Salvezza: il racconto di una verità senza filtri

di Francesca Caianiello

Alla fiera del libro Ricomincio dai libri, tenutasi lo scorso 5, 6 e 7 ottobre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, abbiamo avuto modo di conoscere Lelio Bonaccorso e Marco Rizzo, giovani artisti siciliani.

Lelio e Marco sono autori del graphic novel Salvezza, edito da Feltrinelli Comics.
La loro storia è una storia di attualità, una storia ricca, ricchissima di verità. I due compari – come si chiamano ironicamente tra di loro – hanno affrontato insieme un’esperienza di vita del tutto singolare: hanno deciso di imbarcarsi sull’Aquarius, nave di una ONG che aiuta i migranti, sui loro gommoni fatiscenti, durante il viaggio per raggiungere la libertà.

I due fumettisti si sono imbarcati per la necessità di conoscere e di far conoscere. Per far conoscere senza veli, senza quel filtro che sfuma la realtà delle cose. Per mostrare di qua cosa succede di là. Per dare voce a qualcosa di cui si straparla, ma tanto e male. Per far conoscere la realtà sulla questione dei migranti.

Questa graphic novel si presenta come un reportage, come un mezzo di informazione, che presenta nel dettaglio numeri e dati, ma soprattutto presenta il sentimento dell’essere umano, la reazione dell’uomo oltre mare che finalmente raggiunge la salvezza, la reazione del giornalista che assorbe le storie che gli vengono raccontate.

Lelio e Marco provano a smorzare la tensione con qualche battuta, ma la rabbia che provano per ciò che hanno visto è tanta. Raccontano che quelli che vengono chiamati gommoni sono in realtà dei semplici canotti. Colmi, stracolmi di persone che urlano di disperazione.

Il libro vuole portare testimonianza di queste realtà e racconta Lelio alla platea che la percezione stessa di questa verità cambia a seconda delle categorie di persone:
– ci sono i sensibili, che percepiscono drammaticamente ciò che accade
– ci sono gli inca**ati, col mondo e con la vita
– ci sono quelli che non vogliono ascoltare, e dopo aver parlato con loro si è solo più stanchi senza che sia cambiato nulla
– ci sono quelli che non sanno analizzare le informazioni che percepiscono, avendo così una visione distorta e sbagliata delle cose

L’esigenza di raccontare, spiega Marco, nasce proprio dalla volontà di contrastare il modo in cui si parla della questione dei migranti. La graphic mostra tante storie proprio perché il lettore possa conoscere, dal momento che il più grande nemico dell’uomo è l’ignoranza.

I due artisti descrivono anche come non sia stato semplice da subito entrare a contatto con questi uomini e donne, una volta tratti in salvo. Lelio si avvicinava a qualcuno e iniziava a disegnarlo, mostrava il blocco con i propri schizzi, i propri disegni e grazie alla sua abilità riusciva ad avere la fiducia delle persone. Racconta con un sorriso che dopo un po’ poteva sembrare un ritrattista di Taormina, poiché erano proprio i migranti a domandargli di essere disegnati, senza che dovesse farsi lui spazio per avvicinare qualcuno. E una volta ottenuta la fiducia Marco poteva avvicinarsi ai migranti e iniziare a domandare, a farsi raccontare. Storie, vite, situazioni, motivi della fuga. Tutto assorbito e poi rielaborato per poco meno di quattro mesi in Salvezza.

Ma il rappresentare graficamente di Lelio e l’invito alla conversazione di Marco non sono stati semplici espedienti per portare a termine un lavoro giornalistico, un reportage, una graphic. Il loro lavoro ha avuto anche una finalità terapeutica: hanno permesso ai migranti, chiedendogli di raccontare, interessandosi a loro, dandogli un volto, di rivedersi umani.

Hanno restituito la dignità a persone che conoscono bene la situazione da cui scappano, ma non hanno idea di quale sarà la realtà che li aspetta in Europa.
Hanno dato voce a chi la voce la perde urlando disperatamente su di un canotto in mare, con il terrore che questo possa capovolgersi e che urlare non lo si potrà fare mai più.

Alla fine del loro racconto Marco è inca**ato e racconta degli incubi ricorrenti che ogni notte fa da quanto è tornato dal suo viaggio-reportage, Lelio è visibilmente toccato per aver fatto riemergere quei ricordi.

La platea è commossa e non può far altro che ringraziare e ammirare questi giovani e determinati autori.

Vi invitiamo a seguirli sulle loro pagine:
https://www.facebook.com/LelioBonaccorsoArt/

https://www.facebook.com/marcorizzoscrittore/

 

Foto di Chiara Antenucci

 

 

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