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Gli sdraiati, guai a farsi ingannare

di Raffaele Iorio

Edito da Feltrinelli, Gli sdraiati racconta il conflitto generazionale tra adulti e giovani, ma guai a cadere nei pregiudizi.

Consiglierei Gli sdraiati, libro di Michele Serra, non senza alcune precauzioni. Questo perché come solito nessun libro è universale.

Girovagando sul web, in cerca di qualche recensione per rendere più utile il mio lavoro, mi sono imbattuto in autori per la maggiore adulti, il che mi ha fatto pensare un po’.

Gli sdraiati racconta, secondo il punto di vista di un genitore, il rapporto padre/figlio. È un monologo interiore con cui un uomo divorziato riflette sull’incomunicabilità con il proprio figlio. E non è un caso se Serra non cita mai i nomi di questi due personaggi: il libro vuole essere una descrizione della rottura tra nuova e vecchia generazione ma sia detto senza alcun moralismo.

Ma questa descrizione può causare un primo pregiudizio, Serra rispecchia la parte di quella vecchia generazione molto lontana e incapace di porre autorità sulla nuova. Già il titolo, Gli Sdraiati, rimanda al continuo starsene stesi degli adolescenti, ora con un apparecchio elettronico ora a dormire per tutta la mattina.

Così, gettate le basi di questo primo pregiudizio, è facile capire come il libro possa essere sentito maggiormente da un pubblico adulto anziché di giovani, mettici uno stile elegante che, con gusto, frattanto alterna termini colti con alcuni più comuni e un racconto quasi esclusivamente riflessivo e il gioco è fatto.

I lettori meno attenti potrebbero essere tratti in inganno.

Nulla di più lontano dalle intenzioni dell’autore a mio avviso. Vi spiego il perché.

Quando si scrive la sinossi di un libro, purtroppo o per fortuna, è impossibile spiegarne i retroscena e le evoluzioni o il finale addirittura.

Immaginate un adolescente leggere questa sinossi:

Forse sono di là, forse sono altrove. In genere dormono quando il resto del mondo è sveglio, e vegliano quando il resto del mondo sta dormendo. Sono gli sdraiati. I figli adolescenti, i figli già ragazzi. Michele Serra si inoltra in quel mondo misterioso. Non risparmia niente ai figli, niente ai padri. Racconta l’estraneità, i conflitti, le occasioni perdute, il montare del senso di colpa, il formicolare di un’ostilità che nessuna saggezza riesce a placare […].

Quali pensieri potrà mai avere?  Leggere “Non risparmia niente ai figli, niente ai padri” fa venire in mente il solito libro di massime in cui l’autore ne sa di più sul mondo, come un padre con un figlio per esempio.

Ma non è così, il libro di Serra merita e non è pretenzioso.

(Attenzione leggero spoiler).

Il protagonista semplicemente riflette su un modo estraneo che cerca di capire ma non può. I risvolti finali chiariranno l’evoluzione del pensiero. Così ad una prima occhiata l’autore appare come la voce di una vecchia generazione discriminante per poi risultare altro.

Prendendo in prestito le parole del figlio: Non è né bene, né male; è una mutazione, “è l’evoluzione della specie”, con questa frase si rivelano gli intenti.

Consiglio Gli sdraiati ad un pubblico giovane così da avere un punto di vista diverso con cui rapportarsi e accettare, laddove ve ne fossero, le criticità per migliorare se stessi.

Gli sdraiati è il libro di chi ama uno stile quasi saggistico e abbastanza riflessivo ma che sa essere poetico quando vuole. Per un assaggino vi rimando qui (https://www.instagram.com/raffaelei/?hl=it), scorrendo l’home, dietro la copertina del libro potrete leggere un pezzo particolarmente bello.

Di più non oso dirvi.

E per ora l’augurio è sempre quello: buona lettura.

 

La Redazione

Ciao! Sono la Redazione de La Testata – Testa l’informazione. Quando non sono impegnata a correggere e pubblicare articoli mi piace giocare a freccette con gli amici.
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