Intervista a Leonardo di Minno

di Salvatore di Giacomo

Tutti noi, anche i meno esperti, conosciamo o abbiamo sentito parlare di Notre Dame de Paris e Romeo e GiuliettaAma e cambia il mondo, due tra i musical più famosi in tutto il mondo. Ho avuto l’onore di intervistare per La Testata – Testa l’informazione uno degli attori di entrambi i cast: Leonardo di Minno.

Clopin e Quasimodo nella celeberrima opera moderna popolare tratta dal romanzo di Victor Hugo, Escalus in Romeo e Giulietta sono i ruoli più importanti che ha interpretato nel corso della sua brillante carriera, durante la quale ha potuto collaborare con artisti di fama internazionale come Giuliano Peparini, Riccardo Cocciante, Gilles Maheu, Gerard Presgruvic e altri.

Di seguito l’intervista:

Com’è, per un professionista come te, salire su un palco quasi tutti i giorni davanti a migliaia di persone? C’è ansia o diventa noioso e quindi si perde quella tensione pre-spettacolo?

“A differenza del pensiero comune, il mestiere dell’attore è paragonabile a qualsiasi altro mestiere: è solo questione di impararlo, praticarlo e perfezionarlo. L’enorme differenza che c’è tra salire su un palco e fare un lavoro ʽnormaleʼ sta nel portare elementi del tuo vissuto sul palco, questo quindi implica il vantaggio di vivere il personaggio che si interpreta come un prolungamento della propria personalità. Detto questo ogni persona vive momenti differenti, quindi ci sono giorni in cui sei più ansioso, altri in cui sei più stanco, ma in base a quanto ho detto prima questo conta poco: in scena sei in scena, stop”.

Qual è il personaggio in cui più ti ritrovi o che magari preferisci? Clopin, Quasimodo o Escalus? E perché?

“Questa domanda può essere connessa alla prima risposta: ci possono essere canzoni che preferisco, testi che preferisco, ma non ho un personaggio preferito in assoluto, proprio per il motivo suddetto; tendo a portare me stesso in ogni personaggio interpretato: questo fattore oltre a rendere più veritiera la mia performance, ha il potere di farmi esplorare alcune sfumature del mio carattere. In fondo, però, sono sempre io”.

Quale consiglio ti senti di dare a tutti i seguaci dell’opera moderna popolare che sognano di diventare come voi cantattori o ballerini?

“Il primo consiglio che voglio dare è quello di vedere questa cosa non come un sogno, ma come una cosa possibile: questo lavoro se si è preparati si può fare! I provini sono aperti a tutti e non hai bisogno di agenzie o di essere amico di qualcuno: se sei bravo lavori. Il secondo consiglio, più immediato, sta ovviamente nella pratica, nell’allenamento che c’è dietro questo lavoro: lavorare sul corpo attraverso movimento scenico, danza, sport; prepararsi su recitazione e canto in maniera assidua”.

Leonardo, ai nostri microfoni, è riuscito a sintetizzare in pochi punti il suo straordinario mestiere e l’idea che ha di esso. Tre sole domande sono bastate per capire che artista umile e completo è Leonardo Di Minno.

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