Lasciateci studiare!

di Federica Auricchio

Stamattina, studenti e studentesse ci siamo uniti per una battaglia comune: riconquistare il nostro diritto allo studio.

Impalcature, aule poco capienti e corsi sovraffollati sono diventati, ormai, un’amara abitudine all’università.  Noi studenti non vogliamo piegarci davanti all’abitudine, al “non fa niente”, noi vogliamo frequentare le lezioni e vivere pienamente l’ambiente universitario perchè è un diritto, il diritto allo studio di cui siamo consapevoli fruitori.

Proprio per questo motivo mercoledì 17 ottobre 2018 siamo saliti in rettorato dal Prorettore Arturo De Vivo con una petizione firmata da oltre 230 studenti del corso di laurea di Lettere Moderne.

Non abbiamo chiesto nulla di impossibile, semplicemente ciò che ci è dovuto: studiare in sicurezza, poter entrare nelle aule senza fare a gara con i nostri compagni, poter prendere appunti tutti seduti dietro un banco e non per terra o, perfino, fuori al balcone.

Stamattina non era pervenuta ancora alcuna riposta, abbiamo deciso, quindi che avremmo dibattuto in merito alle nostre perplessità e disagi uniti in una sola voce, insieme, per il diritto allo studio.

Ricordiamocelo! L’ università non è solo un luogo di formazione scolastica, bensì è la palestra per costruire il nostro futuro, un luogo del sapere dove apprendere nozioni di vita e non solo, la vita stessa e noi non ci rassegneremo perché è con la rassegnazione che si perdono i diritti umani.

Questa è la voce del gruppo di studenti che oggi ha protestato con rispetto verso un sistema che, purtroppo, va rivisto.

Arrabbiarsi non è una perdita di tempo, protestare non è un modo di evitare di studiare, parlare è il veicolo, forse l’unico, per lottare e vincere. E siamo d’accordo, il poeta diceva

“Siamo angeli con un’ala soltanto

E possiamo volare solo restando abbracciati”

Ma non a lezione.

 

 

 

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