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Dolci e un po’ salate

di Federica Auricchio

Dall’anno scorso, a seguito della legge Finanziaria, molte università del paese, hanno rivoluzionato il sistema di tassazione. La Finanziaria è la legge definita no tax area, perché ha stabilito un azzeramento delle tasse per i redditi bassi.

Andiamo ora ad osservare questi cambiamenti, notando come le tasse universitarie sono evolute nel tempo. Da anni ormai infatti, le tasse universitarie, non sono uguali per tutti ma variano in base all’ISEE del singolo studente.

Però dall’anno scorso, come dicevamo, è stata introdotta una novità: infatti gli studenti con un ISEE inferiore a 13.000€ hanno un esonero. Molte università però hanno alzato la soglia, come la Federico II di Napoli, ad esempio, a 15.000€ o la UniBo, a 23.000€.

Però questa non è l’unica novità, infatti non è solo il reddito a determinare le tasse da pagare, bensì anche il merito ha il suo valore; vediamo alcuni esempi.

Gli studenti iscritti al primo anno, quelli iscritti dal secondo che – da settembre 2017 ad agosto 2018 – hanno ottenuto 10 CFU, o dal terzo anno in poi hanno ottenuto 25 CFU riceveranno l’esonero.

Dunque, gli studenti che hanno un reddito che rientra nella no tax area non pagano né la prima né la seconda tassa, solo quella regionale di 140€ e la marca da bollo di 16€. Ad esempio: uno studente con un reddito di 7.000€, quest’anno paga in totale 156€.

Per gli studenti che superano la soglia fino a 30.000€ possono comunque beneficiare di una riduzione, infatti le tasse per legge non possono comunque superare il 7% della differenza tra ISEE e la soglia di esenzione a 13.000 €.

Se gli studenti, invece, non hanno ottenuto questi crediti pagano, una quota maggiore che varia di facoltà in facoltà. Non è solo la meritocrazia ad incidere sull’aumento, ma anche l’ISEE. Infatti se si possiede un ISEE particolarmente alto ci si ritrova con tasse molto più care rispetto a quelle degli anni precedenti, si passa da un minimo di 150/200€ fino ad arrivare a quasi 1000€ di aumento, ritrovandosi con 3000€ di tasse da pagare.

Insomma, hanno deciso di mettere un po’ di sale sulle tasse universitarie: gli studenti meritevoli e soprattutto con il reddito basso hanno pagato tasse insipide, mentre quelli non meritevoli e con il reddito alto si sono ritrovati con tasse salatissime.

Questi cambiamenti sono sia positivi che negativi, da un lato si aprono le porte a molti studenti che non possono permettersi l’università, andando verso l’inclusione alla cultura per i soggetti economicamente minori; ma, dall’altro, con l’introduzione di un sistema meritocratico tra gli studenti si sono create ansie, per cercare di accumulare quanti più CFU possibili, e guerriglie, tra i meritevoli e non.

 

Detto ciò lascio a voi decidere se queste tasse sono un po’ più dolci e un po’ più salate.

Per ora non ci resta che pagare.

In bocca al lupo a tutti e che i CFU siano con voi!

 

 

La Redazione

Ciao! Sono la Redazione de La Testata – Testa l’informazione. Quando non sono impegnata a correggere e pubblicare articoli mi piace giocare a freccette con gli amici.
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