso dall’uomo  che ha accanto, così diverso da tutto quello che ha potuto anche solo immaginare.
E stanca di uno status quo che non le appartiene, di un marito imposto, di routine piatta e apatica, capisce che vuole Giuliano.

Che vuole un amore. Vero.
Come desidera lei.
E allora cede.
Cede al sentimento, alla passione, all’adulterio e vive gli ultimi mesi della sua fragile vita così, in maniera intensa, fino all’ultimo momento, fino a quando la tubercolosi non la spegne sul fiore dei suoi 23 anni, il 26 aprile 1476.

Con la morte di Simonetta, la vita di Giuliano si spegne ogni giorno di più, perchè non avendo più il suo posto del mondo accanto a lei, non sa più che farsene del potere e degli affari politici.
Ciò che a lui più importa è continuare a vivere il suo amore fedifrago ma meravigliosamente sincero, al punto da preferire di stare “all’inferno per l’eternità piuttosto che un giorno sulla terra senza di lei”.

E di fronte ciò il destino ci ha messo il suo, visto che esattamente due anni dopo, il 26 aprile 1478, anche Giuliano morì, a causa della Congiura dei Pazzi portata avanti dall’omonima famiglia fiorentina per porre fine alla potenza medicea.
La stessa data.
Lo stesso giorno.
Simbolo di un amore che li ha tenuti uniti in vita e poi anche nella morte.

L’idillio di questa storia, però, fu totalmente assente nella realtà, visto che l’amore di Giuliano verso Simonetta non venne mai ricambiato.

Simonetta discendeva dalla casata dei Cattaneo, una nobile famiglia ligure, e venne data in moglie al potente Marco Vespucci, lontano cugino dell’esploratore Amerigo.
A detta dei suoi contemporanei, la donna era bella come nessun’altra e nobile d’animo come poche, tanto da essere soprannominata la “bella Simonetta” e contemplata dall’intera città.
Fu ammirata da Lorenzo il Magnifico, al punto da dedicarle dei versi, e divenne una vera e propria musa ispiratrice dei versi di Poliziano e dei dipinti di Botticelli.
Fu Giuliano de Medici, però, che tra tutti, si innamorò di lei, della sua bellezza e della sua virtù, fin dalla prima volta che la vide in piazza Santa Croce in occasione della giostra del 1475.
Il vincitore del torneo avrebbe vinto uno stendardo con sopra il ritratto di Simonetta accompagnato da una scritta “La Sans Par” (“Colei che non ha pari”) e fu proprio il giovane Medici a vincerlo.

Da quel momento Giuliano iniziò a provare un sentimento puro e casto, nobile e ideale, vissuto secondo gli ideali cortesi, come una passione profonda capace di elevare spiritualmente e moralmente l’essere umano e quindi, ben lontana dall’attrazione fisica e dalla passione viscerale, come ci viene mostrato, invece, nella serie tv.

Nella realtà i due giovani non si sono mai baciati, mai stretti, mai consumati.
E tutto l’amore platonico di Giuliano rimase ben custodito nel suo cuore, lontano da tutti, e nascosto da tutto, fino alla fine dei suoi giorni.
E per lui andava bene così, perchè tutte le carezze mancate che avrebbe voluto ricevere, se le faceva bastare nei suoi sogni più alti.

Non sappiamo se la vera Simonetta ricambiasse il sentimento, né se avesse realmente gli occhi azzurri come in tv, ma quello che è certo è che anche nella vita reale, il suo sguardo ha incatenato il cuore di Giuliano in un sentimento senza fine, che nemmeno il cielo, nemmeno il tempo e nemmeno la storia, sono riusciti a cancellare.
E che sia verità oppure soltanto una leggenda, a noi piace comunque pensare che i due giovani amanti, come sussurra Giuliano nella serie tv prima di esalare l’ultimo respiro, stiano per sempre “insieme in Paradiso”.

 

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