Centro antiviolenza Eirene: sinergie unite per (ri)donare il sorriso e la vita alle donne

di Federica Auricchio

Ieri, 7 novembre 2018, al Palazzo Criscuolo di Torre Annunziata si è tenuto l’evento di inaugurazione del Centro Antiviolenza Eirene.

Hanno aperto l’evento Nicola Anaclerio, Coordinatore Servizi Sociali Ambito N30 – Torre Annunziata, l’Assessore alle Politiche Sociali del comune di Torre Annunziata, Stefano Mariano e il sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, presentando alla comunità il Centro rivolto a tutti e quattro i comuni dell’ambito N30: Torre Annunziata, Trecase, Boscoreale e Boscotrecase. In particolar modo è stata sottolineata l’importanza dell’avere, con un presidio ufficiale sul territorio spesso artefice di violenza, un punto di riferimento e un centro di ascolto per le donne la cui gestione è stata affidata al Consorzio di Cooperative sociali Proodos. Un collante tra i diversi attori sociali coinvolti che con un’ottica sinergica punta alla risoluzione del problema. Infatti spesso le azioni che ciascuno attiva poi difficilmente riescono ad essere condivise e ciò può portare a un fallimento: invece, come è stato suggerito dal Presidente del Consorzio Proodos, Mario Sicignano, bisogna essere una rete di sinergie che si devono annodare.

Proodos fin da subito ha attivato delle collaborazioni con le associazioni del territorio e continuerà a creare percorsi che porteranno a una risoluzione individuale e sociale del problema. Bisogna perciò seguire dei protocolli ben precisi fatti da forze dell’ordine e presidi sanitari: per questo motivo, come ci informava l’Assessore alla Formazione, Pari Opportunità e Politiche Giovanili della Regione Campania, Chiara Marciani, sono state fatte, in collaborazione con l’ASL, delle mini-guide per i presidi sanitari perché è importante prendersi carico delle ferite fisiche e dare un supporto psicologico alle donne e ciò si può fare creando proprio sinergie con i centri antiviolenza.

Non a caso, come tanti tasselli di un puzzle messi al servizio della comunità, insieme a questo progetto – volto a dar voce a chi non ha voce e dare la forza di sopportare un iter burocratico che chi ha subito violenza spesso non riesce a sostenere – come ha annunciato l’Assessore Mariano, partirà un centro famiglia.

Centri antiviolenza, concilia point, forze dell’ordine, ASL, si uniscono dunque non per mero assistenzialismo ma anche sostegno economico e per aiutare la sensibilizzazione. Non si può morire solo perché si è donne: la Campania è seconda in Italia per il numero di femminicidi, ne conta 116 solo dall’inizio di quest’anno; questo dato deve farci riflettere. Come appurava Raffaella Ruocco, responsabile Politiche di Genere di Proodos Consorzio di Cooperative Sociali e coordinatrice del CAV Eirene, le donne sono eredi di forti condizionamenti, ci sono delle radici nella nostra società di disparità tra uomo e donna, è una trasmissione intergenerazionale. Gli uomini si abituano alla violenza e le donne a subirla, fino a creare una vera e propria spirale della violenza che disorienta la vittima. La violenza non è un’improvvisazione, perciò bisogna abbattere gli stereotipi, dobbiamo lavorare perché si affermi la cultura della parità. Su questa scia, l’assessore Chiara Marciani sollecita a lavorare nelle scuole e non solo, all’educazione dei giovani alle differenze, al rispetto, al non possesso. Per questo, come l’anno scorso, anche quest’anno è partito un concorso che vede gli studenti coinvolti nella creazione di spot o manifesti pubblicitari che diventeranno campagne istituzionali.

La sensibilizzazione può avvenire anche attraverso la cultura e l’arte; a tal proposito ieri il duo comico Fatebenefratelli ci ha presentato, con il suo libro, l’altra faccia della propria arte, la propria “vera poetica”, come ha scritto Pippo Baudo nella prefazione. In particolare mi è saltata all’orecchio la volontà di chiudere la raccolta con un racconto romantico, ciò ha suscitato in me un sorriso perché, prima che iniziassimo, mi sono intrattenuta a parlare con l’assessore Chiara Marciani che mi aveva anticipato il progetto avviato nelle scuole. Mi ha rivelato che spesso arrivano operati che rappresentano volti di donne tumefatti, pugni, schiaffi e mi ha confessato che avrebbe tanto voluto che finalmente fosse evidenziato il sorriso.

Non solo la rappresentazione di donne ferite, perciò lanciare il messaggio che non c’è solo il pugno, ma anche una strada, lunga e complicata sì, ma che porta alla felicità. Dire alle donne che possono farcela.
Come il mosaico composto dai sorrisi di donne che è stato regalato al centro antiviolenza dagli studenti del Liceo dell’arte e della comunicazione Giorgio De Chirico di Torre Annunziata.
Come ben suggeriva il Coordinatore Anaclerio, il seme c’è ora bisogna farlo germogliare. Gli occhi dicono ciò che non si può dire e perciò guardiamo gli occhi delle donne, delle nostre donne, per migliore la nostra società.

Scrosta le ferite e solleva dal peso delle non dette parole, il saturo corpo.
Leggera vola in alto, spalanca gli occhi luminosi, sciogli le labbra.
Sii libera di essere,
donna.

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