Premio Strega 2018

di Matteo Vitale

Al teatro San Marco di Benevento, in una serata condotta da Gigi Marzullo, lo scorso 7 giugno sono stati presentati i dodici finalisti del Premio Strega 2018. Il sindaco Mastella, dopo una breve presentazione dell’evento e qualche ringraziamento, ha dato il via alla serata, che è stata accompagnata da un gruppo di musicisti del Conservatorio Nicola Sala. Ogni scrittore ha potuto fare un piccolo intervento, per spiegare cosa ha voluto trasmettere con la sua opera e quanto fosse emozionato di poter partecipare a uno dei premi letterari più importanti a livello nazionale, che ha visto passare i più grandi: da Moravia a Pasolini, da Buzzati a La Capria e fino a Giuseppe Tomasi di Lampedusa e Cesare Pavese.

Il primo a salire sul palco è stato Marco Balzano, nato a Milano nel 1978, scrittore e insegnante, candidato per il libro Resto qui, edito da Einaudi Editore. Narra la storia di Trina, in una terra di confine dell’Alto Adige, sotto il ventennio fascista. Un romanzo su come i protagonisti cerchino di resistere ai mutamenti sociali imposti. Un libro per chi non si sente a casa di questi tempi.

Il secondo a calcare il palco del teatro San Marco, riaperto da poco, è stato Giovanni Carrubba al suo primo romanzo, intitolato Come un giovane uomo, storia della nostalgia per la giovinezza e della grave perdita di un’amica. Prima di scendere dal palco, Carrubba ci ha tenuto a precisare che sa anche essere divertente, quando vuole!

E siamo arrivati al terzo romanzo presentato, che è stato anche uno dei favoriti per la vittoria. Si chiama Il gioco ed è scritto da Carlo D’Amicis, conduttore di Fahrenheit, su Radio3, che ha scritto riguardo al sesso inteso come gioco. “La cosa più affascinante del sesso non è il sesso, ma tutto ciò che gli ruota attorno”, un erotismo giocoso che ruota intorno a questo triangolo amoroso moderno, dove il marito è un cuckold, la moglie una sweet e l’amante-bull uno strumento della coppia. “Si torna al sesso per sentirsi ancora vivi”, dirà in un passaggio del libro dove due amici fissano una cassiera triste leccando un gelato.

La quarta scrittrice a salire sul palco del Premio Strega è stata Silvia Ferreri, giornalista, scrittrice, regista e autrice di programmi televisivi per Rai3, candidata con il suo primo romanzo La madre di Eva, edito da Neo edizioni. Il libro narra di un rapporto tra madre e figlia, in una clinica serba, prima di entrare in una sala operatoria dove la figlia Eva cambierà sesso.

Il libro presentato da Helena Janeczek, nata a Monaco da una famiglia ebraica e naturalizzata italiana, è una biografia in forma di racconto della fotoreporter Gerda Taro caduta in guerra e amante di un altro famoso fotoreporter, Robert Capa. Il romanzo è intitolato La ragazza con la Leica edito da Guanda.

Quest’edizione ricca di presenze femminili vede la partecipazione anche di Lia Levi con Questa sera è già domani, romanzo che torna sulle vicende del 1938, quando le leggi razziali diedero inizio alla persecuzione. Lia Levi ha vissuto sulla sua pelle quel periodo e lo rievoca ancora una volta, ma dal punto di vista di una bambina circondata dalle inquietudini degli adulti che non sapevano come spiegarle quello che stava succedendo.

Il più giovane di quest’edizione del Premio Strega 2018 si chiama Elvis Malaj, classe 1990, di origini albanesi. Ha pubblicato questa raccolta di racconti in lingua italiana chiamato Dal tuo terrazzo si vede casa mia con la casa editrice Racconti edizioni. Sono racconti pungenti, scarni e secchi, senza fronzoli, che raccontano diversi tipi di solitudine: la comparazione tra il luogo di provenienza e quello di approdo, dove il terrazzo è l’Italia e casa sua è il paese di provenienza al di là del mare.

Francesca Melandri, sceneggiatrice e documentarista, è arrivata al Premio Strega con il suo terzo romanzo Sangue giusto, storia di una donna che scoprirà un passato controverso della sua famiglia che attraversa un secolo di storia.

Il figlio prediletto, edito da Neri Pozza di Angela Nanetti, è un romanzo su due storie parallele tutte ambientate tra Londra e la Calabria. La prima storia si svolge nella Calabria degli anni ’60, dove una giovane promessa del calcio, omosessuale, sarà costretto ad abbandonare la propria terra dopo aver visto il proprio ragazzo ucciso di botte. La seconda storia, che riprende la prima, è quella di una giovane ragazza calabrese che vuole fuggire.

Sandra Petrignani ha voluto raccontare la vita di una grande donna del Novecento italiano, ovvero Natalia Ginzburg. Il romanzo è intitolato La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg, edito da Neri Pozza.

Andrea Pomella si presenta con il suo Anni luce, edito da Add edizioni. Un romanzo di formazione dal sapore rock-on-the-road, di amicizia, chitarre, sbronze ed Eddie Vedder ad accompagnare in giro per l’Europa i protagonisti, alle soglie dell’età adulta.

L’ultimo romanzo presentato è stato quello di Yari Selvetella, giornalista e scrittore romano, con Le stanze dell’addio edito da Bompiani. Più che un romanzo potrebbe essere definito un memoir sulla straziante perdita di una persona che ami con un’immersione nel dolore estrema, molto simile ad una contorsione.

 

 

 

 

 

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